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Le tre sfide del Piano innovazione: digitalizzazione, innovazione, sviluppo sostenibile ed etico della società

Il punto di partenza sono le prime 20 (+1) azioni di innovazione e digitalizzazione. Una strategia in itinere e partecipata, aggiornata ogni 4 mesi . Tutte le azioni, dall’identità digitale per ogni cittadino al diritto a innovare: startup e imprese innovative potranno chiedere allo Stato di sperimentare in deroga l’attività di impresa

di Nicoletta Cottone

Il Piano innovazione del governo: ecco le tre sfide

Il punto di partenza sono le prime 20 (+1) azioni di innovazione e digitalizzazione. Una strategia in itinere e partecipata, aggiornata ogni 4 mesi . Tutte le azioni, dall’identità digitale per ogni cittadino al diritto a innovare: startup e imprese innovative potranno chiedere allo Stato di sperimentare in deroga l’attività di impresa


6' di lettura

«L’innovazione e la digitalizzazione devono far parte di una riforma strutturale dello Stato che promuova più democrazia, uguaglianza, etica, giustizia e inclusione e generi una crescita sostenibile nel rispetto dell’essere umano e del nostro pianeta». É lo slogan scelto per la presentazione del Piano innovazione del governo, stilato dal Mid, il ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Il testo illustra - in una trentina di pagine - la strategia di innovazione annunciata dal governo, che affonda le sue radici negli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Cogliere i benefici della quarta rivoluzione industriale
«Il nostro obiettivo è l’identità digitale, lo dobbiamo realizzare al più presto: dobbiamo correre», ha detto il premier Giuseppe Conte alla presentazione del Piano nazionale per l’Innovazione 2025. La ministra Paola Pisano, a capo del Mid, ha sottolineato come viviamo «nel periodo a più alto tasso di innovazione di tutta la storia dell’umanità, nel mezzo di una rivoluzione tecnologica in cui l’innovazione e la scienza offrono opportunità mai viste prima». E l’Italia, ha sottolineato, «ha il dovere di cogliere i benefici della quarta rivoluzione industriale».

Le tre sfide
Tre le sfide: la digitalizzazione della società, l’innovazione del Paese, lo sviluppo sostenibile e etico della società nel suo complesso. Tre obiettivi basati su azioni concrete. Il punto di partenza sono, infatti, le prime venti (+1) azioni di innovazione e digitalizzazione. Una strategia in itinere e partecipata, che sarà aggiornata ogni 4 mesi in base allo stato di sviluppo delle azioni e che sarà inserita sulla piattaforma della Pubblica amministrazione per ricevere contributi da chiunque possa dare il proprio contributo.

Il piano d’azione
Si parte dalle prime venti azioni (+1) per trasformare il Paese.

1. Una governance per l’innovazione e il digitale con l’istituzione di una cabina di regia presieduta dalla ministra per l’innovazione Paola Pisano, con accanto un Comitato per la digitalizzazione della Pa e l’innovazione del Paese al quale sono invitati a partecipare i rappresentanti delle associazioni di categoria degli stakeholder privati del settore Ict e gli stakeholder più rappresentativi. E un tavolo di lavoro con le regioni e le città.

2. Una identità digitale per ogni cittadino. Unica, gratuita, facile da usare, che gli permetta di identificarsi in maniera sicura e accedere a tutti i servizi digitali pubblici. Utilizzabile per chiedere un permesso per il parcheggio sulle strisce blu, verificare la propria posizione contributiva, fare un bonifico online o guardare la pagella dei figli.

3. Un domicilio digitale per tutti. Consentirà a chiunque di ricevere la propria corrispondenza avente valore legale in digitale e, in prospettiva, di consultarla attraverso Io, l’app dei servizi pubblici.

4. Io, l’app dei servizi pubblici. L’app, negli intenti del piano, trasforma il rapporto tra cittadino e Pubblica amministrazione, cancellando la complessità: un’unica interfaccia per accedere a tutti i servizi pubblici direttamente dallo smartphone dopo essersi identificati con l’identità digitale. Utile per iscrivere i bambini all'asilo, pagare una contravvenzione, ricordarsi di fare la revisione dell’auto o di rinnovare la patente.

5. Ristrutturazione digitale. Designers Italia offre alle Pubbliche amministrazioni strumenti e linee guida per progettare siti e servizi efficaci, basati sulle reali esigenze dei cittadini.

6. Open innovation nella Pubblica amministrazione. Il progetto “Pa - Porte aperte all’innovazione” promuove l’open innovation nell’amministrazione italiana. Ogni anno saranno selezionati dieci servizi pubblici di interesse nazionale. Le amministrazioni centrali e locali saranno invitate a candidarsi nello sviluppo di uno dei dieci servizi in modalità open. A disposizione un team del ministero specializzato nella gestione e nel coordinamento del progetto open e un contributo pari al 50% del budget complessivo di progetto.

7. Procurement semplificato per l’innovazione. Ripensare il processo di procurement per le Pubbliche amministrazioni centrali e locali. Obiettivo: consentire alle amministrazioni di acquisire prodotti e servizi digitali in maniera semplice, veloce. Gli strumenti sono la semplificazione dell’ utilizzo degli appalti innovativi, la digitalizzazione dei processi di procurement. Interventi sui processi di gara di acquisto di tecnologia, puntando a un meccanismo di deroga al codice degli appalti per i servizi digitali, con regole ad hoc.

8. Intelligenza artificiale al servizio dello Stato. Promuovere l’utilizzo di applicazioni di intelligenza artificiale nella gestione di procedimenti amministrativi, dei servizi con particolare attenzione al mondo della giustizia.

9. Dati per le città del futuro. Formalizzazione di un accordo quadro per la condivisione dei dati diversi da quelli personali generati e raccolti in occasione della fornitura di servizi pubblici, da parte di fornitori di servizi pubblici e privati.

10. Borghi del futuro. Progettazione di un “borgo del futuro” nel quale concentrare tutte le tecnologie emergenti e, naturalmente, digitalizzare completamente l'amministrazione. Il progetto sarà disegnato lavorando con la cabina di regia dei ministri.

11. Innovazione bene comune. Piattaforma negoziale e tecnologica per garantire la circolazione delle informazioni sull’esistenza e la disponibilità dei grandi asset innovativi italiani e - in futuro - esteri. E facilitare la condivisione a condizioni comuni che tengano, naturalmente, conto della diversa natura degli asset e dei soggetti che ne sono titolari.

12. Diritto a innovare. La sperimentazione di iniziative imprenditoriali innovative è spesso frenata o ritardata da norme, regole, divieti e processi burocratici complessi. Ci sarà una norma che riconoscerà il diritto a innovare, derogando a regole che imbrigliano il futuro. Startup e imprese innovative potranno chiedere allo Stato di sperimentare in deroga l’attività di impresa.

13. Made.IT, dall’idea all’impresa innovativa. Aiutare gli innovatori a trasformare le loro idee in imprese è compito anche dello Stato. Il progetto “Made.IT” è un programma di accompagnamento e comunicazione per startup tecnologiche che nascono nel Paese nel campo dell'intelligenza artificiale, cyber security, robotica e mobilità autonoma. Ogni anno selezione di 30 idee innovative da trasformare in altrettante imprese di successo.

14. Cross-Tech hub Italia. Creazione, sviluppo e crescita, attraverso partnership pubblicoprivato di hub tecnologici cross industries nel rispetto delle eccellenze dei territori nei quali i centri si insediano e partendo dalle eccellenze che già esistono nel nostro Paese. Le tecnologie di riferimento saranno intelligenza artificiale, cybersecurity, 5g mentre i settori saranno la mobilità autonoma e sostenibile e la robotica nonché i settori del made in Italy.

15. MoonTransfer Fund & Missione Formare. Avvio di un Fondo di investimento di rapido intervento da 60 milioni di euro, dedicato esclusivamente mobilità, robotica, AI, cyber security. Il fondo che verrà incardinato in Enea e raccoglierà risorse finanziarie dai grandi investitori istituzionali europei, dal Governo, dagli investitori istituzionali e dalle grandi imprese nazionali. Il Fondo affronterà in modo innovativo queste sfide con uno scouting rivolto sia alle strutture di ricerca applicata sia finanziando la capacità innovativa del vasto tessuto delle Pmi italiane.

16. Infrastrutture digitali condivise, sicure, affidabili e green. Sviluppare le infrastrutture digitali per garantire al nostro Paese e all’Europa l’autonomia tecnologica necessaria per il controllo dei nostri dati. Operazione in tre passi: favorire l’adozione e lo sviluppo delle tecnologie di cloud computing; garantire l’accesso a internet su tutto il territorio nazionale; sviluppare le infrastrutture digitali del Paese in collaborazione con le iniziative europee, realizzando data center sicuri e affidabili.

17. AI ethical Lab-El. Si punta su nuovo umanesimo dell’intelligenza artificiale e su un rinascimento digitale. Creazione di una “Alleanza per l’intelligenza artificiale sostenibile”, un comitato al quale saranno invitati a aderire soggetti pubblici e privati. Dovrà elaborare uno statuto etico-giuridico dell’intelligenza artificiale che, oltre a individuare principi-guida, stabilisca regole minime per la qualificazione di soluzioni di intelligenza artificiale destinate al settore pubblico e privato. Una sorta di certificazione di sostenibilità etico-giuridica della soluzione che potrebbe poi tradursi in un certificato di superata valutazione di impatto etico sulla società. Disponibile gratuitamente una piattaforma di e-learning per l’educazione di base all’intelligenza artificiale.

18. Il sabato del futuro nelle scuole. Nel progetto Repubblica digitale viene promosso , con il ministro per l’Università e la ricerca scientifica e partner privati, il programma “Il sabato del futuro”. Dieci giornate, tutte di sabato, per l’aggiornamento di studenti e docenti delle scuole superiori italiane, sui settori più recenti della tecnologia e dell’innovazione . I progetto coinvolgerà ricercatori e scienziati.

19. Un anziano, un tablet e un sorriso per l’inclusione digitale. Inclusine degli over 65 che in Italia sono quasi 14 milioni. Gli anziani che vivono in Comuni a più alto rischio di digital divide riceveranno un tablet con una serie di app che consentiranno loro di leggere un giornale offerto a condizioni speciali dagli editori, fare la spesa e ordinare farmaci, effettuare chiamate di soccorso e comunicare con i loro familiari. I tablet saranno donati da imprese Ict, nuovi o ricondizionati.

20. Repubblica digitale: un hub di formazione sul futuro. Obiettivo, combattere i digital divide ed educare alle tecnologie del futuro. Repubblica Digitale vuole accompagnare la trasformazione digitale del Paese con azioni di carattere divulgativo, educativo e formativo costituisca un dovere civico dello Stato, delle imprese e dei singoli cittadini.

+1. Adesso tocca a voi: interconnessione con tutti i gruppi di interesse.
L'ultima azione è in bianco, «per dare a tutti coloro che sono interessati la possibilità di proporre un'azione o un'area di intervento che ritenete prioritaria e che ci aiuti a raggiungere entro il 2025 le sfide che ci siamo posti».

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