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Le trimestrali Usa danno la carica ai listini. Ok banche a Piazza Affari

di Eleonora Micheli


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(AFP)

4' di lettura

L'avvio scoppiettante delle trimestrali Usa, con i conti sopra le attese di JpMorgan e Wells Fargo (rispettivamente 9,2 mld e 5,9 mld di dollari di utili), ha spinto il finale di settimana delle Borse europee, comunque già ben indirizzate questa mattina dopo dati sugli scambi commerciali cinesi in chiaroscuro a marzo. Wall Street ha contribuito dal canto suo con una prima parte di seduta vivace per poi chiudere il terreno positivo (Dow Jones +1,03%, Nasdaq + 0,46%, S&P 500 +0,66%). Auto e banche sono stati protagonisti assoluti sui listini europei. Piazza Affari, trainata dai due settori, ne ha approfittato per riportare il rialzo maggiore di giornata (+0,8%) e per rispedire il Ftse Mib ai livelli di luglio 2018. A parte Zurigo, che ha chiuso in rosso, gli altri indici hanno mostrato guadagni contenuti.

Banco Bpm e Unicredit in prima fila. Bene Pirelli e Fca
Tornando a Milano, Unicredit(+4,2%) ha proseguito la rimonta innescata ieri dalle rassicurazioni del ceo Mustier sul caso dell'inchiesta dell'Antitrust Ue e sul tema delle aggregazioni. Bene anche Banco Bpm(+4,3%) e Ubi Banca (+3,3%): nell'assemblea dei soci, l'a.d. di quest'ultima Massiah ha confermato la fiducia sul raggiungimento dei target 2019. Nell'automotive, +3,9% Pirelli e +2,2% Fiat Chrysler nel giorno dell'assemblea da cui sono giunti parole di ottimismo sia d John Elkann, circa l'impegno della famiglia Agnelli a lungo termine, sia dal ceo Manley sugli obiettivi di fine anno. In una seduta alla ricerca di asset più rischiosi, hanno segnato il passo le utility e Telecom Italia (-1,4%).

Il clima di maggiore propensione al rischio ha avuto effetti anche sullo spread, in calo in area 248 punti, anche se il commissario Ue agli Affari monetari, Pierre Moscovici, ha avvisato l'Italia che il rispetto delle regole su deficit e debito è una questione di credibilità. Parlando a margine dei lavori dell'Fmi a Washington, Moscovici, ha detto che «l'Italia sta soffrendo una situazione di stagnazione se non di recessione. E la situazione italiana è fonte di incertezza per tutta l'Eurozona».

Spread BTp/Bund

JpMorgan e Wells Fargo risvegliano il settore delle banche
Banche alla riscossa a Piazza Affari: i titoli del settore creditizio sono partiti deboli, ma poi hanno virato al rialzo a metà mattina e hanno allungato il passo dopo la pubblicazione dei conti delle big Usa, Jp Morgan e Wells Fargo. Poco fa Jp Morgan ha annunciato di avere chiuso i primi tre mesi del 2019 con un utile record per quasi 9,2 miliardi di dollari, in aumento del 5,4%, su ricavi per 29,85 miliardi(+4,7%). I numeri hanno battuto le stime degli esperti. Dopo JpMorgan, anche Wells Fargo ha pubblicato una trimestrale migliore delle attese, con utili per 5,9 miliardi di dollari, in crescita dai 5,1 miliardi di dollari di utili dello stesso periodo del 2018.

Giù le utility, in rimonta Prysmian. Exploit Fullsix
Sul Ftse Mib sono state penalizzate le Hera (-1,6%) insieme alle società infrastrutturali (-1,2% Italgas, -1% Snam, -0,8% Terna), ma hanno sofferto anche altri difensivi come A2a(-0,6%) e Enel(-0,58%). Tra i migliori invece anche Juventus (+3,6%) nel fine settimana probabilmente cruciale per la vittoria matematica nel Campionato di Serie A. In rimonta Prysmian (+2,3%), piegata nei giorni scorsi dal caso Western Link, e Leonardo(+2,5%). Fuori dal Ftse Mib, in rialzo Mediaset (+1,1%): ieri il presidente Confalonieri ha confermato le valutazioni in corso per una alleanza con Prosiebensat, mentre dalla Germania i vertici del gruppo tedesco hanno escluso comunque che si arriverà a una acquisizione del controllo da parte di Cologno Monzese. Balzo del 23% per Fullsix: dopo 13 anni il presidente Marco Benatti si appresta a lasciare la carica, che scadrà con l'assemblea di fine aprile, per le divergenze con l'azionista Orizzonti Holding ma resterà come azionista. Rialzo del 22% per Conafi all'indomani dei conti 2018, chiusi con 800mila euro di utile, e della proposta di distribuzione di un dividendo di 0,08 euro per azione.

Il cambio euro / dollaro

Euro sale sopra 1,13. Rialza la testa il greggio
Sul mercato valutario, la seduta è stata caratterizzata da un netto rafforzamento dell'euro grazie alla maggiore propensione al rischio degli investitori grazie all'influenza positiva dei dati cinesi e delle trimestrali Usa: l'euro è così tornato sopra 1,13 dollari scambiando sul finale a 1,1312 dollari (1,1253 ieri sera) ed è balzato a 126,74 yen da 125,66. Stabile l'euro/sterlina a 0,8637 da 0,8621. Le vendite sugli asset "rifugio" hanno portato lo yen a perdere terreno anche nei confronti del dollaro: sono necessari 111,96 yen per un dollaro in chiusura a fronte dei 111,66 di ieri sera. Sterlina/dollaro a 1,1310 da 1,30548. Guadagna circa un punto percentuale il petrolio sia a New York (64,16 dollari al barile per il Wti maggio) sia a Londra (71,5 dollari al barile).

BTp, lo spread chiude la settimana sotto i 250 punti
Chiude la settimana in calo, sotto la soglia psicologica dei 250 punti base, lo spread BTp/Bund, soprattutto in virtu' delle vendite sui decennali tedeschi che hanno portato il rendimento dei Bund ben oltre lo zero (+0,06%). Il differenziale di rendimento tra il nuovo BTp decennale benchmark (Isin IT0005365165) e il titolo tedesco di pari durata ha infatti chiuso a 248 punti base, dai 252 punti della chiusura di ieri, mentre il rendimento del decennale benchmark italiano è salito al 2,54% in chiusura dal 2,51% della chiusura di ieri.

Pil Cina e manifatturiero Ue i dati più attesi della prossima settimana
La prossima settimana, anche se sarà corta visto che venerdì i mercati resteranno chiusi per l'inizio delle festività pasquali, sarà ricca di indicatori macroeconomici: il Pil cinese del I trimestre e, nell'eurozona, il Pmi manifatturiero di aprile saranno, insieme allo Zew tedesco, gli appuntamenti a cui guarderanno gli operatori. Proseguirà inoltre la pubblicazione delle trimestrali Usa con molti gruppi di rilievo: Goldman Sachs, Citigroup, Bank of America e Morgan Stanley tra i bancari, Blackrock e American Express nel comparto finanziario, Netflix nei media. Pepsi e Johnson&Johnson le altre big che diffonderanno i risultati parziali.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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