ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse, la corsa continua ma il tech frena. Milano al top da 2008, riscatto Iveco

Dopo i record della prima seduta del 2022 i mercati europei concedono il bis. Giù il Nasdaq negli Usa, petrolio in rialzo dopo l'Opec+

di Chiara Di Cristofaro ed Enrico Miele

La Borsa, gli indici del 4 gennaio 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I listini europei proseguono il loro rally di inizio anno alla luce delle previsioni che mostrerebbero un impatto della variante Omicron sulla ripresa globale minore delle attese. I principali indici hanno chiuso ancora in buon rialzo nonostante le vendite pomeridiane sui titoli tecnologici e sui farmaceutici. Il FTSE MIB di Piazza Affari sfiora i 28mila punti, tornando ai massimi da settembre 2008. Nuovi massimi per il CAC 40 di Parigi. Dai due volti la seduta di Wall Street , con il Dow Jones e l'S&P500 ad aggiornare i record e il Nasdaq molto penalizzato. Alla chiusura il Dow Jones sale dello 0,59% a 36.799,45 punti, il Nasdaq perde l’1,33% a 15.622,72 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,06% a 4.793,53 punti.

Un milione di casi Covid negli Usa, ma prevale l'ottimismo

Gli investitori guardano con ottimismo al nuovo anno, convinti che la variante Omicron del coronavirus non porterà a restrizioni più dure e non influirà quindi sulla ripresa. Omicron, però, continua a dimostrarsi molto contagiosa: negli Stati Uniti lunedì 3 gennaio è stato registrato oltre un milione di nuovi casi, più del doppio del precedente record. In tutto, quasi 56,2 milioni di persone hanno contratto il virus negli Stati Uniti e 827.748 sono morte. Sul fronte macro, in settimana, attenzione rivolta soprattutto ai dati sull'occupazione: atteso il rapporto Adp sulle assunzioni nel settore privato; giovedì 6 gennaio , il consueto dato settimanale sulle richieste dei sussidi di disoccupazione; infine, venerdì 7 gennaio, il rapporto sull'occupazione di dicembre.

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Intanto l'Ism manifatturiero - l'indice che misura la performance del settore manifatturiero negli Stati Uniti - è sceso a dicembre rispetto al mese precedente, registrando comunque il
diciannovesimo mese consecutivo in espansione (sopra i 50 punti).

Dietrofront Tesla e Apple a Wall Street

Sul fronte azionario, attenzione rivolta ancora a Tesla e Apple che però correggono dopo gli ultimi balzi. Tesla nella seduta della vigilia è stato il migliore sullo S&P 500 con un rialzo del 13,53%, dopo che la società ha consegnato, nel 2021, quasi un milione di auto, per un rialzo rispetto al 2020 dell'87%. JpMorgan e Deutsche Bank, dopo i risultati, hanno alzato il price target di Tesla. A dicembre, il titolo ha perso il 7,7% - soprattutto a causa delle vendite di azioni da parte dell'amministratore delegato Elon Musk - dopo aver chiuso positivamente i sei mesi precedenti, per un guadagno totale dell'83,1%. Nel 2021, il titolo ha guadagnato circa il 50%, superando i 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione per la prima volta alla fine di ottobre. Tesla vale più di General Motors, Toyota, Ford, Volkswagen, Bmw e Honda messe insieme. Apple ha chiuso la prima seduta del 2022 in rialzo del 2,5% a 182,01 dollari dopo aver toccato i 182,88 dollari, diventando la prima società al mondo a superare i 3.000 miliardi di dollari di capitalizzazione. Nell'agosto del 2020, Apple era diventata la prima società statunitense quotata in Borsa a superare la soglia dei 2.000 miliardi, grazie a una corsa che aveva permesso alla società di Cupertino di raddoppiare il suo valore in poco più di due anni. Nel 2021, il titolo di Apple ha guadagnato il 34%.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Piazza Affari riscatto di Iveco

Dopo il tonfo della vigilia (-9,1%) dovuto anche a un assestamento del prezzo iniziale causa spin off da Cnh, il titolo Iveco Group è stato il migliore di Piazza Affari supportato anche dai primi giudizi delle case di investimento. In rimonta Cnh Industrial che ha scontato nella precedente seduta i movimenti tecnici legati allo scorporo delle attività dei veicoli commerciali, veicoli speciali e propulsori. Bene i comparti ciclici come l'auto e le banche, in evidenza anche i petroliferi grazie alla risalita dei prezzi del greggio sulla scia delle decisioni dell'Opec+. Le vendite hanno colpito soprattutto i settori difensivi come utility e farmaceutici come anche i tecnologici.

Fuori dal Ftse Mib, in luce Ariston Holding che raccoglie raccomandazioni positive di diverse case d'affari (da Bank of America, a Goldman Sachs ed Equita Sim) a un mese dall'esordio della matricola del comfort termico. Bene anche Erg che ha finalizzato la cessione a Enel degli impianti idroelettrici. Acquisti su Alerion nel settore delle rinnovabili.

Settore chip sotto pressione: giù St, Infineon e Asml

I titoli delle società attive nel settore dei semiconduttori sono stati sotto pressione in tutta Europa nel pomeriggio e a Piazza Affari Stmicroelectronics è stata tra i peggiori. A Francoforte, penalizzata Infineon, mentre alla Borsa di Amsterdam Asml Holding, che produce macchine per la fabbricazione di chip, è in netta flessione dopo che la decisione di mantenere chiusa la sua fabbrica in Germania colpita da un incendio a inizio settimana. Secondo l'agenzia Bloomberg, i produttori di chip nel 2022 toccheranno complessivamente profitti record per 3mila miliardi di dollari. L'alta richiesta di chip si teme che possa portare ancora una volta i produttori in un circolo vizioso che non li renda in grado di rispondere alle esigenze di mercato, considerando che una delle sfide del settore e' sempre stata quella di mantenere una crescita sostenibile. Tuttavia, produttori come Intel e Micron ritengono che questa volta la situazione sia diversa e che non si creeranno saturazioni della produzione, anche perché i campi in cui sono utilizzati i chip ora sono molti di più che in passato e il comparto non e' più dipendente solamente dal settore dei computer e smartphone.

Petrolio, l'Opec+ conferma livelli aumento produzione

Il cartello allargato dei Paesi produttori Opec+ ha confermato la politica di un aumento di produzione di 400mila barili al giorno anche per il mese di febbraio, come atteso. Secondo quanto riportato dalle agenzie internazionali al termine della riunione, prosegue quindi la strategia di aumento graduale della produzione, dopo il taglio record di 10 milioni di barili al giorno durante la pandemia e con il recupero progressivo della produzione e delle economie. L'Opec+ ha detto di considerare gli effetti della variante Omicron meno devastanti delle precedenti ondate pandemiche. La prossima riunione dell'Opec, secondo due fonti citate da Reuters, è in calendario per il prossimo 2 febbraio. Intanto, i prezzi
del greggio
sono al rialzo e il Brent ha temporaneamente riagganciato anche quota 80 dollari al barile.

L'euro sotto 1,13 dollari

L'euro scivola sotto quota 1,13 dollari, con il biglietto verde che mantiene lo slancio visto nella prima sessione dell'anno, continuando a guadagnare terreno verso le principali valute. «I guadagni del biglietto verde provengono da un'ondata di ottimismo per il nuovo anno - dicono gli analisti di ActivTrades - poiché gli investitori credono che, nonostante l'aumento del numero di nuovi casi Covid, la malattia sia ora sufficientemente lieve da non far deragliare la ripresa economica». L'umore positivo si è diffuso tra i mercati, rafforzando le aspettative di coloro che vedono la Federal Reserve «aumentare i tassi di interesse almeno 3 volte nel 2022, spingendo i rendimenti dei Treasury statunitensi verso massimi che non si vedevano da fine novembre».

BTp, rendimento 10 anni sopra 1,2%. Si allarga lo spread

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund, sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato europei, nella seconda seduta dell'anno. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (IT0005436693) e il pari scadenza tedesco è indicato, al termine degli scambi, a 134 punti base dai 130 del finale di ieri. Sale anche il rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta all'1,22% dall'1,19% dell'ultimo riferimento. In generale la giornata è stata caratterizzata come già nella seduta del 3 gennaio dalla debolezza del comparto dei governativi.

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