indagine del sole 24 ore

Le unioni civili non decollano al Sud Italia

di Valentina Maglione e Bianca Lucia Mazzei

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1' di lettura

Sono poche le coppie gay che decidono di dire “sì” al Sud: appena 6,7 ogni 100mila abitanti. Va meglio al Nord, dove le unioni civili costituite finora o prenotate per i prossimi mesi sono 24,7 per 100mila abitanti, al Centro (15,3 unioni per 100mila abitanti) e anche nelle isole, dove si contano 8,8 unioni ogni 100mila abitanti.

È quanto emerge dall’indagine che Il Sole 24 Ore ha condotto nei 21 Comuni capoluogo delle regioni e delle province autonome, a poco più di otto mesi dall’entrata in vigore della legge “Cirinnà” (la 76 del 2016) e alla vigilia dell’entrata in vigore, sabato 11 febbraio 2017, dei decreti legislativi che la rendono pienamente operativa.

In totale, sono state 942 le unioni civili costituite fino al 31 gennaio scorso nei capoluoghi che, con quasi 10 milioni di abitanti, rappresentano un sesto del Paese. Altre 268 unioni sono state celebrate all’estero, mentre sono 480 le prenotazioni raccolte finora dai Comuni. In totale, si tratta di 1.690 ufficializzazioni, 974 delle quali si concentrano al Nord.

In testa alla classifica in numeri assoluti c’è Milano, con 495 unioni, seguita da Roma (430) e Torino (202). Ma se i dati vengono letti alla luce del numero di abitanti, Milano e Torino confermano il primo e il terzo posto (con, rispettivamente, 36,8 e 22,6 unioni ogni 100mila abitanti), Bologna occupa la seconda posizione (26,1) e Roma scivola all’ottava (15 unioni per 100mila abitanti). A Napoli, la terza città più popolosa d'Italia, le unioni sono 87, nove ogni 100mila abitanti.

SUL TERRITORIO

Unioni civili. Dati al 31 gennaio 2017 (Fonte: elaborazione Il Sole 24 Ore)

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