Benessere animale

Le uova Coop sono «cruelty free»: stop alla soppressione dei pulcini maschi

Nasce la più grande filiera italiana di questo tipo: a settembre il nuovo passo per la sostenibilità degli allevamenti dopo un percorso iniziato 19 anni fa

di Maria Teresa Manuelli

3' di lettura

A settembre arriveranno sugli scaffali di Coop Italia le uova della più grande filiera italiana “cruelty free”. Saranno a marchio Coop e tutte ottenute da allevamenti di ovaiole senza la soppressione dei pulcini maschi. Un’operazione già lanciata nel 2019 con il progetto “Salviamo il pulcino maschio” e che ha interessato circa 2,5 milioni di pulcini fino a oggi. Normalmente negli allevamenti di galline ovaiole i pulcini maschi, infatti, sono solo parzialmente destinati a diventare galletti o capponi, ma nella maggioranza dei casi, proprio perché considerati improduttivi, sono soppressi dopo la nascita, soffocati o tritati.

Con questo lancio si concluderà, quindi, il lungo percorso intrapreso dall’insegna circa due decenni fa per il benessere delle galline. La strada è iniziata nel 2002 con la nascita della filiera controllata delle uova a marchio Coop e delle prime uova bio. Già l’anno seguente tutte le uova a marchio sono italiane e da allevamenti a terra. Nel 2010 spariscono del tutto le gabbie e le galline vengono allevate solo a terra. Dal 2018 tutte le uova a marchio Coop provengono da ovaiole cresciute senza uso di antibiotici. Nel 2019 anche gli ovoprodotti.
A oggi la campagna ha coinvolto più di 2 milioni di galline con una produzione di oltre 200 milioni di uova antibiotic free.

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Lo scorso anno Coop ha aderito alla campagna lanciata da Animal Equality a favore dell'ovosessaggio per evitare l'abbattimento dei pulcini maschi. Il processo è quello nato e sperimentato in Germania che permette di individuare il sesso a pochi giorni dalla fecondazione.
Il sistema di ovosessaggio che stiamo utilizzando avviene interamente in Italia, con le nostre galline tutte italiane. Al momento le pollastre sono in allevamento e inizieranno a produrre le uova a fine settembre. In questo modo possiamo garantire una filiera tutta italiana di uova da galline allevate a terra e cruelty free», spiega Renata Pascarelli, direttrice qualità Coop Italia.
Ma che fine fanno i pulcini maschi? Coop ha concordato con i propri fornitori di uova di aggiungere nei propri contratti un'ulteriore garanzia, cosicché per ogni gallina ovaiola ci sia un corrispondente pulcino maschio non destinato all'abbattimento ma allevato.

«Il consumatore ci ha sostenuto in questi anni con le sue scelte di acquisto: oltre il 60% delle uova vendute nei nostri supermercati sono a nostro marchio, mentre le uova ViviVerde Bio sono in assoluto la referenza più venduta nel nostro biologico. Anche i nostri fornitori ci seguono nei vari progetti: ormai sanno che le nostre scelte anticipano quelle che saranno le direzioni del mercato. Come per esempio il fatto portare le galline a terra oltre un decennio fa, quando solo ora la comunità europea ha decretato che le gabbie spariscano nel 2027», afferma Pascarelli.

Naturalmente questa filiera ha un costo maggiore, anche perché alle richieste di benessere e assenza di antibiotici viene aggiunta anche un’alimentazione senza Ogm e senza coloranti sintetici. L’insegna si impegna perciò a riconoscere al produttore un prezzo maggiore per uovo e assicura il ritiro costante nel tempo delle uova e degli animali allevati. Un investimento non da poco - solo l’ovosessaggio costa circa 1,5 centesimi a uovo - se moltiplicato per i milioni di uova prodotti e quindi acquistati.«Ma per noi era importante fare da apripista al mercato e dimostrare che questo risultato si poteva ottenere. Nella speranza che altri ci seguano».

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