Interventi

Le utility territoriali al centro del New Deal energetico

di Nicola Cecconato

3' di lettura

“Il momento storico che stiamo vivendo offre al settore energetico italiano una possibilità irripetibile, quella di sfruttare l'accelerazione nei processi d'innovazione imposta dalla pandemia per tracciare le linee di sviluppo della transizione energetica del nostro Paese e rilanciarne l'economia.
Un appuntamento col futuro che non può più essere procrastinato, soprattutto considerando l'eccezionalità delle risorse previste dal PNRR per supportare il passaggio all'energia green: 70 miliardi di euro che, se investiti con lungimiranza, potranno aiutare l'Italia a diminuire drasticamente il proprio impatto ambientale, e il gap con il resto del mondo. Un gesto d'attenzione per il nostro pianeta e per le nostre persone, un boost per il nostro Paese
Al momento il 64,2% dell'energia prodotta al mondo deriva ancora da fonti fossili, solo il 9% dalle rinnovabili. L'Europa ci chiede di apportare dei primi cambiamenti rilevanti, e di rovesciare in maniera drastica queste percentuali, già entro il 2030. Quello che ci deve preoccupare è l'evidente ritardo, soprattutto strutturale, in cui versiamo. Se vogliamo rispettare gli impegni presi con le generazioni future, lasciando loro un'Italia più competitiva a livello globale, è necessario che le aziende del settore mettano il proprio know-how a disposizione delle Istituzioni e dei decisori, per dare vita a un New Deal energetico condiviso ed efficace. Questo anche per superare, in primis, gli inutili bizantinismi burocratici che da tempo tengono in ostaggio le nostre imprese.
Attenzione però: il passaggio a una maggiore sostenibilità energetica passa anche e soprattutto dai territori. È lì che va fatta cultura, va fatto capire che gli attori del cambiamento non sono solo la politica e le aziende, ma anche i cittadini: serve un'unione di intenti, serve spiegare che il passaggio a fonti di energia non fossili non si raggiunge da un giorno all'altro, non si limita alla trasformazioni di piccole abitudini radicate - come il passaggio alle auto elettriche -, ma comporta invece investimenti concreti che dovranno coinvolgere diverse aree del nostro Paese, e che per questo vanno compresi e condivisi dalla popolazione stessa. Perché se è vero che le decisioni si prendono a livello centrale, la loro “messa a terra” è inevitabilmente sui territori, dove le imprese che si occupano di energie conoscono la peculiarità di ogni area e le esigenze delle persone.
Va infatti affrontato quanto prima un percorso di ammodernamento delle infrastrutture e degli impianti obsoleti che da anni ci rallentano e penalizzano, così come vanno supportati e finanziati – anche privatamente - i nuclei di ricerca sulla decarbonizzazione. Si tratta di strumenti fondamentali per sviluppare quelle tecnologie, in troppi casi ancora in stato embrionale, che giocheranno un ruolo fondamentale per permetterci di raggiungere la Net Zero Emission nei tempi prestabiliti. Senza dimenticare, ovviamente, le risorse energetiche “ponte” che continueranno, oggi come domani, a sostenerci e ci accompagneranno in un mondo a zero emissioni. In questo senso un ruolo fondamentale continuerà a giocarlo il gas, tra le fonti fossili a impatto ambientale minimo, che per Ascopiave non è solo sinonimo di core business, ma anche di innovazione. Tra i nostri driver di sviluppo nel prossimo quinquennio c'è proprio un costante miglioramento del servizio, riducendo le perdite e aumentando così l'efficienza, nonché il graduale rinnovamento delle reti di distribuzione – anche attraverso la digitalizzazione e l'installazione di apparecchiature per la telelettura - attraverso cui fluiranno presto quantità sempre maggiore di gas verdi e gas sintetici, sostenibili tanto da un punto di vista ambientale quanto economico.
Ciò che però urge maggiormente è che tutte le parti interessate da questo fondamentale processo di cambiamento si aprano a un dialogo onesto e privo dei pregiudizi che tradizionalmente caratterizzano in Italia il dibattito sull'energia. È un treno che non possiamo permetterci di perdere. Non avremo altre occasioni di questa portata per creare un futuro migliore.”

Nicola Cecconato,
Presidente e Amministratore Delegato Ascopiave SpA

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