brand storici

Le vendite in Italia sostengono la crescita del business di Zenith

Il nostro Paese è tra i primi cinque mercati

di Paco Guarnaccia


2' di lettura

Il movimento El Primero di Zenith è uno dei punti fissi nella storia dell’orologeria, perché è stato il primo calibro cronografico integrato ad altissime alternanze (36mila). Per questo sofisticato meccanismo il 2019 è stato un anno particolare: «Abbiamo celebrato con eventi e appuntamenti in tutto il mondo i 50 anni di quella che è considerata una pietra miliare nel nostro settore e continua a muovere le lancette dei nostri bestseller nel mondo» dice Paolo Cappiello, brand director South Europe di Zenith. La location del primo evento che ha dato inizio ai festeggiamenti è stata Milano. Città scelta non a caso: «Nel 1969, infatti - continua Cappiello -, il mercato italiano è stato il primo a comprendere che El Primero rappresentava una rivoluzione unica in termini di meccanica orologiera, premiando Zenith per gli anni a venire. Attualmente, e da ben sette anni, il nostro pezzo più venduto è Chronomaster El Primero 38 mm».

Oggi per il brand svizzero nel bouquet di Lvmh Group l’Italia è ancora centrale: «Sono proprio gli italiani che in questo momento stanno sostenendo la crescita del nostro business - spiega il manager -. L’Italia è tra i primi cinque mercati dopo Giappone, Hong Kong, Cina e Stati Uniti. Sono in lieve calo invece le vendite ai clienti stranieri per via di turbolenze internazionali che hanno invertito quei trend estremamente positivi di cui tutti abbiamo beneficiato nell’ultimo lustro».

Nel nostro Paese la distribuzione del brand è molto selettiva ed è affidata a 38 partner per lo più storici «perché - continua il brand director - sono in grado di trasmettere filosofia, tecnica e innovazione dei nostri orologi. Sono in pochi a saper raccontare una storia come la nostra, che è partita nel lontano 1865 e continua, evolvendosi, anche oggi». Con l’obiettivo di ricercare una sempre più totale precisione meccanica: «Grazie alle nuove tecnologie siamo in grado di aggiungere altri tasselli al nostro heritage - dice Cappiello -. Mi riferisco ai 2.333 premi di cronometria che abbiamo conseguito nei primi decenni del secolo scorso, al calibro El Primero del 1969, al movimento El Primero 21 a 36mila alternanze all’ora e al futuristico meccanismo del Defy Inventor: ogni cosa è legata dallo stesso filo che ha dato linfa alla nostra produzione mantenendola sempre coerente e innovativa».

Aspetto possibile grazie all’asset più importante del brand, lo storico edificio di Le Locle che è ancora lo stesso in cui nacque nel 1865: un dettaglio che caratterizza ancor di più il marchio dalle altre aziende orologiere di proprietà di Lvmh, Hublot e Tag Heuer, oltre a Bulgari che rappresenta, ovviamente, anche l’alta gioielleria. «Zenith è la manifattura orologiera del gruppo che si colloca tra due brand sportivi per eccellenza in modo che non ci siano sovrapposizioni in termini di prezzo o competizioni interne. Così acquista un proprio importante peso sul mercato e ha più campo d’azione», chiude Cappiello.

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