Il mercato

Le vendite online spingono i furgoni

Più 7% fino a settembre

di Alessandro Palumbo


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3' di lettura

Il settore dei veicoli commerciali, cioè gli autocarri con portata fino a 3,5 tonnellate, è cresciuto nei primi nove mesi del 2019 del 7% rispetto allo stesso periodo del 2018. Secondo Unrae sono state immatricolate quasi 135.000 unità. Le ragioni di questa crescita sono di natura congiunturale e strutturale. Il carattere congiunturale si rintraccia in due fenomeni. Il primo è il superammortamento che, a fronte di benefici fiscali, invoglia all’acquisto coloro che sono in procinto di sostituire il mezzo e anticipa la decisione di coloro che lo cambierebbero magari tra un anno. Il secondo è determinato dalle diverse limitazioni alla circolazione di alcuni comuni italiani che di fatto spingono aziende e professionisti a sostituire il proprio veicolo. La ragione strutturale è da rintracciare nell’incremento dell’e-commerce. Se aumentano le transazioni online, anche i trasporti aumentano e anche le vendite di veicoli commerciali necessari a trasportare le merci nelle case dei compratori.

Dal punto di vista delle alimentazioni, nei primi otto mesi del 2019, le immatricolazioni dei furgoni diesel sono cresciute del 2% e sono di gran lunga quelle più importanti numericamente (89% di quota), quelle a benzina, che rappresentano il 4% di quota, sono aumentate del 99%. Tra le alimentazioni alternative, ottimi i risultati per il metano e il GPL cresciute del 53% e del 31% e che rappresentano il 3,5% e il 2,3% di quota. Le elettriche sono aumentate del 120%, mentre le ibride hanno ceduto il passo (-64%).

Nonostante il fatto che le vendite dei veicoli commerciali elettrici siano ancora molto contenute - la quota è pari allo 0,6% - dell’immatricolato, sempre più costruttori inseriscono queste alimentazioni all’interno delle loro gamme. Probabilmente la ragione sta nel fatto che le case automobilistiche credono in tassi di crescita sostenuti dei volumi di elettrico e puntano ad intercettare una domanda di utenti che dal punto di visto dell’utilizzo del mezzo, dei percorsi che compiono e dalle attese sulle prestazioni del veicolo, sono potenzialmente pronti ad un cambio radicale. Si tratta di aziende e professionisti che operano in specifici settori di business come il commercio online, i servizi di spedizione, la ristorazione a domicilio, il trasporto locale, che necessitano di avere accesso nei centri urbani e storici, nei quali la circolazione con veicoli con trazione tradizionale è sempre più limitata. In questo solco fa notizia la dichiarazione di Amazon relativa all’ordine all’azienda Rivian di 100.000 furgoni a emissioni zero utili per le proprie consegne. Di questi, 10.000 dovranno essere pronti nel 2022 e gli altri 90.000 entro il 2030.

Diverse le offerte di furgoni elettrici in arrivo. Fiat Professional renderà disponibile nel corso del 2020 il Ducato Electric. Volkswagen dopo il debutto nel 2019 dell’e-Crafter, offrirà anche il Trasponder 6.1 in versione elettrica. Mercedes-Benz Vans prosegue con la strategia eDrive@VANs, e dopo l’eVito e l’eSprinter, toccherà al Citan elettrico. PSA ha presentato le versioni elettriche del Peugeot Boxer Electric e del Citroen Jumper, e Toyota Professional ha annunciato tra il 2020 e il 2021 il lancio di due furgoni elettrici ProAce e ProAce City. L’Opel Vivaro elettrico è atteso nel 2020 e Renault affiancherà alla gamma Z.E. il city van EX-FLEX di cui ha avviato le sperimentazioni. Inoltre, c’è Nissan con il nuovo e-NV200 dotato di batteria da 40 kWh. E poi Ford che a ottobre ha presentato il nuovo Transit che sarà offerto anche in versione Mild Hybrid.

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