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Le Village, l’ecosistema dell’open innovation apre le porte al Triveneto

di Barbara Ganz

3' di lettura

C’è il team che rende possibile la diagnostica ecografica precoce in ginecologia grazie

all’intelligenza artificiale, quello che lavora su diagnosi e terapia di malattie autoimmuni mediante nanotecnologie, e i pionieri delle sonde per misurare la quantità di acqua immagazzinata nel suolo.

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Sono 34 le startup, 18 le aziende partner e 46 gli abilitatori inseriti in un ecosistema aperto agganciato a una rete internazionale: a un anno dall’avvio è il bilancio, positivo, di Le Village by CA Triveneto, l’acceleratore di innovazione inaugurato ufficialmente a Padova giovedì 29 settembre nella sua sede definitiva di piazza Zanellato, in zona Stanga.

Un grande hub dell’innovazione dotato di 140 postazioni di lavoro distribuite su 1.800 metri quadrati di superficie, progettato da DEGW, brand del Gruppo Lombardini22 specializzato nel workplace: all’interno dotazioni tecnologiche all’avanguardia, sale riunioni riservate, spazi comuni collaborativi e una simbolica ‘piazza', autentico baricentro della contaminazione tra grandi corporate, giovani imprese, investitori e facilitatori che caratterizza la vita nel “villaggio” e stimola gli scambi e la crescita.

Nato in Francia nel 2014 su iniziativa di Crédit Agricole, il progetto è sbarcato in Italia a Milano nel 2018 ed è stato replicato a Parma nel 2020, sempre su progetto di DEGW. A oggi sono 43 i Village realizzati a livello europeo, oltre 1.300 le startup accompagnate appartenenti a diversi settori e circa 700 le aziende partner che perseguono lo sviluppo futuro attraverso l'open innovation.

Le Village by CA Triveneto è, quindi, il terzo acceleratore promosso in Italia dal Gruppo bancario, che a Padova ha trovato fin dalle prime fasi la convinta collaborazione di primarie realtà territoriali come Camera di Commercio di Padova, Fondazione Cariparo, Assindustria Venetocentro, Università di Padova (attraverso Fondazione UniSmart) e Parco Scientifico e Tecnologico Galileo Visionary District.

Tutti questi attori sono rappresentati nella newco costituita oltre un anno fa per dare concretezza al progetto, la cui direzione è stata affidata al manager veneto Matteo Di Biagi. La chiave è la sinergia e l’interconnessione tra mondo produttivo, mondo della conoscenza e mondo della finanza, con la rete internazionale di Crédit Agricole che mette a disposizione tutti i servizi necessari per accompagnare il business delle aziende nei mercati esteri: così Le Village by CA Triveneto diventa un hub dell’innovazione strategico per lo sviluppo delle imprese del NordEst.

Per Leopoldo Destro, presidente Assindustria Venetocentro, «nel pieno di shock disruptive, dall’emergenza energetica al clima, sostenere un ecosistema aperto all’innovazione e alla contaminazione tra imprese, giovani startup, ricerca e investitori è la chiave per accelerare la transizione verde, energetica e digitale e per competere, come imprese e come territorio. Il Veneto è già un terreno fertile con 1.096 startup innovative, il 7,5% del totale: ora si aggiunge un tassello nella filiera dell’innovazione del NordEst». Altra caratteristica distintiva di Le Village è proprio la focalizzazione sulle startup che abbraccino uno o più Obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Quali servizi offre concretamente il Village? Le startup - che devono essere costituite almeno da cinque anni, avere un fatturato superiore ai 25mila euro e avere almeno un prodotto “maturo” sul mercato – vengono inserite in un programma di accelerazione del business, supportate nelle azioni di fundraising, favorite nell’accesso ai mercati internazionali, ospitate in appositi spazi con la possibilità di avvalersi delle competenze di mentor e percorsi di formazione ad hoc.

Per quanto riguarda le aziende partner, Le Village mette a disposizione la possibilità di attuare la propria trasformazione digitale collaborando con le startup residenti per sperimentare modalità di lavoro nuove da integrare nel proprio modello di business attraverso l’open innovation, un processo che porta ricerca e sperimentazione fuori dai confini dell’impresa e favorisce un più rapido time to market, ovvero un tempo minore per passare dalla fase di ideazione del prodotto o servizio alla sua immissione sul mercato. Perché «oggi più che mai i territori sono chiamati a unire le forze per sostenere il tessuto economico locale, a collaborare per innovare» ribadisce Carlo Piana, presidente Le Village by CA Triveneto e direttore generale Crédit Agricole FriulAdria.

Matteo Di Biagi, direttore Le Village by CA Triveneto, sottolinea come la partecipazione di imprese e startup al progetto «ancor prima che l’immobile fosse pronto dimostra che stiamo realmente costruendo un ecosistema attrattivo per i principali attori dell’innovazione del Triveneto e non solo. Negli ultimi mesi si sono anche innescati meccanismi virtuosi che hanno visto tre delle nostre startup chiudere un round di investimento e alcuni processi di open innovation tra startup e aziende partner: anche nel nostro Paese si può collaborare per innovare».

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