Nicchie

Le zone rosse ridisegnano il mercato delle imprese

Barbara Ganz

4' di lettura

L’emergenza sanitaria ha modificato anche la percezione e l’uso della casa, che è diventata in parte ufficio, in parte spazio per l’attività fisica non consentita in palestre e piscine. Un cambiamento delle abitudini di vita che si riflette su alcune aziende che, nel quadro di difficoltà generale, fanno i conti con consistenti aumenti della domanda.

L’ufficio in casa

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Sono oltre mille le sedute vendute, «soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, principalmente a privati. Questo ci ha consentito di allargare il nostro business anche a grandi aziende, che ci contattano per dotare sia i propri dipendenti in smart working, sia i loro ex collaboratori in pensione», spiega Giuseppe Cornetto Bourlot, presidente di Luxy. L’azienda vicentina - tra le poche realtà nazionali con filiera produttiva a chilometro zero - ha lancia la prima linea di sedie pensata per lo smart working. In tre modelli, è pensata per inserirsi nell’ambiente domestico senza essere invasiva, per rendere il lavoro da casa agevole come in ufficio e soddisfare, nell’home office, gli stessi standard di salute e sicurezza dei tradizionali luoghi di lavoro con un minor affaticamento dell’apparato muscolo-scheletrico.

Telecomando sicuro

Un prodotto pensato per il mondo del turismo - hotel, B&B e appartamenti in affitto, ma anche ospedali, case di cura, case per anziani, ambulatori, bar e scuole - fino alle abitazioni private. Si chiama Hygienic Cover ed è un’innovativa custodia monouso che rende identificabile senza ombra di dubbio il primo utilizzo. La soluzione brevettata e realizzata dall’azienda Igicov di Cordovado, di Pordenone, è semplice da usare: una cover igienica monouso a doppio strato che rende i telecomandi a prova di virus e batteri. Il telecomando, infatti, passando di mano in mano, è un vero e proprio ricettacolo di germi e la pulizia tradizionale non è sufficiente.

«Le cover monostrato tradizionali non danno la certezza di essere sostituite di volta in volta – spiegano i titolari di Igicov, gli imprenditori friulani Luca Ramonda, Giorgio Mavridis e William Bellina -, mentre Hygienic Cover permette di identificare il primo utilizzo, essendo il cliente stesso a rimuovere la protezione esterna. In questo modo, l’utilizzatore ha la garanzia che la superficie sottostante sia assolutamente priva di batteri o virus, in quanto non è mai stata toccata da nessun altro. L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha cambiato e continuerà a modificare anche in futuro il nostro stile di vita. L’attenzione verso la pulizia e l’igiene saranno una preoccupazione costante». Realizzata con materiali a 100% riciclabili, la cover monouso, su richiesta, può essere imbevuta di soluzioni antimicrobiche per usi specifici e ambienti asettici. Può essere usata per proteggere oggetti di uso comune come telefoni wireless, tablet, cornette del telefono o chiavi elettroniche. L’hotel Là di Moret di Udine è stata la prima struttura ricettiva friulana ad adottare questa soluzione.

Il boom delle minipiscine

Un mercato che è «praticamente esploso», dice Gerardo Iamunno, ceo di Albatros, azienda fondata nel 1982 ma rilevata solo nel 2018, dopo il fallimento. «Da subito abbiamo deciso di dare ad Albatros una connotazione precisa: solo alta qualità e Made in Italy, e questo ad oggi ci ha premiato nel settore del wellness, dove i produttori nazionali si contano sulle dita di una mano». L’attesa per una minipiscina - da giardino, patio o anche camera da letto - è passata da due tre settimane a otto, e probabilmente si prolungherà ancora. E non è un problema di fornitori, «che sono tutti nel raggio di 150 chilometri. Anche il credito d’imposta legato alle ristrutturazioni ci ha favorito».

La palestra domestica

«Difficile dire come sarebbe andata senza Covid, magari saremmo cresciuti di più nel settore professionale. Di certo molte persone hanno scelto di allenarsi in casa, e avere un prodotto che si presta a entrambi gli utilizzi ci ha consentito di non soffrire di Dpcm, chiusure e zone rosse». Alessandro Englaro, laurea in Ingegneria aerospaziale a Padova, Mattiarmando Chiavegato, architetto, entrambi appassionati di fitness, hanno fondato Akuis nel 2018: una macchina robotizzata per l’allenamento muscolare, nella quale i pesi sono stati sostituiti con una serie di motori elettrici in grado di generare la resistenza adatta per un training su misura. «L’ultima novità è la possibilità di scaricare da cloud una serie di esercizi pensati per la macchina, basta selezionarli e si ottiene l’impostazione desiderata. Ora stiamo ragionando su nuovi modelli per il futuro», conclude Englaro.

Aria sana

Da oltre vent’anni la padovana Idrobase Group produce sistemi per la sanificazione, perlopiù a uso industriale: «Produciamo apparecchi che proteggono i formaggi dalla formazione di muffe, o disinfettano i veicoli in entrata o in uscita dalle aziende agroalimentari. Avevamo già la tecnologia per evitare il diffondersi dell’influenza stagionale in un asilo, ma non c’era richiesta», spiega il presidente Bruno Ferrarese. Il Covid ha cambiato tutto, e molti prodotti sono stati adattati alle nuove esigenze: ad esempio sanificare palloni e spazi di gioco, come previsto dall’accordo con Hellas Verona. Quanto agli ambienti di vita, entro l’estate sarà presentato il nuovo progetto in collaborazione con K-INN Tech, spin-off del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova e start-up innovativa: dalla sinergia è nato un dispositivo innovativo, a elevate prestazioni, per purificare l’aria all’interno dei locali, privati o pubblici ad alta frequentazione, capace di eliminare il 95% dei virus presenti nell’ambiente, compreso il Coronavirus.

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