germania e crisi politica

Leader della Cdu Annegret Kramp-Karrenbauer getta la spugna: si dimetterà entro l’anno

La leader della Cdu Annegret Kramp-Karrenbauer, travolta dal “Turingiagate” ma criticata da tempo, ha annunciato che lascerà la guida del partito entro l’anno, forse già in estate

di Isabella Bufacchi


Il caso Turingia scuote Berlino. Merkel: "Imperdonabile"

2' di lettura

Indebolita dagli errori politici sul “caso AfD” in Turingia, ma da tempo sotto attacco dall’ala più a destra del partito da lei guidato, Annegret Kramp-Karrenbauer ha annunciato stamattina che lascerà la guida della Cdu. E al tempo stesso rinuncerà a candidarsi per la poltrona di cancelliera.

Le dimissioni di “Akk” (così è conosciuta in Germania) non arrivano come una sorpresa perché erano nell’aria da tempo. Lo scoppio del caso «imperdonabile» in Turingia, piccolo Land della ex-Germania comunista dove il presidente dello Stato-regione è stato eletto con i voti di Fdp e Cdu e il sostegno del partito di estrema destra AfD, ha solo velocizzato l’uscita di scena di Akk, eletta presidente della Cdu nel dicembre 2018 grazie al forte sostegno di Angela Merkel .

La Cdu, che con la bavarese Csu è crollata alla elezioni generali del settembre 2017, è alle prese da due anni con il calo dei consensi su scala federale e la crisi in Turingia ne esaspera in un certo senso la debole leadership. Akk non è riuscita, in poco più di un anno alla guida del partito, a invertire la rotta che vede la Cdu/Csu attorno al 28%. La direttiva-divieto del partito a livello nazionale scandita più volte da Akk, che vieta qualsiasi tipo di collaborazione, commistione e coalizione con AfD, è stata ignorata dalla Cdu in Turingia che ha accettato il voto AfD per eleggere il candidato Fdp di sua preferenza alla presidenza dello Stato-regione.

La rivolta della Cdu in Turingia, contro i desiderata dei quartieri generali del partito, continua anche adesso dopo le dimissioni del neo-presidente Fdp, perché a livello di sede regionale la Cdu non vuole tornare alle elezioni mentre la direzione generale spinge verso questa soluzione per uscire dall’impasse.

Le dimissioni di Angela Merkel dalla guida della Cdu hanno messo sul tavolo un chiaro problema di leadership: il partito non è stato capace finora di sostituire la cancelliera uscente con un leader in grado di rilanciare il partito in crisi e recuperare i voti persi a destra. L’emorragia è stata tamponata, Afd non sta crescendo a livello federale, ma intanto la Cdu è sempre più insidiata dall’ascesa dei Verdi divenuti il secondo partito in Germania.

Le dimissioni di Akk, una donna politica di indiscusso successo in Saarland che è il più piccolo Land dei 16, aprono ora la corsa alla leadership con candidati che non destano grandi entusiasmi all’interno della Cdu: dal presidente della Renania Settentrionale-Vestfalia Armin Laschet a Friedrich Merz, dimissionario proprio in questi giorni dai vertici di BlackRock in Germania e storico rivale della Merkel nella Cdu.

Akk ha fatto sapere che continuerà a guidare la Cdu per preparare il partito alla sua successione, e dunque rimarrà in carica probabilmente fino a questa estate quando partirà la corsa per la cancelleria che coinciderà con quella per la guida dell’Unione dei cristiano-democratici.

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