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Leading hotels, il Relais San Maurizio vara il Wine Club

Via al progetto di promozione del patrimonio enologico - Sinergie con l’offerta wellness

di Vincenzo Chierchia

I punti chiave

  • Il Relais
  • Il progetto
  • Fattore Wine Club

3' di lettura

Il Relais San Maurizio, hotel 5 stelle lusso delle Langhe che fa capo alla famiglia del banchiere Pier Domenico Gallo, rilancia sul vino e sul wellness legato alla wine experience (winetherapy). A Santo Stefano Belbo, nel cuore della provincia di Cuneo a poca distanza da Alba e Barbaresco, sede del Relais frutto del recupero di un antico monastero risalente al XVII secolo, è stato presentato il progetto del wine club che pone il San Maurizio tra i protagonisti della promozione del grande patrimonio enologico delle Langhe ma non solo. La cantina del San Maurizio - il Relais produce anche vini del Piemonte e delle Laghe in particolare, oltre a prodotti agricoli bio - è tra le più fornite d’Italia nel settore degli alberghi di lusso.

Il San Maurizio - oltre 20mila clienti, e parte dei Leading hotels of the world - ha da sempre una forte vocazione eno gastronomica, che si fonda sul ristorante Guido da Costigliole, stellato Michelin, punto di riferimento in una delle aree chiave per l’offerta turistica italiana di maggior richiamo in campo internazionale.

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A guidare San Maurizio Wine Club ci sono Giuditta e Arianna Gallo, figlie di Pier Domenico, giovani ma già con ampio un bagaglio di studi ed esperienze in campo internazionale. «Il San Maurizio Wine Club è un'idea concepita durante i mesi di lockdown e punta a offrire il meglio della produzione vinicola piemontese, e non solo, a un pubblico di appassionati di vino di tutto ilmondo. Forti di una ventennale esperienza, abbiamo voluto riunire i migliori produttori per estendere la conoscenza dei nostri vini oltre i confini nazionali: per questo il Club, che ha un suo forte radicamento nel Relais San Maurizio, è concepito anche come luogo digitale per dare a chiunque sia appassionato di vino la possibilità di scoprire le migliori etichette senza vincoli geografici» spiega Giuditta Gallo. «Durante lo scorso anno l'ecommerce si è rivelato di grande aiuto per il comparto enologico e i clienti hanno accresciuto l’interesse. Ci presentiamo in veste di garanti delle nostre proposte che premiano produttori locali e non, per consentire al consumatore di attingere a un'offerta sempre più di qualità» ha aggiunto Arianna Gallo. «San Maurizio Wine Club - concludono le due sorelle - è un progetto sperimentale che vuole mettere in campo il meglio dell'esperienza sviluppata fin ora, interpretando a proprio modo le sfide dell'ospitalità del futuro».

L'ambizione di Arianna e Giuditta è di creare una community di appassionati intorno a un certo modo di intendere il vino, slegato dalle mode ma in sintonia con i luoghi in cui nasce.San Maurizio Wine Club - si legge in una nota - mette a disposizione la propria conoscenza e esperienza su una piattaforma online dove i soci possono contare su un servizio di wine concierge, a disposizioneper consigli e suggerimenti su etichette e annate, una sezione Shop - un ecommerce con oltre 200 etichette selezionate - e una sezione Club, con la possibilità di abbonamento a una delle due formule annuali (Enthusiast e Connoisseur) che prevedono la spedizione di vino direttamente a casa, benefit esclusivi “a distanza” e in struttura. Tra questi: incontri virtuali e fisici con iproduttori ospiti del progetto, meeting online di approfondimento, visite nelle aziende e lapossibilità di essere invitati agli eventi esclusivi del Club. E ancora, diventano disponibili e dacquistabili sulla piattaforma alcune tra le etichette e annate più prestigiose della cantina del Relais San Maurizio, così come una selezione di etichette dei produttori ospiti e l'accesso a esclusive occasioni En-Primeur. Tutte le bottiglie sono tracciabili, conservate nella cantina “storica” presso il Relais (una sorta di caveau enologico) o nei magazzini dei produttori.

C’è poi un collegamento diretto con il wellness. Il Relais dispone di una Spa che offre suggestivi percorsi di talassoterapia e di vinoterapia, in questo caso utilizzando anche botti di Barolo risalenti agli inizi del XX secolo.

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