INNOVAZIONE

Leasing made in Italy in corsa grazie ai beni 4.0

di Luca Orlando

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(wellphoto - Fotolia)

3' di lettura

«Un momento così? Non si vedeva dagli anni ’60, da quando fu introdotta la Legge Sabatini». Alfredo Mariotti non usa mezze misure, come potrebbe del resto. Il direttore generale di Ucimu-Sistemi per produrre osserva infatti da tempo un trend esplosivo per il proprio settore, con una domanda interna di macchine utensili rilanciata a doppia cifra nel 2017 e in crescita sostenuta anche ora, tassi di crescita che portano il comparto al primo posto al mondo per velocità di crociera.

La conferma arriva dal primo bimestre 2018 nei dati di Assilea, Associazione italiana leasing, che evidenziano una crescita superiore al 30% per il leasing strumentale finanziario (+22,2% in generale) , strumento utilizzato a piene mani dalle imprese per i nuovi investimenti in beni connessi, tra cui quelli incentivati dal piano Industria 4.0

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«Il 2018 è partito bene - spiega il presidente di Assilea Enrico Duranti - e quindi le stime di crescite che avevamo ipotizzato potrebbero anche essere superate. Lo strumento del leasing è è sempre più utilizzato, come confermano i dati della Sabatini bis: oltre la metà delle operazioni 4.0 è stata effettuata ricorrendo al leasing, quasi i due terzi per le operazioni standard».

Il quadro del settore è positivo a tutto tondo, come emerge dalla prima giornata di Lease 2018, il primo salone del noleggio, ospitato nella sede del Sole 24 Ore a Milano.

Flusso di investimenti destinato almeno nel breve termine a proseguire, perché anche l’incertezza politica non pregiudica in alcun modo il pacchetto di incentivazione costruito attorno a superammortamento, iperammortamento e Sabatini- bis. «Ma anche per gli incentivi legati alla formazione - assicura il capo della segreteria tecnica del Mise Francesco Cuccia - il ministero è impegnato a varare al più presto i decreti attuativi, in modo da dare al mercato le certezze necessarie lasciando anche al futuro esecutivo una situazione solida e definita».

Qualche difficoltà aggiuntiva potrebbe invece esserci per la Sabatini-bis, che allo stato attuale di utilizzo (investimenti in media di 500 milioni al mese) potrebbe esaurire i fondi entro l’estate. L’ipotesi è quella di trovare nuove risorse nei fondi “perenti” del Mise, somme stanziate ma non ancora utilizzate.

Dai dati Assilea, che confermano la forza del trend di ripresa degli investimenti (posta a 100 la base del 2008 - sottolinea il responsabile della ricerca di Bnl-Bnp Paribas Giovanni Ajassa - siamo passati per macchinari e attrezzature da quota 69 ad oltre 94), si evidenzia tuttavia una decisa spaccatura geografica.

Su 100 imprese che realizzano investimenti 4.0 in leasing ben 37 sono localizzate in Lombardia, altre 20 in Veneto, 14 in Emilia-Romagna.

«Il Sud vale una manciata di punti in percentuale - spiega il presidente di Assilea Enrico Duranti - ed è chiaro che ci troviamo di fronte ad un paese diverso: questo è un gap che va certamente colmato, per poter avviare una ripresa stabile e duratura. Ma il momento in generale è positivo e il fermento che abbiamo visto lo scorso anno tra le imprese è sostenuto anche ora».

«Io resto fiducioso - aggiunge il presidente della Piccola Industria di Confindustria Carlo Robiglio - perché vedo un sistema imprenditoriale che ha saputo reagire, investendo e innovando. Credo che il piano 4.0, che va decisamente confermato, abbia fatto comprendere a tutti la necessità di investire per continuare a competere. Paradossalmente la crisi degli ultimi anni in questo ha aiutato, evidenziando la necessità per le imprese di innovare e irrobustirsi. La tecnologia da questo punto di vista offre un grande aiuto ed è una chance che le aziende, come si vede, intendono sfruttare».

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