strategie dell’ospitalità

Lefay porta sulle Alpi la formula degli Spa Hotel. E punta all’estero

Alcide Leali, direttore di Lefay Resorts, racconta il suo modello italiano di “Spa destination”: costruito da zero, aperto tutto l’anno, con camere e residenze private

di Sara Magro


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3' di lettura

Lo scorso agosto, a Pinzolo, ha aperto Lefay Dolomiti, un resort costruito ex novo con 88 camere, 22 residenze private e unaSpa di 5mila metri quadrati, tra le più grandi e all’avanguardia delle Alpi. È il secondo progetto della famiglia Leali, dopo il successo della Spa di Gargnano, sul Lago di Garda, che dal 2008 vince i più importanti premi, quest’anno come “Miglior Spa d’Europa” e per il “Miglior trattamento dell’anno”.

Abbiamo incontrato il managing director Alcide Leali sul nuovo progetto di montagna e su quelli futuri dell’impresa di famiglia, che dal settore dell’acciaio, nel Bresciano, si è espansa nell’aviazione civile con Air Dolomiti e, dopo la vendita a Lufthansa, ha scelto di investire nel turismo di alto livello in Italia.

Come è nata l’idea di uno Spa hotel?
La nostra sfida era individuare un settore in crescita, che si prestasse al concetto di leisure e di destagionalizzazione. La vacanza benessere riassumeva idealmente le tre cose.

A quali modelli vi siete ispirati?
Alle Spa del Tirolo e a quelle olistiche orientali dall’approccio preventivo. Il nostro però è un concept nuovo e italiano, al 100% originale, dai protocolli di trattamenti alla struttura realizzata dall'architetto altoatesino Hugo Demetz, lo stesso del Garda.

Perché avete scelto Pinzolo per il nuovo progetto?
Il nostro modello di business non richiede località di grido, ma la possibilità di realizzare strutture greenfield, cioè costruite da zero. Ciò detto, Pinzolo è un luogo interessante, con i suoi impianti sciistici e ben collegata a Madonna di Campiglio.

Il concept è lo stesso del Garda?
Sì. Anche sulle Dolomiti siamo proprietari dell'immobile, della gestione e del management. La novità sono le residenze private che ci saranno anche nei prossimi resort.

Il modello è quello attuale delle grandi compagnie alberghiere?
Esatto. Il trend delle “serviced branded residences” – così si chiamano - è nato negli anni '90, ma è esploso dopo il 2008 con la crisi finanziaria, perché consentiva di monetizzare con la vendita delle case, ben prima dell'apertura dell'hotel. Inoltre questo modello rivoluziona il concetto di casa, soprattutto di seconda casa.

Intende dire che oggi si vogliono abitazioni con i servizi di un hotel?
Oggi la vita è frenetica e il lusso non consiste solo nel possedere qualcosa ma nel godersela, risparmiando tempo, ricevendo servizi ed evitando seccature. Noi ci occupiamo di gestire la proprietà in ogni suo aspetto, dalla manutenzione al giardinaggio, dalle pulizie all'affitto quando è vuota. Il proprietario non deve far nulla. Ci avverte del suo arrivo, e trova la casa pronta, più le comodità di un hotel di lusso: una Spa all'avanguardia, ristoranti, conciergerie.

Come si pagano questi servizi?
C'è una fee annua di gestione, e se la casa viene affittata contribuisce a coprire le spese. A parte, si pagano massaggi, cene, servizi a domicilio con uno sconto del 10% per i proprietari delle residenze. Invece, l'accesso alla spa e agli spazi comuni dell’hotel è gratuito.

Parliamo di sostenibilità.
Siamo tra le poche società italiane a pubblicare il bilancio di sostenibilità certificato Global Reporting Initiative. Il resort di Pinzolo è un Clima Hotel alimentato al 100% con energie rinnovabili, ed è stato realizzato con materiali locali, tra i quali legno di rovere e pietra dell'Adamello. Inoltre dà lavoro a 150 persone, più della metà della zona, e procurerà un notevole indotto sul territorio, anche perché è l'unico aperto tutto l'anno.

È una scelta coraggiosa...
I risultati ci danno ragione. Abbiamo optato per realizzare Spa hotel per evitare la stagionalità. Sul Lago di Garda siamo aperti 11 mesi e abbiamo una occupancy dell'81%, con un soggiorno medio di 3 notti. E ci avvantaggiamo anche dell'alta stagione, offrendo un hotel contemporaneo con il valore aggiunto di una Spa di alto livello.

Dopo le Dolomiti avete altri progetti?
Il prossimo resort sarà in Toscana, ma guardiamo anche all'estero: magari in Austria o in Svizzera, comunque nel cuore del mercato del wellness europeo, dove crediamo che ci siano grandi opportunità per sviluppare un modello contemporaneo italiano.

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