Stallo politico

Lega e M5s bocciano il governo neutrale di Mattarella: «Subito alle urne»

di Nicola Barone e Vittorio Nuti

Mattarella, esecutivo neutrale fino a dicembre o voto: ecco le posizioni dei partiti


9' di lettura

Non si sblocca, nonostante la terza giornata di consultazioni “lampo” al Quirinale, l'impasse sul nuovo governo che da due mesi congela il Paese. Ore di contatti frenetici e un faccia a faccia tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio – in parallelo agli incontri sul Colle - non portano infatti a un governo M5s-Lega. La crisi politica precipita quindi verso nuove elezioni, con il candidato premier leghista che respingere l'idea di separare il suo destino da quello di Berlusconi (come chiedeva di Maio) e insiste nel sollecitare il mandato per un Governo politico e la possibilità di andare a cercare i voti in Parlamento.

L'unico punto di convergenza tra i due leader è il pressing, senza alcun rispetto per le prerogative del Capo dello Stato, per il ritorno immediato alle urne, nell'impossibilità di arrivare a un Esecutivo “politico”, come ormai è evidente a tutti.

La data suggerita da entrambi (ma separatamente), è quella dell'8 luglio, prospettiva non esclusa dallo stesso presidente della Repubblica nel corso dei colloqui con le delegazioni dei partiti.

Le proposte di Mattarella
Nel tardo pomeriggio arrivano le proposte anti-caos del capo dello Stato, accompagnato da un appello al senso di responsabilità dei partiti e giustificato dalla richiesta emersa più volte in queste settimane di avere “più tempo” per raggiungere intese e «far maturare una maggioranza politica per una maggioranza di governo».

Il Paese non può rimanere senza Esecutivo, spiega Mattarella, che invita quindi i partiti ad accordare la fiducia in Parlamento a un «governo neutrale, di servizio», disposto a dimettersi immdiatamente se nei prossimi mesi maturasse un Governo politico. Se questo non si verificasse, il Governo “neutro” «dovrebbe concludere la sua attività a fine dicembre, approvata la manovra finanziaria, per andare subito a nuove elezioni». L'ipotesi alternativa - spiega Mattarella ai giornalisti - «è indire nuove elezioni subito». Non a giugno, ormai fuori tempo massimo, ma a luglio, «in piena estate», cosa sempre evitata finora «perchè per gli italiani sarebbe difficile esercitare il voto», o in autunno. Opzione, questa, con diversi rischi indicati da Mattarella. In particolare, che non ci sia tempo per approvare la legge di Bilancio con lo stop all'aumento dell'Iva. La reazione dei principali partiti usciti vittoriosu dalle urne è una chiusra netta allo schema suggerito da Mattarella. Salvini («O si cambia o si vota» e Di Maio («Nessuna fiducia a Esecutivo neutrale, si voti a luglio») insistono nel voto immediato, in piena estate. Forza Italia si dice pronta «come sempre» al voto in ogni momento ma sottolinea come «il voto in estate non sia adatto per garantire la partecipazione» degli elettori. Mentre il Pd si allinea a Mattarella: «Il Pd non farà mancare il suo sostegno all'iniziava preannunciata ora dal presidente», dichiara il segretario reggente Maurizio Martina.

Ennesima giornata di consultazioni
Consultazioni, tra M5s e centrodestra è ancora muro contro muro. Inutile quindi anche il terzo giro di incontri con le forze politiche voluto dal Colle per sbloccare la situazione politica ad oltre due mesi dal voto del 4 marzo. In giornata, infatti, emerge un solo punto di convergenza tra i due leader Salvini e Di Maio: la data delle elezioni (8 luglio), nel caso sia impossibile (come appare evidente) arrivare a un governo “politico”. Nel tardo pomeriggio, il capo dello Stato è quindi costretto ad elencare le opzioni possibili per uscire dallo stallo, a partire dall’idea di un Governo “di tregua”. «In mancanza di accordi» politici, i partiti - chiamati con forza dal presidente Sergio Mattarella a dare una prova di responsabilità - «consentano attraverso il voto di fiducia che nasca un Governo neutrale, di servizio».

«Non vi sono tempi per elezioni entro giugno»
«Laddove invece tra i partiti in Parlamento non si raggiungesse alcuna intesa, quel Governo neutrale dovrebbe concludere la sua attività a fine dicembre, approvata la manovra finanziaria, per andare subito a nuove elezioni» specifica Mattarella, che a conferma dell’assoluta neutralità del “Governo di garanzia” chiederà ai suoi componenti «l'impegno a non candidarsi alle elezioni». Se il governo “neutrale” fosse bocciato alle Camere - chiarisce poi il presidente illustrando la seconda opzione sul tavolo - si andrà al voto subito, a luglio o in autunno. «L'alternativa è quella di indire nuove elezioni subito, appena possibile, gestite dal nuovo Governo. Non vi sono i tempi per un voto entro giugno» sottolinea Mattarella, mentre sarebbe possibile «svolgere le votazioni in piena estate ma sinora si è sempre evitato di farlo perchè renderebbe difficile l'esercizio del voto agli elettori».

«No a un Governo politico di minoranza, non può essere di parte»
Da escludere, invece, l’idea di tentare la carta di un governo politico di minoranza, ipotesi che non è mai stata nei programmi del Colle. «Un Governo di minoranza - spiega il capo dello Stato nelle sue dichiarazioni ai giornalisti - condurrebbe alle elezioni e in queste condizioni ritengo piu' rispettoso per la logica democratica che a portare alle elezioni sia un Governo non di parte».

I rischi del voto in autunno
«È doveroso dar vita ad un nuovo governo. Non si può attendere», incalza poi il presidente della Repubblica, che parlando dell'ipotesi di andare a nuove elezioni «all'inizio di autunno» evidenzia però «alcune preoccupazioni». Ad esempio «che non vi sia tempo per approvare dopo il voto la legge di bilancio entro fine anno con l'aumento dell'Iva e con gli effetti recessivi che questa tassa comporterebbe e il rischio di esporre la situazione finanziaria». «Sarebbe la prima volta che il voto popolare non viene utilizzato e non produce alcun effetto. Scelgano i partiti con il loro libero comportamento e nella sede propria parlamentare. Cerchino una maggioranza politica per un governo neutrale entro l'anno oppure nuove elezioni subito, in autunno o nel mese di luglio», sottolinea Mattarella la termine delle consultazioni.

Salvini: o governo del centrodestra o voto in estate
Le reazioni dei partiti alle parole del Colle non tardano ad arrivare. «È fondamentale che il voto degli italiani sia rispettato. Quindi o un governo del centrodestra, oppure elezioni il prima possibile, per la prima volta in estate. Non c'è tempo da perdere, non esistono governi tecnici alla Monti, contiamo che Berlusconi mantenga la parola data e abbia la nostra stessa coerenza, poi gli italiani ci daranno la maggioranza assoluta e cambieremo l'Italia da soli», prende posizione il leader della Lega, Matteo Salvini. Che poco dopo torna sulle proposte del Quirinale via Twitter: #Mattarella vuole un “governo neutrale? Per carità, serve un governo coraggioso, determinato e libero, che difenda in Europa il principio PRIMA GLI ITALIANI, che difenda lavoro e confini, altro che governino per tirare a campare».

Di Maio: nessuna fiducia a Esecutivo neutrale, si voti a luglio
Su Twitter anche la reazione del capo politico del M5S, Luigi di Maio, anche lui pronto a confermare la richiesta, già avanzata nel pomeriggio, di un voto immediato. «Nessuna fiducia a un governo “neutrale”, sinonimo di governo tecnico. Si vada al voto a luglio!», scrive Di Maio sul social. «Pur senza avere pregiudizi sulle persone, non possiamo permettere che delle persone che non hanno una legittimazione popolare, che non sono passate dalla competizione elettorale, possano andare a gestire e a risolvere i problemi», chiosa poco dopo il capogruppo pentastellato al Senato Danilo Toninelli, intervistato da “La7”.

Orfini (Pd): bene Mattarella, irresponsabile votare d’estate
Se M5S e Lega bocciano la proposta del Colle, i DEm si affrettano con il presidente Matteo Orfini ad assicurare il pieno sostegno del partito alla proposta del presidente Mattarella. Orfini liquida poi come « irresponsabile» quanti ritengono «di poter rispondere trascinando il Paese al voto in piena estate». «Chi chiede il voto in estate non ha a cuore la democrazia perché far votare il paese a luglio significherebbe impedire a una parte del Paese di votare e sarebbe quanto di meno democratico possibile». spiega l’esponente Pd, che ricorda anche il rischio di non riuscire ad evitare neanche l'aumento dell'Iva. Su Fb, il deputato renziano Ettore Rosato ricorda che insieme, in Parlamento, Salvini e Di Maio hanno più del 51% dei voti in Parlamento, e addesso intendono usarlo «per tornare a votare dopo due mesi». Se così fosse, conclude, gli italiani «punirebbero un atteggiamento cosi superbo e arrogante».

Salvini e la proposta di votare l’8 luglio
Le dichiazioni di Mattarella sono l’epilogo di una lunga giornata di consultazioni, segnata dalle parole del leader della Lega Matteo Salvini, che insiste nel chiedere a Mattarella il mandato per andare in Parlamento e verificare i numeri una maggioranza, arrivando ad individuare la possibile data per le lezioni se lo stallo perdurasse: «Sto provando fino all'ultimo a dare un Governo a questo Paese. Se ci riesco, ne sono felice, altrimenti l'unica strada è il voto. Io penso che la data dell'8 luglio sia quella più netta, vicina ed efficace», spiega ai cronisti alla Camera dopo aver incontrato il leader del M5s Luigi Di Maio. Che, a sua volta, indica la stessa data per le urne: «Senza un Governo politico la possibile data per votare è l'8 luglio». In realtà dal punto di vista dei tempi tecnici, considerando i 60 giorni per il voto all'estero, le date possibili sarebbero al massimo il 22 o il 29 luglio, quindi in piena estate.

Quirinale, mai chiesto a Lega e M5S di incontrarsi
La terza giornata di consultazioni del capo dello Stato assomiglia a un dialogo tra sordi, nonostante i numerosi contatti telefonici tra il leader della Lega e il capo politico del M5s, sia in nottata, sia stamattina prima del vertice di centrodestra, seguiti da un faccia a faccia tra i due leader, presente il leghista Giancarlo Giorgetti, a Montecitorio subito dopo pranzo. Un tour de force non ispirato dal Quirinale, che nel pomeriggio smentisce di aver mai invitato i due partiti a incontrarsi, e di aver mai rivolto inviti di questo genere ad altre formazioni politiche.

Di Maio ribadisce il no ad esecutivi tecnici
«Oggi siamo in un'altra fase e io ho detto, ma su questo punto la Lega lo sapeva già, che io sono disponibile a scegliere con Salvini un premier terzo che possa rappresentare un contratto di governo con reddito cittadinanza, abolizione della Fornero, e una serie di misure anticorruzione». Ad aprire la giornata terminale delle consultazioni con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, arrivate al terzo giro dopo i tentativi andati a vuoto nel corso delle ultime settimane, è il capo politico del M5S Luigi Di Maio. Ribadita l’intenzione di non voler dar vita ad esecutivi tecnici l’unico scenario da prendere in considerazione resterebbe, per Di Maio, quello ormai puramente teorico con il Carroccio («nel ragionare con la Lega di Salvini, io non sono mai stato un impedimento alla firma del contratto»).

Centrodestra unito, mandato a noi
Ma il centrodestra dal canto suo non intende cambiare linea e chiede al presidente della Repubblica il mandato per andare in Parlamento e verificare i numeri di una maggioranza. È la decisione maturata nel corso del vertice a palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, poco prima di salire al Colle per le consultazioni. Scelta espressa in seguito, a viva voce, al Capo dello Stato. «Confidiamo che il presidente della Repubblica ci dia modo di trovare una maggioranza, che contiamo di poter trovare mettendoci in campo personalmente perché stanti così le cose la nostra coalizione rappresenta l'ambizione e la speranza di 60 milioni italiani. Confidiamo di poterci mettere
nelle prossime ore finalmente a lavoro», dice Matteo Salvini a nome della delegazione del centrodestra al termine del colloquio.

Martina: stop al gioco dell'oca, supporto al Colle
Spazi di accordo non sembrano dunque plausibili dopo l’offerta in extremis di Luigi Di Maio. Come noto, l’unica condizione posta al tavolo è stata l’assenza dall’eventuale esecutivo di Silvio Berlusconi riuscito sinora nella non facile impresa di tenere compatto il proprio fronte (fuori discussione un appoggio esterno degli azzurri) senza cedimenti di sorta. Dunque tutto fermo. Perché non è un mistero che la Lega abbia detto chiaramente no a un governo del presidente e l'alternativa a un esecutivo politico con i pentastellati rimane soltanto il voto.

«No a incarichi al buio, no a trasformismi, a soluzioni politiche raffazzonate. Sì a un vero sforzo nell'interesse del Paese» rivendica Maurizio Martina, segretario reggente del Pd, dopo il colloquio con il Capo dello Stato. «Noi abbiamo confermato piena fiducia nella sua iniziativa e supporteremo l'iniziativa del presidente della Repubblica fino in fondo, nello spirito che prima di tutto viene il Paese poi le dinamiche legate alle parti». Appello a tutte le forze politiche «è di finirla con il gioco dell'oca e fare l'interesse generale. Noi ci siamo e seguiremo le indicazioni del Presidente della Repubblica». E in particolare Martina ricorda come necessari lo stop all'aumento dell'Iva e le questioni economico-sociali.

Il capo M5S: scongiurare aumento Iva, anche con dl
Una priorità sottolineata anche dal capo politico dei Cinque Stelle a consuntivo del colloquio con Mattarella è superare al più presto un aumento dell'Iva. «Secondo me non dobbiamo aspettare neanche la formazione del governo, va scongiurato già nella discussione sul Def e fissato poi con un provvedimento. Ieri ho detto anche un decreto, se dovesse servire».

Di Maio: da oggi M5S di nuovo in campagan elettorale, 40% a portata di mano
In un video pubblicato su Fb, nel pomeriggio, Di Maio rinnova l’attacco alla coalizione di centrodestra di Salvini e Berlusconi che è tornata «a chiedere un mandato per cercare i voti in Parlamento. Cioè Salvini ha scelto ancora una volta Berlusconi, ma soprattutto di formare un governo dei voltagabbana, dei traditori del mandato politico, è questo quello a cui stiamo assistendo, ancora una volta una scelta figlia di coalizioni finte e nessuna premura per la stabilità del Paese». Nel video messaggio Di Maio, dopo aver indicato una possibile data per il voto (l’8 luglio, suggerita anche da Salvini) spiega che da oggi il M5S è di nuovo in campagna elettorale. «Sono sicuro - conclude - che questa volta gli italiani ci daranno un segnale forte per farci governare da soli. Dopotutto eravamo dati al 29%, abbiamo preso il 33%, ora siamo dati al 35%: il 40% è a portata di mano, andiamo a governare da soli».

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