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Lega del Filo d’Oro, con i lasciti solidali “utili anche quando non ci saremo più”

Lega del Filo d’Oro, con i lasciti solidali “utili anche quando non ci saremo più”

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“Un messaggio che parla di vita, di futuro e di prospettiva”. Così Rossano Bartoli, Presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro, riassume il significato e l’importanza dei lasciti testamentari, una delle modalità attraverso cui oggi la Fondazione si sostiene. La Lega del Filo d’Oro copre infatti circa il 75% dei costi delle sue strutture e delle sue attività, presenti in dieci Regioni italiane, con donazioni private.

La Lega del Filo d'Oro nasce nel 1964 grazie a Sabina Santilli, una donna divenuta sordocieca all'età di sette anni a causa di una meningite, che decise di fondare, insieme ad un piccolo gruppo di volontari, un'organizzazione che potesse offrire assistenza alle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.

Oggi le attività svolte vengono finanziate solo in piccola parte da fondi pubblici, mentre le donazioni private la fanno da “padrone”, permettendo alla Fondazione di garantire agli utenti un trattamento personalizzato (che arriva a dedicare da 1 a 2,4 professionisti per ogni ospite) e percorsi riabilitativi efficaci a seconda del grado di disabilità. “Esistono diverse modalità per sostenere la Lega del Filo d'Oro - spiega Bartoli -, dalle donazioni regolari, al 5per1000, passando per gli sms solidali, i lasciti testamentari e le polizze vita. Senza questi contributi non potremmo mantenere il livello delle nostre prestazioni”. Scegliere di fare un lascito solidale a favore della Lega del Filo d’Oro significa contribuire, in modo concreto, a garantire un futuro migliore a chi non vede e non sente. Grazie, infatti, a chi ha scelto di ricordare la “Lega” nelle ultime volontà, la Fondazione può continuare ad operare e crescere, realizzando nuovi progetti, come l’apertura di nuove Sedi e Centri nelle Regioni d’Italia in cui non è ancora presente e il completamento del nuovo Centro Nazionale di Osimo (Ancona).

Stesso importante impatto deriva dallo scegliere la Lega del Filo d’Oro come beneficiario di una polizza vita. “Sono due modalità - spiega Bartoli - sicure e che in qualsiasi momento possono essere modificate qualora il donatore decidesse di farlo. Ma sono anche due modalità che permettono alla Lega di avere una progettualità per impegni e sviluppi futuri”.

“Il testamento ha a che fare con la vita, non con la fine della vita. Significa prendere decisioni importanti per il futuro di chi resterà. Inserire tra i beneficiari anche un'organizzazione con finalità sociali permette di dare continuità a ciò in cui abbiamo creduto e contribuisce a creare condizioni di vita migliori per chi verrà dopo di noi - prosegue il presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro -. Il testamento solidale è uno strumento straordinario per sostenere le organizzazioni del Terzo settore e garantire, attraverso di esse, progetti concreti in favore di chi ha bisogno e risposte innovative alle sfide cruciali che ci attendono, da quelle ambientali a quelle sociali”. Negli ultimi trenta anni il lascito solidale è uno strumento in continua crescita: se all’inizio degli anni Novanta i testamenti che citavano la Lega del Filo d’Oro erano appena una quindicina l’anno, nel 2021 hanno infatti superato per la prima volta quota cento.

Un lascito solidale ha una triplice valenza per la Fondazione: per le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali è la sicurezza di essere assistiti nel tempo, con le migliori competenze. Per la Lega del Filo d’Oro è la possibilità di pianificare a lungo termine le proprie attività e realizzare i progetti più sfidanti, dando risposte ai bisogni di più persone. “E in più - conclude Bartoli - rappresenta un modo per chi dona di poter essere utile anche quando non ci sarà più”.

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