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Lega: i pm valutano la rogatoria in Russia sui flussi di denaro

L’indagine per corruzione internazionale è scattata dopo l’arrivo in procura di un audio, acquisito agli atti, nel quale si fa riferimento a una presunta trattativa con alcuni russi per far arrivare fino a 65 milioni di dollari alla Lega con un affare sul petrolio


Russia-gate, Salvini: le accuse sono false, è che siamo scomodi

6' di lettura

«Lunedì scorso (il 16 luglio, ndr) Savoini faceva parte della delegazione di Salvini in veste di membro dello staff del ministro». Lo scriveva il 17 luglio 2018 Gianluca Savoini in una email inviata a Buzzfeed, che oggi il sito pubblica online. Il riferimento è alla visita di Salvini a Mosca del 16 luglio 2018. Ma lo staff del ministro smentisce categoricamente: «Savoini non era nella delegazione ufficiale del ministro dell'Interno partita dall'Italia. Idem il 17 e 18 ottobre 2018», date della successiva visita a Mosca. «Non ho ufficio a ministero ma collaboro direttamente con Matteo Salvini a seconda delle sue richieste. Conoscendoci da sempre», è scritto nel testo di una mail pubblicata da Buzzfeed e che il giornalista Alberto Nardelli spiega di aver ricevuto da Gianluca Savoini il 17 luglio 2018.

Il botta e risposta rivelato da Buzzfeed
In risposta alle domande del sito di informazione, in un'altra email che sarebbe stata scritta in terza persona, lo stesso giorno, dallo stesso Savoini, si legge: «Il dottor Savoini collabora da sempre con il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, essendo iscritto al partito dal 1991». «Ha collaborato - prosegue il testo, pubblicato da Buzzfeed senza l'indirizzo email del mittente - all'organizzazione di tutte le visite del sen. Salvini in Russia come si può vedere in rete e sul profilo dell'associazione culturale Lombardia Russia, in quanto a nostro parere (e anche secondo il presidente Trump, visto il vertice di Helsinky con il presidente Putin) la Russia è un partner fondamentale per tutte le nazioni democratiche nella lotta al terrorismo internazionale». «Savoini ha quindi incontrato insieme a Salvini non soltanto il presidente Putin, ma anche il ministro degli Esteri Sergey Lavrov, il responsabile per le relazioni internazionali di Russia Unita Sergey Zheleznyak, il presidente della Duma (anno 2014) Sergey Narishkin e ha attivamente lavorato per organizzare le conferenze stampa di Salvini in Russia», prosegue l'email. «Lunedì scorso - si legge ancora - Savoini faceva parte della delegazione del Ministro Salvini in veste di membro dello staff del Ministro, così come ha sempre fatto parte dello staff di Salvini quando era soltanto segretario politico senza incarichi di governo».

I pm valutano l’ipotesi di avviare una rogatoria in Russia
I pm dellla Procura di Milano stanno valutando l’ipotesi di avviare una rogatoria in Russia per seguire eventuali flussi di denaro sulla presunta trattativa Lega-Russia. L’indagine per corruzione internazionale è scattata dopo l’arrivo in procura di un audio, acquisito agli atti, nel quale si fa riferimento a una presunta trattativa con alcuni russi per far arrivare fino a 65 milioni di dollari alla Lega con un affare sul petrolio. Nell’inchiesta è indagato Gianluca Savoini, il leghista presidente dell'associazione LombardiaRussia.

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La richiesta a Mosta dei pm
I pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro, coordinati dal procuratore aggiunto Fabio De Pasquale - sottolinea l’Ansa - stanno vagliando una richiesta di assistenza internazionale da inoltrare a Mosca per capire se ci sia stato stato davvero un trasferimento di fondi neri in seguito alla compravendita 'con sconto' di petrolio. I magistrati cercano riscontri alla 'radiocronaca' dell’incontro all'hotel Metropol di Mosca tra Savoini, un avvocato di nome Luca e Francesco detto il “nonno” - due italiani in corso di identificazione - e tre russi, uno dei quali dovrebbe essere un interprete.

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L’audio sulle percentuali di sconto
Dall’audio emerge come nel corso di quella riunione lo scorso ottobre si sarebbe cercato un accordo sulle percentuali di sconto, in modo tale che una parte, il 4%, si trasformasse, questa è l'ipotesi, in una 'retrocessione' per il movimento e il resto, almeno il 2%, andasse sotto forma di 'stecca' a funzionari russi. Secondo la registrazione (base di partenza dell'indagine e che i pm hanno acquisito prima che venisse pubblicato su BuzzFeed e dopo alcuni articoli de 'l'Espresso' sul caso dello scorso febbraio), una parte del prezzo della compravendita di petrolio tra una società italiana che doveva comprare (nella registrazione si parla dell'Eni, che ha smentito) e una società russa che vendeva, sarebbe dovuta arrivare alla Lega per finanziare la “campagna elettorale”. Inoltre, uno degli italiani spiegava anche che sarebbe stato necessario “coinvolgere” le banche per le transazioni e citava “Banca Intesa Russia”. Su questo punto il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro ha affermato che «non c'è alcuna evidenza di un coinvolgimento del gruppo».

La Lega gioca in difesa
Ieri si è svolto un vertice tra gli inquirenti e gli investigatori del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza che conduce l'indagine anche in vista della futura attività istruttoria. Già per la prossima settimana sono previste audizioni e non è esclusa l'acquisizione di documentazione. Claudia Eccher, legale del vice premier Matteo Salvini e della Lega, riferendosi al caso, ha affermato che «Matteo Salvini e il movimento che rappresenta verranno tutelati in tutte le sedi». Si ipotizza, quindi, in relazione al procedimento penale milanese o a una eventuale costituzione di parte civile, qualora ci dovesse essere un processo in cui la Lega o il suo leader risultino parti offese, oppure a una richiesta di danni
in sede civile.

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Il giallo della cena di Villa Madama
Gianluca Savoini spunta in foto in Italia e in Russia, negli ultimi anni, nelle vicinanze di Matteo Salvini, anche se quest'ultimo dice che «non era invitato dal Viminale» né a Mosca a ottobre 2018 né a Roma una settimana fa per la visita di Vladimir Putin. Il vicepremier - racconta l’Ansa - perde la pazienza con i giornalisti che in conferenza stampa lo incalzano sul lobbista. «Che ne so cosa ci facesse al tavolo? - dice Salvini - Chiedetelo a lui». Il tavolo è quello della cena ufficiale del 4 luglio scorso a Villa Madama. Il premier Giuseppe Conte spiega di «non conoscere Savoini», che «era presente alla cena solo perché partecipò al forum Italia-Russia del pomeriggio». Non lo invitò nemmeno Palazzo Chigi, ma allora chi?

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Renzi all’attacco: «Tovarisch, glasnost! (compagno, trasparenza)»
Il Pd e la sinistra insistono affinchè il ministro dell'Interno e il governo chiariscano il ruolo di Savoini, che in un hotel di Mosca nell'ottobre scorso - rimarcano- trattava finanziamenti in nero. La deputata dem Lia Quartapelle porta provocatoriamente dei rubli alla sede dell'associazione Lombardia-Russia di Savoini a Milano, nel palazzo che ospita anche gli uffici della Lega. Nicola Zingaretti parla di «tradimento di Ue e Nato». Matteo Renzi attacca Salvini: «Tovarisch, glasnost! (compagno, trasparenza). Fatti un selfie-querela con i tuoi». Alla richiesta Pd di commissione d'inchiesta sul caso, il M5S risponde di nuovo: che sia su tutti i partiti. Mentre il capo leghista dopo averla definita “ridicola” ieri dice «nulla da nascondere, ne facciamo anche sette-otto». Ma alle domande dei cronisti «sull'uomo della Lega a Mosca» Salvini sbotta: «Più scrivete queste cose e più mi fate un favore, poi chiedetevi perché i giornali vendono sempre meno copie».

Querele per chi accosta la Lega a ipotesi di corruzione
Il vicepremier non intende querelare Savoini, bensì «chi accosta la Lega a ipotesi di corruzione». L'avvocato della Lega ipotizza la costituzione di parte civile del partito in un eventuale processo a Milano. Eppure l'imbarazzo nel partito resta. In diversi descrivono Savoini come un millantatore o uno che si è fatto prendere la mano senza avere alcun mandato. Su questa linea il deputato Claudio Borghi e il governatore della Lombardia Attilio Fontana. Anche se nelle foto lo si vede nel 2014 sulla Piazza Rossa con Salvini ed altri, tra cui Claudio D'Amico (ora consigliere del vicepremier per gli affari esteri) e Paolo Grimoldi (deputato e segretario Lega Lombarda). In un'intervista a un sito, International Affairs, Salvini presentava all'epoca Savoini come suo delegato. Grimoldi, altro habitué della Russia, non vuole tornare sull'argomento. «Non abbiamo mai preso un rublo», ripete. Luigi Scordamaglia, ex presidente di Federalimentare, organizzazione interessata alla fine delle sanzioni contro Mosca, era seduto accanto a Savoini al forum Italia-Russia, come da foto dei cartellini degli ospiti. «Mai conosciuto, non ci siamo parlati», fa sapere Scordamaglia.

Lo scatto di Savoini alla festa dell’ambasciata
Altro scatto: Savoini l'8 giugno 2018 - a una settimana dalla nascita del governo gialloverde - accanto a Salvini e all'ambasciatore russo a una festa in ambasciata a Roma. E ancora a Mosca nel luglio 2018 e in altre occasioni. L'audio su BuzzFeed si inserisce in un contesto geopolitico complesso. «Gli Stati Uniti sono preoccupati dei rapporti che l'Italia ha con la Russia», dice l'ex premier Paolo Gentiloni. Sul sito Sputnik Italia, considerato vicino al Cremlino, si ipotizza che dagli Usa sia arrivato con l'audio un avvertimento al leader della Lega per le sue posizioni troppo filo-russe. Un esperto italiano di Russia interpellato dall'Ansa azzarda invece che la trappola del Metropol sia un “kompromat”, «materiale compromettente» tirato fuori al momento giusto perché Salvini si sarebbe troppo spostato verso Donald Trump. Un avvertimento russo, insomma. «L'inchiesta di BuzzFeed non prova nulla», taglia corto il portavoce del Cremlino.

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