cantiere fisco

Lega studia "pace fiscale 2" e taglio ai costi dei pagamenti con carte e bancomat

In pista, oltre alla riedizione del saldo e stralcio per le imprese, anche misure per la definizione del contenzioso e l'emersione del contante. Tra le ipotesi sul tavolo dei tecnici della Lega anche il rilancio della dichiarazione integrativa speciale, strumento da sempre osteggiato dal Movimento 5 Stelle


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2' di lettura

Un consistente "pacchetto fiscale", da introdurre eventualmente anche ricorrendo a un decreto legge collegato alla prossima manovra. È quanto sta studiando in questi giorni la Lega con la regia del sottosegretario al Mef Massimo Bitonci. Tra le misure in cantiere - spiega il sottosegretario che ha appena proposto anche un «piano triennale» per la flat tax al 15% - potrebbe rientrare anche l'azzeramento dei costi per le piccole transazioni con carte e bancomat sotto i 30 euro.Allo studio anche la "pace fiscale 2", con una sorta di riedizione del saldo e stralcio per le imprese, insieme ad altre misure per la definizione del contenzioso e l'emersione del contante.

n particolare, il Carroccio pensa a delle norme studiate per venire incontro ai contribuenti in difficoltà (si salda pagando il 16% il 20% o il 35% e si cancellano non solo sanzioni e interessi ma anche il debito originario). Tra le ipotesi sul tavolo dei tecnici della Lega anche il rilancio della dichiarazione integrativa speciale, strumento da sempre osteggiato dal Movimento 5 Stelle. Per evitare l'accusa di nuovi condoni, il Carroccio starebbe pensando a una versione "leggera", che permetta sì di fare emergere redditi non dichiarati ma senza scudi penali o sui capitali all'estero.

Il decreto fiscale collegato alla manovra 2018, spiega Bitonci a SkyTg24 parlando della genesi delle nuove misure allo studio, «ha avuto risultati assolutamente ottimi, con 38 miliardi di cartelle lavorate, 21 miliardi di incassi previsti e 1 milione e 700mila» contribuenti interessati. «Proprio per questo lavoriamo alla "pace fiscale 2", e abbiamo iniziato una serie di elaborazioni», sottolineando che da lì possono arrivare coperture per la prossima manovra, anche se «una tantum».

Il «cantiere fiscale», aggiunge il sottosegretario, è aperto: «Abbiamo fatto un tavolo la settimana scorsa, ne faremo uno tra un paio di giorni e gli uffici stanno elaborando alcuni modelli» a partire di quello per la flat tax al 15% «sui redditi medi», perché «dobbiamo cercare di abbassare la tassazione a quella fascia che paga un'Irpef media del 25%». «Stiamo ragionando - conferma poi - anche per cercare di trovare una soluzione per aiutare le famiglie attraverso il quoziente familiare». Nel progetto leghista, sempre nella logica di spingere l'emersione, rientra anche la «flat tax sui redditi incrementali». E una spinta ai pagamenti tracciabili, ma senza inasprimento del tetto al contante.

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