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Lega, il vice ministro Garavaglia assolto da accusa di turbativa d’asta

Garavaglia era imputato in qualità di assessore della regione Lombardia all'Economia, carica che ricopriva all’epoca dei fatti, nel 2014. Condanna a 5 anni e 6 mesi , invece, per l’ex presidente della regione Mario Mantovani. Salvini: sono felice, persona fondamentale per prossima manovra


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Il vice-ministro dell’ Economia della Lega Massimo Garavaglia (Imago)

2' di lettura

Il tribunale di Milano ha assolto il vice ministro dell’Economia, Massimo Garavaglia, dall'accusa di turbativa d’asta. Garavaglia era imputato in qualità di assessore della Regione Lombardia all'Economia, la carica che ricopriva all'epoca dei fatti. Condanna a 5 anni e 6 mesi, invece, per Mario Mantovani, ex vicepresidente della regione, tra gli altri imputati insieme con Garavaglia. Le motivazioni della sentenza arriveranno tra 90 giorni.

«Sono felice per Garavaglia, è una persona fondamentale per la prossima manovra economica che dovrà attuare il taglio delle tasse» ha commentato il vicepremier Matteo Salvini. «Spiace che lui, come tanti, troppi italiani abbiano dovuto aspettare quasi cinque anni per sentirsi dire che non ha fatto nulla», ha aggiunto. E qualche ora dopo una nota della Lega spiega: «Tra tanti attestati di solidarietà a Massimo Garavaglia, spiace che gli unici quasi silenti siano proprio molti alleati al governo.Vorremmo che avessero sperato in una condanna. Evidentemente sui diritti civili, sulla presunzione d'innocenza e sul concetto di una giustizia giusta in tempi rapidi serve con urgenza una riforma».

La vicenda al centro del processo risale al 2014, quando secondo l'accusa Garavaglia, in concorso con altri imputati, avrebbe contribuito ad “aggiustare” una gara da 11 milioni di euro per il servizio di trasporto di persone dializzate. Il pm di Milano, Giovanni Polizzi, titolare dell'accusa, aveva chiesto una condanna a 2 anni. Per il leghista Garavaglia il pm di Milano.

Garavaglia: «Non è stato semplice, tutto è andato per il meglio».
«La verità rende liberi. Sono contento che alla fine tutto sia andato per il meglio. Non è stato un periodo semplice però va bene anche così». Così il viceministro all’Economia ha commentato l’assoluzione. Secondo il suo legale , Jacopo Pensa, è stato «un processo inutile», che «poteva non essere fatto« e i giudici hanno «capito che una telefonata per la segnalazione di un problema non è reato».

La vicenda
Per il pm l'attuale viceministro, nel giugno di 5 anni fa quando era assessore, avrebbe dato, assieme a Mantovani, “specifiche disposizioni” e “l'input iniziale” per “vanificare gli esiti del bando” di una gara indetta “in forma aggregata” da tre Asl per il servizio trasporto dializzati. In particolare, secondo l'accusa, l'input del “comportamento illecito di Giorgio Scivoletto”, ex dg della Asl Milano 1, che si attivò per “boicottare” la gara a cui non aveva potuto partecipare la Croce Azzurra Ticina Onlus, “risale alla telefonata (prima anche un sms, ndr) tra i due assessori (Mantovani lo era alla Sanità, ndr)” del 1 marzo 2014. Una tesi quella dell'accusa che, però, non ha retto nei confronti di Garavaglia, che si era già difeso con un interrogatorio in fase di indagini, assistito dal legale Pensa, e con un esame in aula (oggi non era presente per la sentenza).
Garavaglia aveva chiarito di non essersi “mai occupato” di quella gara che, nell'ipotesi d'accusa, era stata 'truccata' anche da lui. E ha spiegato di non essere mai intervenuto di persona e di aver riportato solo “una doverosa segnalazione” su un problema, quello della Croce Azzurra, con una telefonata a Mantovani, all'epoca assessore regionale alla Sanità.

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