intervista a Filippo Parrino

Legacoop: il dumpig contrattuale penalizza chi rispetta le regole

L’analisi del presidente di Legacoop Sicilia: «Preoccupante il calo dei consumi»

di Nino Amadore

L’analisi del presidente di Legacoop Sicilia: «Preoccupante il calo dei consumi»


3' di lettura

«La cooperazione continua a essere il baluardo sia sul fronte dell’applicazione dei contratti che su quello della legalità». Per Filippo Parrino, 62 anni, una vita nel mondo della cooperazione rossa, dal 21 marzo presidente di Legacoop Sicilia, parlare bene del mondo cooperativo è quasi scontato. Dalla sua ha due modelli di impresa che nel Mezzogiorno come nel resto del Paese resistono e crescono: le Coop e Conad. «Il sistema della cooperazione - dice - non si è affatto indebolito anzi tutt’altro. Io direi che si è rafforzato e Conad è lì a dimostrarlo. Per quanto riguarda Coop e rimanendo alla Sicilia c’è una situazione un po’ diversa in provincia di Catania dove i sindacati temono che due Iper alla scadenza dei contratti d’affitto possano abbandonare il capoluogo etneo. Ma ancora non vi è nulla di certo e Alleanza 3.0 che ha in affitto i due Iper non ha a sua volta notizie ufficiali».

Lei parla di un sistema che resiste e si rafforza, ma nel contempo resta il tema del calo dei consumi.
La situazione è certo preoccupante e non sono certo io a dirlo: in Sicilia, giusto per citare gli ultimi dati diffusi qualche giorno fa, ci sono 1,7 milioni di poveri relativi e questo non può che incidere sui consumi. Nel 2019 tutti i dati danno una riduzione dei consumi alimentari. C’è una percezione chiara, per rimanere alla Sicilia: nelle fasce più deboli della popolazione si consuma ogni giorno un pasto in meno.

E questo non è che uno, anche se rilevante sul piano sociale, dei problemi.
Esatto. C’è un altro tema, in generale, che è quello della concorrenza sleale. C’è il problema del dumping contrattuale con soggetti, diciamo così, che non applicano i contratti di lavoro o applicano contratti in modo particolare. E questo pregiudica chi, come le cooperative, invece ha fatto dell’applicazione dei contratti un punto d’onore, un dovere imprescindibile insieme ad altri ovviamente.

La Grande distribuzione organizzata sta mutando e non solo al Sud. Quali sono le nuove tendenze che lei registra in questo mondo?
Intanto lo sviluppo dell’e-commerce, poi decisamente la nascita sempre più frequente dei gruppi d’acquisto. Questo dal lato della domanda. Dal lato dell’offerta invece la nascita di piccole cooperative create da ex lavoratori del settore che stanno ottenendo grandi risultati: faccio l’esempio del Centro Olimpo a Palermo che ha fatto rinascere un piccolo centro commerciale che era stato sequestrato alla mafia oppure la cooperativa Giorgio La Pira di Ragusa.

L’assessore alle Attività produttive della Regione siciliana Mimmo Turano ha presentato qualche settimana fa un disegno di legge di riforma del settore del commercio. Voi che giudizio date sul progetto di riforma?
Siamo ancora in una fase interlocutoria e dunque mi sembra prematuro dare un giudizio su questa proposta. Io dico però una cosa: l’importante è che si abbandoni la solita polemica sulle aperture domenicali e festive. Anche perché noi, preferisco parlare delle cose di casa mia, abbiamo sempre rispettato le regole. Per quanto riguarda la riforma, è da anni che si parla di una nuova legge: in questo momento non c’è un tavolo di confronto aperto, quando l’assessore lo convocherà vedremo il da farsi.

Da quello che si vede le multinazionali da un po' di tempo stanno abbandonando il Mezzogiorno. Secondo lei perché se ne vanno?
È una questione interessante e complessa. Penso che bisogna capire bene cosa è accaduto e avviare una riflessione sulla materia anche perché non si tratta di giganti con i piedi d’argilla ma di gruppi forti.

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