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Legal forum Cncc: «Le chiusure domenicali creano disservizi e sperequazioni»

di Madela Canepa


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Un momento del Quarto Legal Forum di Cncc

3' di lettura

«È una proposta di legge non condivisibile per il principio che la motiva, ma anche perché crea disservizio e sperequazione sul mercato del commercio». Così Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad, sulla proposta di legge relativa alle chiusure domenicali dei negozi, durante una delle tavole rotonde in programma alla quarta edizione del Legal Forum Cncc “La legge al centro” tenutosi ieri a Milano. «Basti pensare – ha precisato l'ad di Conad – che, in quanto comune classificato come centro turistico, Assago vedrebbe i suoi spazi commerciali restare sempre aperti la domenica. Cosa che non avverrebbe per quelli presenti, a pochi chilometri di distanza, nell’area di Rozzano ad esempio, che non è centro turistico».

Sul tema, il Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali – che con i 1.214 centri commerciali associati “vale” 51 miliardi di euro di volume d’affari e 1,5 miliardi di visitatori annui – ha già portato la propria posizione alla Commissione attività produttive della Camera. «Con sei milioni di visitatori – ha ricordato il presidente Massimo Moretti, in attesa di essere riconvocato – la domenica rappresenta, per le grandi superfici, il secondo giorno della settimana per affluenza e per fatturato. Secondo i nostri calcoli, la proposta di legge metterebbe a rischio 40mila occupati su un totale di 550mila e 9mila dei 35 mila punti vendita a gestione diretta (tra i quali ci sono i franchisee) che si trovano nei centri commerciali, gestiti da piccoli commercianti».

Notevoli le ripercussioni che si avrebbero sul fronte del retail real estate che ogni anno contribuisce tra il 25 e il 50% al totale delle compravendite dell’intero settore immobiliare (escluso il residenziale) per un valore che può arrivare a circa 10 miliardi di euro annui.

«Il commercio deve operare nell’ottica del servizio del cittadino e della sostenibilità economica – ha continuato Pugliese –. Oggi sono 19 milioni le persone che fanno la spesa la domenica e tra questi ci sono gli abitanti di comuni lontani e isolati dagli altri centri. Luoghi dove il negozio fornisce un servizio indispensabile. Se approvato senza modifiche, il disegno di legge penalizzerebbe il commercio fisico, dimenticando che, soprattutto nei piccoli centri, i negozi sono luoghi di relazione che nessuna forma di shopping virtuale potrà mai sostituire».

Discussi anche i profili legali del nuovo disegno di legge: «Una proposta di provvedimento che presenta molti lati di debolezza – ha aggiunto Massimo Moretti –. Dal punto di vista della concorrenza e della costituzionalità invitiamo la Commissione a riflettere e a sviluppare questo importante tema». Cncc prevede conseguenze, negative per il settore, anche nello spostamento di volumi di vendita su altri canali, soprattutto quello digitale.

Come i luoghi fisici possano sfidare l’e-commerce è stato un altro degli spunti approfonditi durante il forum, in una tavola rotonda moderata da Pietro Malaspina, senior advisor di Aedes Siiq. La risposta alla forte concorrenza mossa dal canale virtuale è, secondo Cncc, data dalla dimensione esperienziale dell’acquisto fisico, non replicabile online e che è possibile fare nei negozi, soprattutto quando si trovano in centri commerciali realizzati con nuovi format e rilevanti dal punto di vista architettonico. Magari collocati in ambito urbano attraverso operazioni di rigenerazione, per evitare ulteriore consumo di territorio.

«Sul tema e-commerce, abbiamo molto da fare – ha commentato in chiusura Francesco Pugliese –. Dobbiamo capire come realizzare l'integrazione. Ma senza dimenticare che gli acquisti si fanno con i cinque sensi».

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