oggi la decisione

Legge bilancio, perché la Commissione Ue boccerà la manovra italiana


La manovra in 7 punti

2' di lettura

Ora che il ministro Tria ha risposto alla Commissione europea non aprendo ad alcuno dei rilievi sugli obiettivi di deficit e debito, in aperta violazione delle regole Ue di bilancio, la parola è all'esecutivo comunitario che martedì 23 ottobre si riunirà a Strasburgo per decidere.

A questo punto non pare esserci altenativa alla ‘bocciatura', che si tradurrà nella richiesta formale di modificare il progetto di bilancio in relazione a saldi che violano il patto di stabilità e gli impegni di riduzione del deficit in termini strutturali assunti dallo stesso governo Conte a fine giugno. L'opinione formale della Commissione dovrebbe essere decisa e resa pubblica martedì stesso. Se così sarà confermato, sarebbe la prima volta che la Commissione decide un atto del genere verso uno Stato membro. Il governo avrà tre settimane di tempo per reagire: potrà anche far finta di nulla, ma in questo caso rischia l'apertura di una procedura europea per deficit eccessivo in relazione al mancato rispetto della regola di riduzione del debito nel 2017.

DOMANDE E RISPOSTE: Fin dove può arrivare il braccio di ferro Italia-Ue

Il riferimento al debito 2017 è presto spiegato: a fine maggio la Commissione europea aveva stabilito che l'Italia rispettava la regola di riduzione del debito nel 2017 solo grazie al riconoscimento di alcuni fattori rilevanti legati alla situazione economica e strutturale del Paese. Ciò implica però il rispetto degli impegno di consolidamento del bilancio negli anni successivi, consolidamento ora negato il progetto di “finanziaria” 2019. Viene meno, di conseguenza, uno dei pilastri sul quale si fondava l'interpretazione flessibile della regola di riduzione del debito.

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Nulla ancora è stato deciso, anche se questa viene considerata l'ipotesi più realistica. Per quanto riguarda le procedure specifiche sul deficit, la Commissione può decidere solo sulla base dei dati certificati da Eurostat relativi al 2018, cioè la primavera prossima. Il motivo dell'accelerazione impressa sull'Italia è da cercare nel tentativo della Commissione di sfuggire all'accavallamento di brutte notizie per il governo in relazione all'annunciata decisione di Standard&Poor's che si pronuncerà sul nuovo rating venerdì a mercati chiusi (dopo la decisione di ribasso di Moody's la scorsa settimana).

Se questo sarà lo scenario, l'Eurogruppo nella riunione del 5 novembre a Bruxelles si occuperà esplicitamente e formalmente del caso Italia perché la ‘bocciatura' di un progetto di ‘finanziaria' è un atto che acquista automaticamente un rilievo politico di prima grandezza.

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