in commissione

Legge elettorale, corsa per gli emendamenti: scontro nel Pd sul modello tedesco

di Andrea Gagliardi

(LaPresse)

4' di lettura

Il capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali della Camera, Emanuele Fiano, ha chiesto e ottenuto durante l’ufficio di presidenza lo slittamento del voto sugli emendamenti alla legge elettorale da lunedì 29 maggio a mercoledì 31. Una decisione che costringerà a correre. L’ultima capigruppo ha infatti calendarizzato in Aula la legge elettorale il lunedì successivo, 5 giugno. Una data che per ora non sembra destinata a subire slittamenti. Critico il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana-Possibile a Montecitorio Giulio Marcon, che ha attaccato: «Il rinvio sul voto in commissione serve al Pd per fare la sua direzione il 30 prossimo e decidere se mettersi d’accordo o no con Berlusconi».

Lunedì Pd incontra M5s e Forza Italia
«Non sono pronto, ho bisogno di un po' di tempo in più. Stiamo valutando gli effetti di alcuni modelli» ha affermato il relatore alla legge elettorale Emanuele
Fiano (Pd), che ha depositato in commissione il nuovo testo base, il cosiddetto Rosatellum, per giustificare la richiesta del rinvio del voto sugli emendamenti. Il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato ha intanto invitato per lunedì il Movimento 5 stelle a un incontro a livello parlamentare per discutere della legge elettorale. Invito accettato dai pentastellati. Lunedì 29, alla vigilia della direzione del Pd, si vedranno anche i capigruppo di Camera e Senato di Pd e Fi per parlare della legge elettorale. Modalità e tempi delle “consultazioni” Dem sono in fase di definizione in queste ore.

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Legge elettorale, proporzionalisti crescono

Trattative nel vivo in commissione
In commissione Affari costituzionali della Camera sono entrate nel vivo le trattative tra i democratici e gli azzurri per mettere a punto gli emendamenti al testo base. Nello schema di Renzi la proposta base del Pd resta il Rosatellum, ossia il sistema che prevede il 50% di collegi uninominali secchi e il 50% di propozionale con piccole liste bloccate, il 5% di sbarramento. Ma il leader dem ha preso anche atto che il sistema maggioritario del Rosatellum in Senato non avrebbe i numeri. Mentre sull’ipotesi di un sistema tedesco caro a Berlusconi, ossia un proporzionale con sbarramento al 5%, stanno convergendo un po' tutti: oltre a Fi la Lega, i bersaniani di Mdp. E anche il M5S non ha chiuso le porte (« il modello tedesco vero - ha detto Danilo Toninelli, esperto di tematiche elettorali - è comunque meglio del Rosatellum»). Renzi non può che prenderne atto. Con una alternativa lasciata intravedere: o modello tedesco subito per andare al voto a settembre o il sistema della Consulta (Italicum sopravvissuto alla Camera, ossia premio alla lista che superi il 40% e sbarramento al 3%, e per il Senato un proporzionale con l'altra soglia dell'8% per i partiti che non si coalizzano) con voto a fine legislatura. Intanto si lavora all’emendamento che “proporzionalizza” il Rosatellum, testo base in commissione.

Orlando: no modello tedesco e larghe intese Pd-Fi
Ma i mal di pancia contro il possibile ritorno al proporzionale, dopo le critiche di Romano Prodi, stanno crescendo anche in casa dem. «Sono contrario al tedesco perché rischia di creare un paese nel quale non c'è la governabilità e poi rischia di portarci a una campagna elettorale nella quale la denuncia principale sarebbe quella di voler fare poi il giorno dopo l’accordo con Fi» ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando (Pd), per il quale bisogna tornare «a un sistema di coalizioni», «con una qualche forma di premialità. Io sono per un premio di maggioranza». Ecco perché «il cosiddetto Rosatellum è una traccia dalla quale si può partire».

E resistenze alla corsa al voto anticipato che vengono anche dallo stesso mondo renziano (vedi le posizioni critiche dei ministri importanti Delrio e Franceschini). Mentre il vicesegretario Pd e ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina , ha assicurato: «C'è un dialogo aperto anche con Forza Italia. Ma un patto del Nazareno bis tra Renzi e Berlusconi non esiste: esiste invece un testo base in commissione su cui vogliamo raggiungere la massima convergenza possibile».

Berlusconi: urne anticipate con modello tedesco
Berlusconi ha confermato la disponibilità ad accorciare i tempi della legislatura in cambio di un sistema elettorale che garantisca «la corrispondenza fra voto dei cittadini e rappresentanza parlamentare» come è il sistema tedesco, ovvero un proporzionale con sbarramento e senza preferenze. Una scelta che potrebbe certificare la fine della coalizione del centrodestra e in particolare l’asse con la Lega, perchè complica l’esito di una maggioranza certa la sera dello scrutinio e apre la strada alle larghe intese. «Stiamo lavorando a degli emendamenti che introducono un sistema tedesco proporzionale puro» ha dichiarato oggi il capogruppo di Fi in Commissione Affari costituzionali della Camera, Francesco Paolo Sisto.

Ap: pochi emendamenti mirati su Rosatellum
I centristi di Ap puntano su pochi emendamenti al “Rosatellum” (abbassamento della soglia di sbarramento, nonché la presenza di coalizioni strutturate, con un simbolo nazionale), nonché su un altro che rilancia la propria proposta di legge, cioè l'estensione dell'Italicum al Senato. «Da parte nostra c'e' la buona volontà per approvare una legge che garantisca governabilità e rappresentatività, ma ci vuole la disponibilità di tutti. E se si parte dai numeri della maggioranza si può
approvare senza troppe acrobazie», gli ha fatto eco il leader di Ap Angelino Alfano.

Toninelli: modelo tedesco meglio del Rosatellum
Il M5s, contrario ai collegi del Rosatellum, punta all’estensione dell’Italicum modificato dalla Consulta anche al Senato. Ma non disdegna il modello tedesco . Il M5s vuole «abbattere il Rosatellum che riteniamo essere incostituzionale» ha detto il deputato M5s e componente della Commissione Affari Costituzionali, Danilo Toninelli che - a proposito dei rilievi di chi fa notare che un correttivo di governabilità al sistema tedesco, come chiede il M5s, snaturerebbe troppo il sistema proporzionale - risponde: «Vedremo.. Un correttivo di
governabilità potrebbe invece migliorarlo e comunque il modello
tedesco vero è comunque meglio del Rosatellum»

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