domani via all’esame in commisisone

Legge elettorale, Pd verso bocciatura Italicum bis proposto dal relatore

2' di lettura

Rimane in salita il cammino della riforma della legge elettorale: domani, in occasione dell’avvio dell’esame in commissione Affari costituzionali alla Camera, il Pd boccerà, secondo alcune indiscrezioni , il testo base predisposto dal presidente e relatore Andrea Mazziotti (ex Scelta Civica) e riproporrà la sua idea di adottare un sistema elettorale alla tedesca ”corretto” (anche noto come Verdinellum perché promosso per primo da Denis Verdini) che prevede in pratica un sistema di voto “misto”: al 50% proporzionale e al 50% maggioritario. Se confermato, si tratterebbe di un dura battuta d’arresto per il testo base Mazziotti, ribattezzato Italicum-bis (o Legalicum dal M5S) perchè ricalca l'Italicum così come modificato dalla Corte costituzionale a fine gennaio (no ballottaggio.

Cosa prevede l’Italicum bis
La proposta messa in campo dal relatore estende al Senato l'Italicum, la legge della Camera così come corretta dalla Consulta e disegna un sistema proporzionale quasi puro (i seggi assegnati sono in proporzione ai voti ottenuti), con soglia di sbarramento al 3% (al Senato su base regionale) e premio di maggioranza per la lista che raggiunga il 40%. Con la possibilità, però, che un partito ottenga il premio in una sola delle due Camere (ipotesi assolutamente concreta dal momento che lelettorato attivo è distinto) e dunque comunque non possa governare da solo. I capilista saranno bloccati, gli altri se la giocheranno con le preferenze. Il testo base piace a M5s e Fi, ma è molto distante dalla linea dem, che da giorni sollecita una correzione maggioritaria.

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La proposta dem (o Verdinellum)
Diverso il criterio previsto dal modello tedesco corretto: i seggi sono infatti assegnati per il 50% col proporzionale e per il 50% col maggioritario, con soglia di sbarramento al 5%. I collegi sarebbero assegnati a candidati di coalizione: un dettaglio studiato in chiave di dialogo con Giuliano Pisapia, che infatti promuove la proposta dem, mentre Pier Luigi Bersani e i suoi lo bocciano. Il testo Pd piace alla Lega e ad Ala ma gli altri partiti la bocciano (M5s è contrario ai collegi e Fi teme di essere sfavorita al Nord).

Riforma elettorale sempre più difficile
Sempre più difficile, dunque, centrare l’obiettivo di un accordo sulla legge elettorale entro il 29 maggio, come auspsicato oggi da Gianfranco Librandi (Civici e Innovatori), che si è detto certo «del buon senso di tutti»: «Stiamo
lavorando con grande senso di responsabilità per scrivere un testo che garantisca al vincitore la governabilità e ai cittadini la possibilità di scegliere chi far sedere in Parlamento».

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