ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùla trattativa

Legge elettorale: tra «spagnolo» e «tedesco» i piccoli partiti rischiano l’estinzione

Sul tavolo del confronto sono rimasti due modelli di proporzionale “corretto” per evitare l’eccessiva frammentazione. Alla riapertura dopo le ferie natalizie la maggioranza dovrà sciogliere il rebus e presentare un testo condiviso

di Emilia Patta

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Spagnolo o tedesco? Tolto di mezzo per l’ostilità del M5s il modello del maggioritario a doppio turno nazionale caro al segretario del Pd Nicola Zingaretti, sul tavolo del confronto sulla legge elettorale sono rimasti due modelli di proporzionale “corretto” per evitare l’eccessiva frammentazione: uno è un simil-spagnolo basato su piccole circoscrizioni con soglia di sbarramento implicita che varia da meno del 3% in alcune grandi aree urbane fino all’8% nelle circoscrizioni più piccole; l’altro è un sistema che può accostarsi a quello in vigore in Germania dal momento che prevede una soglia nazionale al 5 per cento.

Deposito del testo condiviso alla riapertura delle Camere
L’accordo all’interno della maggioranza è quello di depositare un testo condiviso alla riapertura delle Camere dopo la pausa natalizia, possibilmente prima del pronunciamento delle Corte costituzionale sul quesito referendario messo a punto dal leghista roberto Calderoli che punta nella direzione opposta al proporzionale: un sistema interamente basato sui collegi uninominali come in Gran Bretagna.

Loading...

La confusione è insomma tanta sotto il cielo della sempiterna questione italica della riforma elettorale, con ogni partito che tenta di tirare acqua al suo mulino. Per questo nelle ultime riunioni degli sherpa della maggioranza si è ragionato in base ad alcune simulazioni effettuate dal ministero per i Rapporti con il Parlamento guidato dal pentastellato Federico D’Incà e anticipate dall’Ansa.

LEGGE ELETTORALE: GLI EFFETTI DELLO “SPAGNOLO” E DEL “TEDESCO”
Proiezioni dei seggi per partito alla Camera dopo il taglio dei parlamentari con le due ipotesi di legge elettorale

Loading...

Piccoli partiti penalizzati dalla soglia nazionale al 5%
Come si vede dalla tabella che pubblichiamo, effettuata trasportando i voti ottenuti dai partiti alle ultime elezioni europee del 2019 (Italia Viva di Matteo Renzi non era ancora nata) su una Camera già “tagliata” a 400 deputati in base alla riforma costituzionale approvata dal Parlamento il 9 ottobre scorso, i piccoli partiti sarebbero penalizzati più dal modello con soglia nazionale al 5% (resterebbero fuori dal Parlamento) che dal modello simil-spagnolo, dove riuscirebbero ad eleggere un pugno di rappresentanti nelle grandi aree urbane (Più Europa eleggerebbe 8 deputati, i Verdi 3, la Sinistra solo 1).

Il «gioco» delle circoscrizioni variabili col modello spagnolo
Questo perché la bozza messa a punto dagli sherpa della maggioranza prevede 36 circoscrizioni complessive (in Spagna sono molto più piccole e l’effetti disproporzionale è di conseguenza maggiore) ma con molte variazioni quanto alla dimensione demografica: le grandi città non sono suddivise cosicché in esse verrebbero eletti molti deputati permettendo ai piccoli partiti di avere il loro “diritto di tribuna”.

Veti incrociati: no di Renzi allo spagnolo, no di Leu al tedesco
Se per M5s e Pd i due modelli sul tavolo della trattativa sono entrambi accettabili, anche se i democratici preferiscono di gran lunga il simil-spagnolo, a mettere i veti incrociati sono i due soci minori della maggioranza. Renzi, convinto di poter superare il 5%, ha posto per tempo il veto sul simil-spagnolo che rischierebbe di tenere Italia Viva fuori in molte circoscrizioni non urbane. Mentre la sinistra di Leu è comprensibilmente ostile alla soglia nazionale al 5 per cento.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti