UNGHERIA

Legge sull’università, procedura di Bruxelles contro Orban

di Luca Veronese

(EPA)

2' di lettura

La Commissione europea ha compiuto oggi il primo passo verso una procedura d’infrazione contro l’Ungheria per la legge sull’istruzione superiore che minaccia l’esistenza della Central European University, l’università indipendente fondata dal finanziere americano, ma di origini magiare, George Soros. Nel giorno in cui il premier nazionalista ungherese Viktor Orban è a Bruxelles per partecipare alla mini plenaria del Parlamento europeo - dove è in agenda un dibattito sulla situazione in Ungheria, e dove Orban deve cercare di rispondere proprio alle critiche trasversali alla recente legge che penalizza l’attività della Central European University (Ceu) - il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, ha annunciato che l’esecutivo europeo invierà una lettera formale di notifica chiedendo spiegazioni al governo ungherese. Nel pomeriggio sarà anche pubblicata una lettera della Commissione per correggere le «molte affermazioni scorrette o fortemente fuorvianti» date dal governo di Budapest lanciando il referendum per «fermare Bruxelles».

Il provvedimento proposto dal governo e approvato senza problemi dal Parlamento ungherese attacca direttamente, ancora una volta, le attività di Soros considerato dal premier Orban «un nemico della patria» al servizio «dei poteri forti» contro il suo governo. I responsabili della Central European University sostengono che la nuova legge sono inaccettabili e minacciano la libertà accademica in Ungheria.

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«È la prima volta che uno Stato membro della Ue cerca di chiudere una libera università, chiedo il sostegno dell’Unione europea: ho sostegno a Washington, a Berlino, anche a Budapest, ora vorrei sostegno anche da Bruxelles», aveva detto ieri, alla vigilia della decisione della Commissione, il rettore della Central European University, Michael Ignatieff, ospite del Parlamento europeo. «Il governo - ha spiegato l’accademico - ha presentato una proposta di legge che ci impedirebbe di fatto di proseguire l’attività in Ungheria. Siamo nel Paese da 25 anni, fondati proprio per assistere alla transizione democratica dell’Europa

dell’Est dopo la caduta del comunismo». Ignatieff parla di «un attacco contro di noi e non solo nei confronti di un’istituzione liberale ma libera: non siamo una ong, non siamo un’organizzazione politica, non siamo affatto una sfida al governo ungherese. Ora abbiamo una pistola puntata alla tempia. Se non troveremo una soluzione di compromesso la legge entra in vigore tra sei mesi, abbiamo problemi a programmare le iscrizioni». Nel Paese continuano le manifestazioni di sostegno alla Central European University.

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