Cassazione

Legittima la circolare del Cnf che invita alla cancellazione degli avocat

Il titolo conseguito in Romania presso il Bota non è in linea con le procedure stabilite dall’International market information

di Patrizia Maciocchi

2' di lettura

Via libera alla cancellazione dall’elenco speciale degli avvocati stabilizzati degli avocat che hanno conseguito il titolo in Romania rilasciato dal Bota. Il Consiglio nazionale forense inviando agli ordini territoriali una circolare con la quale considerava la struttura non idonea all’abilitazione e sollecitava dunque gli ordini “locali” alla cancellazione non è andato oltre il suo potere e non ha violato il dovere di terzietà. La Cassazione, con la sentenza 34429, ha respinto uno dei tanti ricorsi dei legali abilitati nel paese dell’Est presso un ente, ad avviso dell’Organismo istituzionale degli avvocati, non legittimato a rilasciare un titolo che é dunque privo di efficacia. Nel mirino della ricorrente era finita, in particolare, una circolare del Cnf che invitava gli ordini a cancellare gli avocat.

La sentenza

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La terzietà del Cnf - Un’iniziativa che, per la Suprema corte, non si traduce in una violazione del principio di terzietà. Ad avviso dei giudici, infatti, le norme che disciplinano, rispettivamente la nomina dei comp0nenti del Cnf e il procedimento, offrono garanzie sufficienti riguardo all’indipendenza del giudice e all’imparzialità dei giudizi. Per questo è del tutto legittimo che un organismo di rilevanza pubblica come il Consiglio nazionale forense - deputato a emanare provvedimenti organizzativi e di indirizzo dei propri iscritti - abbia «a limitati fini» anche il potere di decidere su impugnazioni di provvedimenti degli ordini locali, fondati formalmente sulle sue disposizioni di carattere generale. La Cassazione precisa, inoltre, che l’ordine professionale non ha sindacato la validità del titolo abilitativo, ma la sua idoneità ad essere riconosciuto nello Stato, in base alla procedure, vincolanti, stabilite dall’international market information. In più l’accertamento sull’inefficacia del titolo abilitante è scattata proprio in virtù di un’attestazione della Romania nel cui ordinamento opera il Bota.

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