provvedimento passa alla camera

Legittima difesa, via libera del Senato: è sempre riconosciuta

di Andrea Gagliardi

3' di lettura

Via libera dell’Aula del Senato al Ddl sulla legittima difesa, che passa ora alla Camera. Il provvedimento ha ricevuto 195 voti favorevoli, 52 contrari e una astensione. Oltre alla maggioranza hanno votato a favore anche FdI e Fi.

Le nuove norme: difesa sempre proporzionata a offesa
Cardine dell’intervento è l'azzeramento del margine di discrezionalità a disposizione dell’autorità giudiziaria nel valutare la legittimità dell’azione di difesa. L’articolo 1 del provvedimento (che ha avuto il via libera del Senato, con 194 sì, 52 contrari e 4 astenuti) stabilisce che nei casi di legittima difesa domiciliare si considera «sempre» sussistente il rapporto di proporzionalità tra la difesa e l’offesa. «Chi compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere», recita la legge «agisce sempre in stato di legittima difesa». A venire drasticamente circoscritto è poi anche l’eccesso colposo.

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L’articolo 2, approvato a larghissima maggioranza con 245 sì (anche Pd oltre a Fdi e Fi), esclude nelle varie ipotesi di legittima difesa domiciliare, la punibilità di chi, «trovandosi in condizioni di minorata difesa o in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo, commette il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità». L'accelerazione dell'Aula di Palazzo Madama sul voto al disegno di legge che riforma la legittima difesa, secondo quanto si apprende in ambienti del Senato, sarebbe dipesa proprio dal fatto che il Pd ha votato insieme alla Lega l'articolo 2 del provvedimento facendo cadere così «ogni vera opposizione al testo». Ok anche all’articolo 3. La norma prevede che nei casi di condanna per furto in appartamento la sospensione condizionale della pena sia subordinata al pagamento integrale dell’importo dovuto per il risarcimento del danno alla persona offesa.

Iter e ruolo dei 5 stelle
La legittima difesa è un cavallo di battaglia della Lega, che avrebbe voluto l'ok al disegno di legge già prima dell'estate. , il testo è arrivato ieri in Aula a Palazzo Madama (si punta all'ok entro giovedì). Sulla legittima difesa i 5 stelle sono sempre stati più prudenti della Lega, chiedendo un ulteriore esame. Tuttavia, dopo l’intesa trovata sul decreto fiscale i toni si sono ammorbiditi: sono stati ritirati i 7 emendamenti che gli ortodossi M5S avevano presentato in Aula.

Grasso: pericoloso presumere sempre l’innocenza di chi usa un’arma in casa
«Non può e non deve esserci nessun automatismo anche per evitare che possano consumarsi, approfittando di essere nel proprio domicilio, omicidi dolosi preconfezionati, mascherati da legittima difesa. Presumere sempre e comunque l’innocenza di chi usa un’arma in casa e confezionare per legge una zona franca dei canoni della legalità, è un pericolo serio per uno stato di diritto». Così il senatore di LeU Pietro Grasso nella sua relazione di minoranza contro la modifica della Legittima difesa. L'ex Presidente del Senato, inoltre, ha ricordato come dai dati trasmessi dal Ministero della Giustizia, elaborati dal servizio studi del Senato, si evince che i procedimenti definiti in dibattimento nei Tribunali Italiani, in quattro anni, dal 2013 al 2016, sono stati 10 per la legittima difesa, 5 per l'eccesso colposo in legittima difesa. «Una simile riforma - ha concluso Grasso - dunque non è giustificata né dall'urgenza nei dai numeri, né dall’esito dei processi».

Csm prepara parere, rischio bocciatura
Ai mal di pancia sul ddl sulla legittima difesa di alcuni senatori del Movimento Cinquestelle - che ieri tuttavia hanno ritirato i loro emendamenti- potrebbero
aggiungersi quelli del Consiglio superiore della magistratura. Palazzo dei marescialli sta preparando un parere sul testo all’esame del Senato. Ed è probabile che conterrà un giudizio critico, considerato che la maggioranza dei consiglieri è composta da giudici e pm e che l'Associazione nazionale magistrati ha già bocciato il provvedimento, che rischia di «legittimare l’omicidio» e di portare a «una giustizia fai da te», come ha avvertito in più occasioni il presidente del sindacato delle toghe, Francesco Minisci.

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