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Legno-arredo, filiera in salute: fatturato a 1,4 miliardi

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2' di lettura

Al convegno “Orizzonte Legno 2023, dinamiche di un mercato che cambia” ,

organizzato dall’Associazione Legno dell’Unione Industriali Torino, hanno partecipato oltre cento imprenditori del “Legno” e 60 studenti e docenti dell’indirizzo “Tecnologia del Legno nelle Costruzioni” dell’Istituto Russell Moro Guarini.

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Durante l’incontro sono stati analizzati gli scenari attualmente molto positivi di mercato e sono stati approfonditi aspetti strategici come gli imballaggi, la logistica e i bonus in edilizia.

Secondo i dati di Federlegno, nel 2021 il fatturato complessivo del settore in Italia ha superato i 49 miliardi di euro (contro i 43 miliardi del 2019), di cui 18 destinati all’export. Nelle 70mila imprese del legno lavorano 293 mila addetti. La filiera Legno Arredo in Piemonte conta circa 3.400 aziende e più di 11.600 addetti per un fatturato di circa 1 miliardo 360 milioni di euro l’anno.

Ai partecipanti è stata distribuita una pubblicazione dal titolo “Orizzonte Legno”, giunta alla seconda edizione, che riprende e approfondisce i temi trattati nel corso del convegno.

Giorgio Marsiaj, Presidente di Unione Industriali Torino, ha commentato: «L’emergenza gas ha portato l’attenzione sul problema del controllo da parte di pochi paesi, spesso non democratici, di importanti materiali. Da questo punto di vista, il legno ha il vantaggio di un’offerta diffusa e non concentrata in poche regioni e Paesi. Il legno, inoltre, è un materiale sostenibile, essendo a basso impatto ambientale. Nelle costruzioni ogni metro cubo di legno utilizzato come sostituto di un altro materiale, riduce le emissioni di CO2 di oltre una tonnellata. L’industria che ne viene alimentata è in grande sviluppo, con molte opportunità di lavoro per i giovani. Il Piemonte ha enormi potenzialità di crescita rispetto alla situazione attuale. Basti pensare che con 955mila ettari dispone di quasi il 10 per cento sul totale nazionale di superficie boschiva».

Per Matteo Mazzoni, Presidente delle imprese del Legno associate a Unione Industriali Torino «in questo periodo caratterizzato da grandissima incertezza e da una contrazione in molti settori economici, il nostro convegno ci ha dato l’occasione di uno stimolante confronto tra i vari anelli di una catena delicata che dal produttore di materia prima, attraverso il trasformatore, arriva fino all' utilizzatore finale». E ha aggiunto: «Penso che il prossimo sarà un anno complesso, che richiederà molta attenzione nelle decisioni aziendali e credo che vada interpretato come un periodo transitorio di stabilizzazione del mercato che è stato soggetto a bruschi cambiamenti dovuti agli effetti della pandemia e della rivoluzione che hanno subìto quasi tutte le materie prime nel 2021 e, più di recente, alle conseguenze che stiamo tutti ancora soffrendo di una guerra veramente assurda».

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