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Legno-arredo, rallenta la crescita dell’export nel 2022

Analisi Pambianco sui dati dlela filiera: + 18% nel primo trimestre ma si prevede un rallentamento nella seconda parte dell’anno

di Giovanna Mancini

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Non è tutto oro quello che luccica, ma i dati diffusi dall’Istat sulle esportazioni di prodotti italiani nei primi nove mesi del 2022 e le previsioni di Sace e Ice per l’anno in corso sono comunque una buona notizia e la testimonianza che il made in Italy continua a essere competitivo nel mondo anche in una fase economica e geopolitica di grande difficoltà.

Rivediamo brevemente questi numeri: secondo l’Istituto nazionale di statistica, nel mese di settembre l’export italiano è aumentato dell’1,6% rispetto al mese precedente (sebbene del 6% verso i mercati extra-Ue) e del 21,6% su base annua. Una crescita che rileva un rallentamento della dinamica espansiva dei primi due trimestri, ma che si conferma positiva, anche se – al netto dell’inflazione – l’aumento dei volumi su base annua è limitato al 2,1%. A fine anno, in termini di valori, l’export di made in Italy supererà la soglia dei 600 miliardi, mettendo a segno un record storico.

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Non fa eccezione – in questo quadro positivo sebbene non privo di ombre – la filiera del legno-arredo, a cui dedica un’analisi specifica la Pambianco. Nel primo semestre dell’anno in corso, rileva la società, si registra una minore dinamicità delle esportazioni che, per la filiera, segna comunque un progresso del 18,4% nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2022 e del 16% nel secondo trimestre, perdendo così 5 punti percentuali.

I mercati principali della filiera sono Francia, Germania e Stati Uniti.Nello specifico del design, scrive Pambianco riportando i dati di FederlegnoArredo, le esportazioni del 2021 hanno rappresentato il 37% del fatturato totale, con un valore di oltre 18 miliardi di euro (+20,6% sul 2020 e +7,3% sul 2019).

La Francia, con un valore pari a poco meno di 3 miliardi di euro, è il primo Paese di esportazione per la filiera (16,3% dell'export totale) con un +13,3% rispetto al 2019 e un +24,3% sul 2020. La Germania si conferma il secondo mercato (11,4% dell'export totale) con un valore esportato di oltre 2 miliardi di euro e una crescita complessiva del +13,8% rispetto al 2020 e dell'11,8% sul 2019. Gli Stati Uniti rappresentano già dal 2017 il terzo mercato di esportazione e il primo tra gli sbocchi extra-Ue, per un valore di 1,9 miliardi di euro e una quota che nel 2021 supera il 10%.

Mediamente l’incremento dell’export è stato del +33,8% rispetto al 2020 e del 26,2% rispetto al 2019, compensando le perdite del 2020 (-5,7%). Il Regno Unito si conferma il quarto mercato di riferimento con un valore pari a 1,3 miliardi di euro e una variazione del +22,9% sul 2020 ma ancora negativo rispetto al 2019 (-1,5%) e agli anni precedenti sia per la crisi pandemica sia per il clima di incertezza causato dall'uscita del Paese dalla Ue.

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