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Legno, in Europa è boom di importazioni dai Paesi extra-Ue

di Giovanna Mancini


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3' di lettura

Le importazioni in Europa di legname e derivati dai Paesi extra-Ue crescono a ritmo sostenuto e nel 2015, secondo un’indagine condotta da FederlegnoArredo e Conlegno, hanno sfiorato il valore di 26 miliardi di euro, con un aumento del 31,4% dal 2009 e del 12,9% nel solo 2015. Una crescita che, soprattutto nell’ultimo anno, potrebbe riflettere una ripresa dell’industria dei prodotti finiti di carta, legno e arredo ma che, secondo il presidente di Fedecomlegno Alessandro Calcaterra, ha più probabilmente a che fare con una ripresa dello stoccaggio da parte delle aziende trasformatrici, che negli anni della crisi avevano invece ridotto le scorte di fornte alle incertezze.

Il tema interessa molto da vicino l’Italia: secondo l’indagine citata di FederlegnoArredo (Fla) e Conlegno – che sarà presentata questa mattina alla direzione generale Ambiente della Commissione Ue – il nostro Paese si colloca al terzo posto nella classifica generale europea, con circa 3 miliardi di euro di importazioni, alle spalle di Regno Unito e Germania. Nel dettaglio, è al terzo posto per quanto riguarda le importazioni di materrie prime destinate all’industria della comparto carta, al quarto per il legno e solo al sesto per i mobili, di cui è ancora tra i leader mondiali nella produzione.

Per questo l’Italia è tra i Paesi europei più interessati alla promozione del regolamento Eutr (European Union Timber Regulation, entrato in vigore a marzo 2013, ma adottato nel nostro paese solo nel dicembre 2014), che ha l’obiettivo di contrastare il commercio di legname illegale. Secondo l’indagine, infatti, il 64% dei Paesi da cui l’Europa importa ha un “indice di corruzione percepita” (Cpi) inferiore a 50, vale a dire che il rischio di importare legname coltivato, raccolto o commercializzato in modo illegale è estremamente elevato. Secondo le stime, circa il 30% del legname importato nella Ue dai Paesi extra-europei sarebbe infatti di provenienza illegale.

Gli effetti dell’Eutr (che ha comportato e comporta inevitabilmente un aggravio di spese e burocrazia per le aziende importatrici) si potranno valutare soltanto sul lungo termine. Nel breve, tuttavia, la sua introduzione non sembra aver fino a oggi fermato il commercio di legno e derivati, come dimostrano i numeri elaborati da FederlegnoArredo e Conlegno (su dati Eurostat a luglio 2016).

NOI E GLI ALTRI

Le importazioni Eutr del macrosistema Legno-Arredo-Carta dai Paesi extra-Ue dati 2015. (Fonte: FederlegnoArredo-Conlegno)

Secondo le stime, sono circa 20mila le aziende interessate all’Eutr, di cui 12mila nel settore carta e 8mila in quello del legno-arredo. Ma di queste, a quattro anni della sua introduzione , appena 3mila sono quelle certamente raggiunte dall’attività di divulgazione di FederlegnoArredo (l’associazione delle imprese produttrici di legno e arredo) e Conlegno (il Consorzio promosso dalle associazioni nazionali dell’industria, del commercio e delle Pmi del legno), che è anche uno degli organismi di controllo (Monitory Organization) incaricati da Bruxelles di accompagnare le aziende nel rispetto di questo regolamento, sviluppando un sistema di «Dovuta Diligenza» (Due Diligence) volto a dimostrare appunto la provenienza legale del legno importato.

Dopo quattro anni dall’entrata in vigore, siamo dunque appena agli albori di questo sistema, fanno notare da Conlegno. Fra le 3mila aziende già in regola, tuttavia, ci sono le principali (per volumi importati e fatturato) delle tre filiere, come spiega Alessandro Calcaterra, presidente di Fedecomlegno: «Quindi il lavoro fatto sin qui è importante. Ma chiaramente non basta, perché resta una miriade di piccole aziende che non sono in regola».

Serve una maggiore informativa, dunque, e anche a questo scopo Fla e Conlegno realizzano, da due anni, l’indagine che sarà presentata oggi a Bruxelles: monitorando, per ogni Paese europeo importatore, i Paesi di provenienza del legname.

Ma serve anche – e forse soprattutto - un sistema adeguato di controlli, fa notare Davide Paradisi di Conlegno. Controlli affidati in un primo momento dall’autorità competente (il ministero per le Politiche forestali) alla Guardia Forestale, corpo in seguito assorbito da quello dei Carabinieri. I rimescolamenti all’interno della stessa autorità hanno parzialmente rallentato questi controlli che ora, aggiunge Calcaterra, si spera ripartiranno spediti. «Anche perché le imprese che hanno speso soldi e tempo per mettersi in regola ora giustamente fanno pressione perché si applichino le sanzioni dovute a chi non ha fatto altrettanto», sottolinea. Non solo: FederlegnoArredo, attraverso Fedecomlegno, preme su Bruxelles perché normative altrettanto stringenti dell’Eutr siano applicate anche ad altre materie prima, come l’alluminio, il fero e altri metalli, anch’essi in arrivo da Paese cosiddetti a rischio.

«Giusto darsi e rispettare regole – osserva Calcaterra -. Ma allora le regole devono valere per tutti i Paesi e per tutti i comparti».

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Importazioni Eutr del macrosistema Legno-Arredo-Carta dell'Italia dai Paesi extra Ue dati 2015. (Fonte: FederlegnoArredo-Conlegno)

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