acquisizioni

Lego e Blackstone rilevano il London Eye e il museo Madame Tussauds

Un consorzio composto dal fondo americano, dalla holding della nota catena di giocattoli e dal fondo pensione canadese Cppib hanno acquisito per 5,9 miliardi di sterline Merlin Entertainments, società che gestisce le due attrazioni londinesi

di Simone Filippetti


Lego, con Genertel a Trieste un milione mattoncini di solidarietà

2' di lettura

Gli scivoli acquatici di Gardaland, presi d'assalto nel giugno torrido di un nord Italia climaticamente Africa, “traslocano” in Danimarca. La proprietà passerà sotto le insegne dell'inedito tandem Lego-Blackstone.

Da una parte la storica casa danese dei mattoncini in plastica, che dopo un lungo periodo di crisi coinciso con il boom dei videogiochi, è rinata grazie alle scatole dei personaggi Marvel (Spider Man, gli Avengers eccetera) e ai film della Disney (da Star Wars ai Pirati dei Caraibi). Dall'altra il colosso finanziario americano Blackstone, il più grande fondo di investimento al mondo (500 miliardi di dollari di asset). L'accoppiata industrial-finanziaria è partita alla conquista di Merlin Entertainment, gigante inglese che gestisce parchi divertimenti in giro per il mondo.

GUARDA IL VIDEO. Lego, iniziativa di solidarietà con Genertel

Nel portafoglio di Merlin, quotata al London Stock Exchange, c'è appunto Gardaland e pure Madame Tussaud's, il museo delle cere di Londra, una delle principali attrazioni turistiche per bambini (e i loro genitori) della capitale inglese. Ma soprattutto la sempre affollatissima London Eye, la ruota panoramica (inaugurata nell'anno del Giubileo e da allora assurta a landmark, uno dei punti di riferimento della città nonché imitazione per decine di città in Europa), nonché una delle attrazioni preferite (pioggia permettendo) della metropoli. Ogni anno 68 milioni di visitatori pagano il biglietto (peraltro nemmeno a buon mercato) per entrare in una delle attrazioni del gruppo Merlin.

La scalata costa 6 miliardi di sterline: i proprietari della Lego, tramite la cassaforte di famiglia, e Blackstone, più un fondo pensione del Canada, lanceranno un'Opa sulla società che verrà ritirata dalla Borsa (una tegola per il listino del LSE che in un solo colpo perde oltre 4,5 miliardi di capitalizzazione). Lego si lancia, o meglio ritorna, nel business dei parchi divertimenti per bilanciare un business che dipende in tutto dai mattoncini. Ma soprattutto Merlin controlla anche la stessa Legoland, ecco dunque l'interesse della famiglia danese che si riporta in casa il suo stesso parco a tema (che aveva venduto nel 2005 e adesso dopo quasi 15 anni se lo riprende); e allo stesso tempo allarga le fonti di ricavi, grazie al sostegno di un partner finanziario. La Lego sta cercando da anni di diversificare il proprio business, non solo per la ciclicità dei giocattoli (peraltro legati alle licenze di film e fumetti che sono molto costose) e le difficoltà del mondo dei giochi tradizionali, messo alla dura prova dall'arrivo del mondo digitale. La Lego sta anche cercando di ridurre il consumo di plastica con cui sono fatti i 50 miliardi di mattoncini che produce ogni anno. Una parte, molto ridotta, è stata ora convertita in un modello ecocompatibile costruito in derivati della canna da zucchero. Merlin si era quotata alla Borsa di Londra nel 2013 e nello stesso anno aveva rilevato Gardaland dal fondo Investindustrial del finanziere Andrea Bonomi. Ora le giostre del lago di Garda da Londra traslocheranno a Billund nell'entroterra della Danimarca.

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