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Serie A e diritti tv, l’Antitrust apre un’istruttoria sull’accordo Tim-Dazn

L’Antitrust ha avviato un’istruttoria su alcune clausole dell’accordo fra Tim e Dazn per verificare se si tratta di intesa restrittiva della concorrenza

di Andrea Biondi

Aggiornato l’8 luglio 2021 ore 16:18 con la replica di Dazn

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5' di lettura

L’Autorità Antitrust batte un colpo sulla vicenda Tim-Dazn e decide di aprire un'istruttoria sull'accordo che vede interessati Tim e Dazn dopo che la piattaforma streaming si è aggiudicata per il triennio 2021-24 i diritti di trasmissione della Serie A (7 partite alla settimana in esclusiva e 3 in co-esclusiva con Sky) a fronte di un esborso di 840 milioni di euro annui (di cui 340 garantiti da Tim in base, appunto, all'accordo fra le parti).

La possibile intesa restrittiva

L’Agcm ha deciso quindi di vederci chiaro nell'intesa fra Telecom Italia e Dazn che, scrive l'Agcm in una nota, potrebbe configurarsi come «restrittiva della concorrenza con riferimento alle clausole dell'accordo che limitano commercialmente Dazn nell'offerta di servizi televisivi a pagamento, con l'effetto, fra l'altro, di ridurre la sua capacità di proporre sconti agli utenti finali e di ostacolare gli altri operatori di telecomunicazioni dall'intraprendere eventuali iniziative commerciali».

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Le segnalazioni da telco e Sky

L'intervento di Antitrust arriva a seguito di segnalazioni che hanno preso avvio sin dal 21 febbraio 2021, si legge nel testo del provvedimento dell'Autorità presieduta da Roberto Rustichelli. È da allora che «diversi operatori di TLC quali Vodafone Italia S.p.A., Wind Tre S.p.A., Fastweb S.p.A. e da ultimo, in data 22 giugno 2021, Sky Italia S.r.l.» hanno «depositato note in cui evidenziavano possibili effetti restrittivi della concorrenza riconducibili all'accordo fra Tim e Dazn, sviluppando considerazioni sostanzialmente analoghe fra loro». Da Sky il ricorso è partito dopo il rifiuto da parte di Dazn di un'offerta di 500 milioni di euro a stagione per poter trasmettere le 7 partite in esclusiva in pancia alla piattaforma.

Il rischio rafforzamento di Tim

Due le principali criticità evidenziate dai ricorrenti. La prima «consiste nella centralizzazione di un contenuto editoriale non replicabile, ad alto valore per i consumatori, quale è il campionato di calcio di Serie A, sulla sola Piattaforma Internet e nella sua commercializzazione in esclusiva da parte della sola Tim. Ciò rafforzerebbe ulteriormente la posizione da quest'ultima detenuta nel mercato del broadband e dell'ultra broadband, posto che sarebbe l'unica telco che potrà includere tale contenuto nelle proprie offerte triple play e l'unico soggetto che può offrire sconti ai consumatori e che potrà far installare l'app di Dazn sui suoi dispositivi, quale in particolare la TIM Box». È anche a seguito di questo, scrive Agcm che Dazn ha interrotto qualsiasi tipo di negoziazione «per svariate tipologie di collaborazione con gli operatori di telecomunicazione».

Il nodo tecnologie e reti

La seconda criticità sta nel fatto che «gli operatori segnalanti hanno lamentato l'implementazione da parte di Tim di miglioramenti tecnologici nella propria rete e l'adozione di soluzioni tecniche discriminatorie, che sono al momento in fase di sviluppo solo per la propria divisione interna e che tenderebbero a rendere gli operatori di telecomunicazioni alternativi più dipendenti dalla rete di Tim svilendo gli investimenti in reti di telecomunicazioni degli stessi».

Il via al procedimento di Agcm

L'Autorità, si legge in una nota dell'Antitrust, «ritiene che l'intesa fra Tim e Dazn potrebbe determinare significative distorsioni della concorrenza, in un contesto caratterizzato dall'evoluzione delle modalità di fruizione dei servizi televisivi verso la piattaforma internet e dai conseguenti benefici per i consumatori». Così, «in considerazione del fatto che la vendita delle offerte dei contenuti del Campionato di calcio di Serie A è appena iniziata, l'Autorità ha anche avviato un procedimento per l'eventuale adozione di misure cautelari che verranno decise solo laddove, all'esito del contraddittorio con le parti, dovesse risultare che i comportamenti attuati da Tim e Dazn determinino danni gravi e irreparabili alla concorrenza».

Il possibile esito (rimedi) e i tempi

L'idea quindi è che, qualora l'esito dell'istruttoria dovesse accertare pratiche restrittive, si arrivi a “remedies” imposti, come ad esempio, l'apertura a tutti gli operatori delle possibilità garantite a Tim dall'accordo con Dazn. Il termine del procedimento è fissato al 30 giugno 2022. Anche se, stando alle dichiarazioni di metà giugno del segretario dell'Agcm Filippo Arena, qualcosa potrebbe avvenire prima dell’inizio del campionato: «In tempi idonei rispetto all’avvio del campionato di calcio - ha detto Arena in audizione presso la commissione Tlc alla Camera – se l’Autorità riterrà necessario, adotterà le iniziative».

La segnalazione di Tim all’Agcm

Antitrust, come detto, è da tempo tirata in ballo sulla Serie A e sull’aggiudicazione dei diritti a Dazn. A essersi mossa è però anche Tim nelle scorse settimane, rivolgendosi all'Autorità con una segnalazione nella quale l'indice è puntato contro Sky e la sua campagna partita a inizio maggio e rivolta agli abbonati Sky Calcio. «Al momento, il contesto dei diritti tv della Serie A rimane di grande incertezza ed abbiamo così pensato ad alcune iniziative», scriveva Sky. «In questa situazione di incertezza, abbiamo deciso di azzerare il costo del pacchetto Sky Calcio per tre mesi, dal 1° luglio al 30 settembre». La telco ha così segnalato all'Agcm una comunicazione ritenuta ingannevole quando parla di «grande incertezza» visto che da fine marzo - secondo la tesi esposta da Tim – è diventata chiara a tutti l'assegnazione dei diritti per la Serie A a Dazn. Lo scontro fra Tim e Sky è comunque sempre più aspro, come dimostra anche l’iniziativa cui sta pensando la media company di casa Comcast che, come anticipato dal Sole 24 Ore dell’8 luglio, pensa a offrire un prezzo super-scontato per il suo servizio in fibra ai propri clienti.

La replica di Tim

Timi si è detta fiduciosa che «a seguito del contradditorio con l'Autorità verranno chiariti tutti gli aspetti oggetto del procedimento, certi che l'accordo con DAZN ha come obiettivo quello di sviluppare la concorrenza nel mercato della pay-tv, la visione dei contenuti in streaming e accelerare il processo di digitalizzazione del Paese a beneficio di tutti clienti e degli operatori di telecomunicazioni». Dalla compagnia telefonica vengono in tal senso rispediti al mittente i rilievi sulle problematiche legate alle soluzioni tecniche che secondo Antitrust potrebbero avvantaggiare Tim («sono disponibili a tutti gli operatori purché questi sostengano gli investimenti necessari») e alla eventuale limitazione della libertà commerciale di Dazn («questo aspetto è stato già chiarito dall’attrattività delle offerte già presenti sul mercato rispetto a quelle degli scorsi anni».

La replica di Dazn

Anche Dazn prende posizione sull’istruttoria. «Restiamo convinti – si legge in una nota – che tale accordo sia in favore della concorrenza e dello sviluppo tecnologico del paese, favorendo la fruizione di contenuti audivisivi in streaming. Questo procedimento ovviamente non riguarda l'assegnazione dei diritti di Serie A Tim per il prossimo triennio. Dazn sarà quindi felice di offrire la visione di tutte e 10 le partite di Serie A Tim in streaming, a tutti gli appassionati di calcio, e questo a prescindere dall'operatore internet prescelto dai consumatori. Gli utenti rimarranno liberi di decidere con quale operatore accedere al nostro servizio, mediante un'ampia gamma di device mobili e fissi.


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