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Léon Spilliaert, artista malinconico e cupo


La mostra alla Royal Academy accoglie oltre 80 opere dell’artista belga

di Nicol Degli Innocenti

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La mostra alla Royal Academy accoglie oltre 80 opere dell’artista belga


2' di lettura

Molti artisti sono influenzati dal luogo dove sono cresciuti. Nessuno più di Léon Spilliaert, che ha assorbito l'atmosfera di Ostenda, riflettendola nei suoi quadri intrisi di malinconia. L'artista, che era nato nella città portuale e aveva uno studio vicino alla spiaggia, è rimasto per tutta la vita affascinato, quasi stregato dal mare del nord, freddo, grigio e infinito.


Royal Academy


La mostra in corso alla Royal Academy è la prima mai dedicata a Spilliaert in Gran Bretagna e punta a rimediare a questa dimenticanza raccogliendo oltre 80 opere dell'artista belga. Nato nel 1881, era un autodidatta che ha evitato la pittura a olio preferendo usare inchiostro, gouache, pastelli, acquarelli, gesso e matita per creare quadri dai colori scuri e dall'atmosfera cupa.

La Royal Academy riscopre l'arte di Léon Spilliaert

La Royal Academy riscopre l'arte di Léon Spilliaert

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I colori già scuri del mare del Nord sono enfatizzati dalla notte. Il giovane Spilliaert, tormentato da un'isonnia cronica, passava le ore notturne facendo lunghe, inquiete passeggiate sulla costa. Qui trovava l'ispirazione per i suoi paesaggi marini, dalle linee semplici e essenziali, geometrie decise e prospettive ardite. Spiagge deserte, mare grigio e un'aria quasi palpabile di desolazione. Alcuni quadri ricordano l'intensità romantica di Friedrich, altri il senso di alienazione di Munch.

Nel suo “Un colpo di vento” del 1904,una bambina sulla spiaggia apre la bocca in un grido che ricorda il celebre Urlo dell'artista norvegese, creato una decina d'anni prima. La sua “Bevitrice di assenzio”, del 1907, è triste quanto la donna nel celebre quadro di Degas, con gli stessi occhi spenti e espressione rassegnata.

Autoritratti

I numerosi autoritratti di Spilliaert sono altrettanto intensi e rivelano un animo tormentato e uno spirito solitario dietro l'aspetto emaciato e gli occhi allucinati. Il nero, i grigi, i blu dominano la sua tavolozza. Non ci sono colori vivaci nei suoi quadri.

Nature morte


Anche le sue nature morte sono spettrali e desolate. Il padre era il profumiere del Re, e Spilliaert anche se non ha voluto seguire le sue orme ha spesso inserito flaconi di profumo e le loro eleganti confezioni nei suoi quadri, ma riescono a essere inquietanti, non decorativi.

La mostra si concentra soprattutto sulla prima fase dell'iter artistico di Spilliaert, il periodo più tormentato ma anche più fecondo. Dopo il matrimonio nel 1916 infatti l'artista ha continuato a lavorare fino alla morte nel 1946, ma ha cambiato stile dedicandosi agli alberi e alle illustrazioni di libri. La serenità familiare lo ha reso più felice come uomo, ma sembra avere spento la fiamma dell'ispirazione artistica.


La mostra ha avuto vita breve, data la chiusura forzata della Royal Academy e di tutti i musei e le gallerie d'arte in Gran Bretagna. La notizia positiva è che la fine della mostra è stata rinviata al 20 settembre. Quando l'Accademia riaprirà, si prevede a metà luglio, ci saranno quindi due mesi per vederla di persona. Nel frattempo, è possibile visitarla e vedere ogni singola opera in mostra grazie al dettagliato tour virtuale sul sito della Royal Academy.

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