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Leonardo Aerostrutture, un altro mese e mezzo di stop a Grottaglie (Taranto)

Uno degli stabilimenti di Leonardo Aerostrutture, quello di Grottaglie (Taranto), anziché ripartire, come previsto inizialmente, dall'1 febbraio, ripartirà invece dal 22 marzo con i primi lavoratori (a Grottaglie ci sono 1.300 diretti) che rientreranno dall'8 marzo.

di Domenico Palmiotti

4' di lettura

Il Covid mette a terra l'industria aeronautica nazionale. Volumi in calo per effetto della minore domanda da parte delle compagnie e della riduzione del trasporto aereo. Tra i segni evidenti della crisi, il fatto che uno degli stabilimenti di Leonardo Aerostrutture, quello di Grottaglie (Taranto), anziché ripartire, come previsto inizialmente, dall'1 febbraio, ripartirà invece dal 22 marzo con i primi lavoratori (a Grottaglie ci sono 1.300 diretti) che rientreranno dall'8 marzo. Non va bene anche negli altro siti della divisione Aerostrutture. Ovunque aumentano, rispetto alle previsioni iniziali, le giornate di fermata collettiva. Secondo il quadro della Fiom Cgil, Pomigliano D'Arco passa dalle 32 giornate programmate a 47, Foggia da 43 a 48, Nola da 46 a 53. Pesa la riduzione di lavoro da parte di due grandi clienti: Boeing e Airbus. A Grottaglie la crisi è acuta perchè il numero di giorni di stop è più alto rispetto agli altri siti (da 118 a 140 giornate in media) e perché lo stabilimento è mono commessa. Da quando ha avviato la produzione nel 2006, il sito di Grottaglie ha costruito solo due parti della fusoliera in fibra di carbonio del 787 di Boeing: la centrale e la posteriore centrale. E ancora oggi la lavorazione della fibra di carbonio costituisce l'elemento di rilievo di questa realtà. Ma la rende anche esposta alle fluttuazioni della domanda monocommittenza. Prova ne è che Grottaglie è passata dal produrre 10-12 coppie di fusoliera al mese, toccando punte di 14, alle 5 di media che invece produrrà nel 2021. I nuovi programmi, dopo l'ulteriore stop di febbraio, parlano di 2 fusoliere a marzo, 4 per ciascun mese di aprile, maggio e giugno ed una a luglio, quando poi scatterà una nuova chiusura collettiva col personale a casa.

Sinora evitata la cassa integrazione

Benché la crisi sia impattante, il personale di Aerostrutture non è finito in cassa integrazione. A Grottaglie, dalla scorsa estate, sono scattate le fermate collettive, consistite in intere settimane di inattività oppure nello stop al venerdì e al lunedì, agganciati a sabato e domenica quando nel sito non si produce. A metà dicembre 2020, Leonardo e sindacati si sono accordati, per l'intera divisione Aerostrutture, su un'alternativa alla cig. Basata sull'uso di ferie pregresse, ferie correnti, messa a disposizione, da parte dei lavoratori del gruppo, delle giornate festive che nel 2021 cadono nel corso della settimana (che l'azienda ha “smonetizzato”) e formazione professionale. Per esempio, i dipendenti devono far coincidere parte delle loro ferie con uno dei periodi di fermata collettiva. Il pacchetto è stato varato sulla base del quadro esistente a dicembre 2020. A gennaio 2021 la situazione è invece peggiorata, per cui adesso bisognerà vedere se l'alternativa alla cig regge ancora o necessita di un adeguamento. In ogni caso, di cassa integrazione non si parla. Per lo stabilimento di Grottaglie, l'aggiornamento 2021 dell'azienda prevede, tra fermate per vuoto lavoro e fermate collettive a budget - pianificate a prescindere dallo scarico -, stop dall'1 al 26 febbraio, dall'1 al 19 marzo, 4 venerdì su 5 ad aprile, tutti i 4 venerdì di maggio, altri 4 venerdì a giugno. Il calendario prosegue con lo stop dal 12 al 30 luglio e dal 2 al 31 agosto. Si tratta di date che però potrebbero essere modificate qualora vi fosse un ulteriore peggioramento.

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I sindacati: serve nuovo lavoro

“La ripresa dei voli pre-Covid, che non è detto che corrisponda con la ripresa dei volumi produttivi, non avverrà prima del 2024 secondo gli analisti” e “i prossimi anni saranno estremamente complicati nella gestione del vuoto lavoro” commenta la Fiom Cgil. Per la Uilm, “è evidente che costruire solo una parte della fusoliera del 787 a Grottaglie non basta. È del tutto insufficiente. E quindi - sottolinea la Uilm - vogliamo sapere quando Leonardo metterà in concreto i nuovi piani annunciati, cioè il drone europeo, per il quale le attività sono previste già da inizio 2021, e Astro, il programma di ricerca che riguarda soprattutto ingegneria ma che può avere un effetto di trascinamento”. Ma per Dave Calhoun, presidente e amministratore delegato di Boeing, “sebbene l'impatto del Covid 19 presenti continue sfide per l'aerospazio nel 2021, rimaniamo fiduciosi nel nostro futuro, continuando a concentrarci su sicurezza, qualità e trasparenza mentre ricostruiamo la fiducia e trasformiamo il nostro business”. E anche Leonardo, qualche mese fa, invitava a valutare come l'industria aeronautica abbia già affrontato grandi crisi (nel 2001 con il crollo delle Torri Gemelle e nel 2008 con la recessione) riuscendo sempre a risollevarsi e a ripartire. Nel frattempo, dice la Fim Cisl, poiché a Charleston, negli Usa, dove il 787 viene assemblato, le ispezioni della Federal Aviation Administration hanno riscontrato problemi nell'accoppiamento delle sezioni della fusoliera, si stanno smontando parti degli aerei già finiti. Di conseguenza, un gruppo di lavoratori tornerà nello stabilimento di Grottaglie per fornire urgentemente i ricambi a Boeing e per le ispezioni che coinvolgeranno il sito.

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