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Leonardo, il computer italiano è quarto al mondo per potenza di calcolo

Secondo in Europa dietro a Lumi, il “fratello” finlandese della EuroHPC Joint Undertaking, che lo ha cofinanziato. Verrà inaugurato il 24 novembre e sarà operativo da marzo

di Ilaria Vesentini

Il supercomputer Leonardo al Tecnopolo di Bologna (Ansa)

3' di lettura

Leonardo, il supercervellone pre-exascale che sarà inaugurato il prossimo 24 novembre al Tecnopolo di Bologna, si aggiudica il 4° posto nella classifica mondiale Top500 dei supercomputer più potenti al mondo e il secondo posto in Europa, dietro a Lumi, il “fratello” finlandese, sempre dell'impresa comune EuroHPC Joint Undertaking, che ha cofinanziato il progetto emiliano da 240 milioni di euro assieme al Ministero dell'Università e ricerca.

«Un traguardo che premia gli oltre 50 anni di impegno del Cineca a sostegno della ricerca attraverso il calcolo ad alte prestazioni e conferma il ruolo dell'Italia come asset strategico nella costruzione dell'ecosistema europeo per l'High Perfomance Computing. Leonardo consentirà di sostenere la ricerca scientifica di frontiera e l'innovazione tecnologica aiutando così ad affrontare le sfide più difficili della nostra società, tra cui la mitigazione e la gestione dei rischi dovuti a situazioni estreme, dalle pandemie a eventi naturali come terremoti, tsunami o inondazioni improvvise, molti dei quali causati dal cambiamento climatico», commenta Francesco Ubertini, Presidente del Cineca.

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Capacità di 240 petaflop

Il sistema Leonardo è entrato ufficialmente nella classifica mondiale, con l'annuncio dato durante SC22, la più importante conferenza internazionale per l'High Performance Computing, in corso a Dallas, in Texas. Avrà a regime una capacità computazionale di circa 240 petaflop (240 milioni di miliardi di calcoli al secondo, la macchina Lumi finlandese – per avere un confronto – ha raggiunto i 550 PFlops) e oltre 100 petabyte (cento milioni di gigabyte) di capacità di archiviazione, una potenza dieci volte superiore all’attuale sistema Marconi100 installato al Cineca di Bologna, 24° nella classifica Top500.

È una tecnologia di Atos (il colosso francese numero uno in Europa nel digitale e nell'Hpc, 11 miliardi di euro di ricavi e 112mila dipendenti), costruita sui nodi del supercomputer BullSequana XH2000 e costituita da due moduli di calcolo principali: un modulo booster (174,7 petaflop), che è stato implementato lo scorso mese di ottobre e il cui scopo è massimizzare la capacità computazionale (tramite GPU basate su NVIDIA Ampere); e un secondo modulo Data Centric, che sarà pronto nel 2023 e permetterà di ampliare la gamma di applicazioni (tramite CPU Intel Sapphire Rapids) raggiungendo la piena potenza.

Ad avvalorare il quarto posto che Leonardo si è aggiudicato nella Top500 dei superPC è anche il tempo record della sua installazione: iniziata lo scorso luglio, è proseguita a ritmo serrato per tutta l'estate con la consegna di 155 rack (armadi) con 5mila server, centinaia di chilometri di cavi e migliaia di componenti.

L’accesso a Leonardo

Leonardo e i supercomputer della rete EuroHPC JU sono a servizio del mondo accademico, degli istituti di ricerca, delle autorità pubbliche e delle industrie con sede nei paesi Ue o in un Paese associato a Horizon, per sviluppare nuove applicazioni in aree come intelligenza artificiale e medicina personalizzata, fonti di energia rinnovabile, progettazione di farmaci e materiali, bioingegneria, previsioni meteorologiche e lotta al cambiamento climatico.

Per ora la macchina installata all'ex Manifattura tabacchi di Bologna è in fase di pre-produzione: è stato lanciato il bando LEAP (Leonardo early access program) per raccogliere proposte dei ricercatori rivolte allo sviluppo di progetti a elevato impatto scientifico che, una volta selezionati, potranno accedere al sistema da gennaio 2023. Leonardo diventerà pienamente operativo per gli utenti a fine marzo 2023.

Per le Pmi

Sulla carta, almeno il 30% delle capacità di supercalcolo della data valley bolognese sarà riservata alle imprese, anche le piccole, ma emerge uno scollamento tra le filiere manifatturiere e i supercomputer. I risultati di una recente ricerca condotta da EmilBanca (la più grande cooperativa di credito in regione e la seconda in Italia) sulle imprese clienti per capire quanto esse conoscano le tecnologie e le potenzialità del supercalcolo presenti al Tecnopolo di Bologna sono inequivocabili: su 3mila Pmi intervistate, il 72% dichiara di non conoscere molto dei progetti e dei sistemi presenti al Tecnopolo; oltre il 90% dichiara di non conoscere le possibilità applicative di metodi e tecnologie evolute di calcolo per le attività aziendali e un altro 90% ritiene che le “super-tecnologie” non possano arrivare alle Pmi se non in casi eccezionali.


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