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Leonardo in corsa per il maxi-piano cinese di Comac

di Gianni Dragoni


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La sfida cinese a Boeing e Airbus. Un grande jet denominato CR929 di Comac

2' di lettura

Leonardo-Finmeccanica sta per atterrare in Cina. Il gruppo guidato da Alessandro Profumo è in trattative avanzate per partecipare alla costruzione di un nuovo aereo da trasporto commerciale fabbricato dall’industria cinese. Un grande jet (280 posti) con autonomia di volo fino a 12.000 km, denominato CR929, progettato dal gruppo statale Comac (Commercial aircraft corporation of China).

Comac ha richiesto al gruppo di Profumo di fare una joint venture industriale in Cina. Leonardo ha scelto come partner il gruppo Kangde, per produrre la sezione centrale della fusoliera del velivolo in composito, nella fabbrica di Zhangjiagang. L’assemblaggio finale del velivolo verrà fatto da Comac a Shanghai. Con motori occidentali, ancora da scegliere.

Secondo documenti di Leonardo, visionati dal Sole 24 Ore, la firma degli accordi per la joint venture con Kangde dovrebbe avvenire prima della fine di questo mese. Salvo slittamenti o ripensamenti. Il rapporto sarebbe a tre: Leonardo avrebbe una partnership con il «cliente» Comac per partecipare alla costruzione del nuovo velivolo e un accordo con Kangde per la joint venture nelle aerostrutture, che sarebbe il «fornitore preferenziale» del CR929. Per la progettazione del nuovo jet Comac collabora anche con l’industria russa, Uac e Sukhoi. Il primo volo del CR929 è previsto nel 2023, l’entrata in servizio nel 2025.

Comac ha già sviluppato un jet da 150 posti per il medio raggio, il CR919, le prime consegne alle compagnie sono previste nel 2019. L’industria cinese sta investendo per rompere il duopolio nei grandi jet commerciali costituito dall’americana Boeing (cliente principale di Leonardo) e dall’europea Airbus, il cui cda ieri ha scelto il nuovo a.d., il francese Guillaume Faury.

Con questa mossa Profumo cerca di sviluppare la divisione aerostrutture, che ha l’impianto di punta a Grottaglie (Taranto), per le sezioni di fusoliera del Boeing 787, mentre soffre criticità soprattutto in altre fabbriche, in particolare a Pomigliano. I ricavi della divisione l’anno scorso sono scesi da 1.450 a 1.215 milioni di euro.

«La partnership di Leonardo con Comac è un obiettivo strategico per assicurare una presenza nel mercato aerospaziale cinese che cresce molto rapidamente», si legge in un documento di Leonardo. Il valore totale del contratto con Comac è stimato in 10 miliardi di dollari, spalmati almeno fino al 2040. Il lavoro sarebbe in Cina, ma una quota di attività sarebbe internalizzata da Leonardo (la stima è il 15%). Il gruppo prevede per il 2019 di avere ricavi propri per 15-30 milioni di dollari dalle attività di ingegneria della jv, e sui 40 milioni e più all’anno dal 2020 al 2025 tra ingegneria e quota di produzione Leonardo.

Dopo l’“ottovolante” negli Usa (Leonardo ha vinto insieme a Boeing la gara da 2,38 miliardi di dollari per 84 elicotteri per il Pentagono, mentre negli addestratori è stata sconfitta proprio da Boeing, che fornirà 351 aerei per 9,2 miliardi di dollari) Leonardo si prepara alla festa per i 70 anni. Domani sera a Villa Miani Profumo e il presidente Gianni De Gennaro hanno invitato autorità di governo, militari, esponenti dell’industria, ex capi del gruppo, tra cui Giuseppe Bono, attuale a.d. di Fincantieri con il quale, dopo le tensioni dei mesi scorsi, si cerca la distensione.

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