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Leonardo esce dal museo e con la realtà aumentata abita la città

La mostra del Museo della Scienza di Milano, che coinvolge l’arte contemporanea, è fruibile solo in loco: il virtuale valorizza l’esperienza fisica

di Alessia Maccaferri

Luca Pozzi -Third Eye Prophecy

3' di lettura

La realtà virtuale porta il museo fuori da se stesso, in città. Così il genio di Leonardo esce dalle stanze del Museo della Scienza e della Tecnologia, dedicato proprio a lui, per farsi esperienza reale in città, con la reinterpretazione della sua opera da parte di artisti contemporanei. «La visione di Leonardo» è una mostra diffusa permanente nella città di Milano in cui le opere di 8 artisti digitali dialogano con la visione di Leonardo e con la realtà circostante. Si tratta di un vero e proprio itinerario digitale attraverso i luoghi di Milano legati a Leonardo, con uno sguardo alla città contemporanea.

Come si fruisce la mostra diffusa

Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, Piazza Gae Aulenti, Parco Sempione, Castello Sforzesco, Piazza della Scala, Palazzo Reale, Conca del Naviglio, Darsena sono le otto tappe che accolgono altrettante installazioni digitali con animazioni tridimensionali. Scaricando l'app ImaginAR, è infatti possibile individuare i luoghi dove l'installazione è resa visibile e scoprire itinerari inaspettati di Milano: i contenuti artistici vengono visualizzati grazie alla fotocamera del telefono e integrati con gli spazi aperti, per lo più pubblici, in relazione alle superfici piane e sgombre, come ad esempio pavimentazioni, selciati, prati. La mostra diffusa è fruibile sia in autonomia, sia prenotando uno speciale tour insieme a una guida specializzata, con la possibilità di includere la visita al Museo.

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Installazioni pensate per vivere nella città reale

«La visione di Leonardo ha una caratteristica peculiare che la distingue da tante app in realtà aumentata: le opere degli artisti vivono esclusivamente nei luoghi della città per le quali sono state immaginate, grazie al Gps. Non si tratta di generici ologrammi appiccicati su uno schermo: sono installazioni site-specific pensate per esistere nella città reale, che appartengono a quello spazio urbano che le accoglie e con il quale interagiscono - spiega Luca Roncella, responsabile Gaming & Digital Interactivity del Museo - Luoghi storici o contemporanei della città si trasformano in luoghi fantastici abitati da fantasmagorie leonardesche. La realtà alternativa diventa così un luogo condiviso, co-abitato e reale nell'esperienza di coloro che stanno giocando a quelle visioni».

Il museo della Scienza e della Tecnologia, da quando ha aperto nel 1953, ha sempre avuto una forte matrice divulgativa ed educativa. «Quello che abbiamo apprezzato in questo progetto è stato anche capovolgere il nostro modo di lavorare - aggiunge Roncella - Di solito per raccontare un aspetto, noi pensiamo il progetto e poi andiamo a cercare i fornitori a cui raccontiamo la nostra vision. In questo caso invece è stato quasi l’opposto. Ci siamo detti: facciamoci restituire una visione di Leonardo da Vinci da artisti contemporanei. Credo che ne sia uscita una visione fresca e differente di Leonardo, in alcuni casi anche ironica».

Sperimentazioni digitali

Supportata da InnovaMusei di Regione Lombardia e resa possibile dalla collaborazione tra gli artisti, il Museo nazionale, Bepart Società Cooperativa Impresa Sociale e la consulenza di due imprese culturali (eArs e AerariumChain), la mostra si inserisce nell’attività di sperimentazione del museo, il primo in Italia a creare, nel 1997, un proprio sito web e successivamente un ufficio dedicato allo sviluppo delle strategie e linguaggi digitali: l'Ufficio Digital. «Ci stiamo interrogando sul metaverso, ne parleremo a settembre durante la Notte dei ricercatori - spiega Roncella - Al momento mi sembra che siamo in una fase immatura. Noi dal 2014 utilizziamo la realtà virtuale per fare attività esplorativi ed educativi, sono visite guidate virtuali in piccoli gruppo, con l’accompagnamento da un animatore scientifico che crea il contesto che sta attorno al mondo virtuale e al contesto fisico. Il virtuale è un dito in più in una mano, è una potenzialità in più ma non è mai un’esperienza decontestualizzata. L’esperienza emotiva è forte ma accompagnata da un contesto che incoraggia la curiosità di approfondire o di visitare fisicamente altri contesti».

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  • Alessia MaccaferriCaposervizio Nòva 24 - Il Sole 24 Ore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: innovazione sociale, impact investing, filantropia, fundraising, smart cities, turismo digitale, musei digitali, tracciabilità 4.0, smart port

    Premi: Premio Sodalitas (2008), premio Natale Ucsi (2006), European Science Writer Award (2010)

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