Dopo la condanna per Mps

Leonardo, l’assemblea dei soci rigetta l’azione di responsabilità contro Profumo

La proposta di Bluebell Partners respinta dal 99,3% del capitale che ha votato. I fondi si sono sfilati da questo voto

di Gianni Dragoni

Alessandro Profumo (imagoeconomica)

5' di lettura

L’assemblea degli azionisti di Leonardo-Finmeccanica ha respinto la richiesta di azione di responsabilità contro l’amministratore delegato, Alessandro Profumo, promossa dal socio Bluebell Partners (possessore di 25 azioni), per il presunto «danno reputazionale» che sarebbe causato alla società dalla condanna in primo grado a sei anni di reclusione per la sua precedente attività come presidente di Banca Mps. La proposta è stata respinta dal 99,34% del capitale votante in assemblea, a favore lo 0,49%. I fondi però non hanno partecipato a questo voto.

Decisivo il voto del Mef

L’assemblea si è svolta a porte chiuse, per il secondo anno consecutivo, in base a una facoltà prevista dalle norme anti-Covid-19. Non era consentito il collegamento in videoconferenza, un’opzione prevista dalle norme anti-Covid, applicata da pochissime società. L’esito del voto, anticipato da fonti vicine agli azionisti in via ufficiosa, è stato confermato da un comunicato di Leonardo. Decisivo il voto del ministero dell’Economia. Il Mef detiene il 30,2% del capitale della società del’aerospazio e difesa e da solo rappresentava la maggioranza dei presenti. Nel respingere la proposta di azione contro Profumo, il ministero guidato da Daniele Franco, in sostanza, ha confermato la fiducia all’amministratore delegato del gruppo. In base all’articolo 2393, comma 5, del codice civile, se la proposta di azione di responsabilità fosse stata approvata, con l’appoggio di almeno un quinto del capitale sociale, Profumo sarebbe decaduto dalla carica di amministratore e quindi anche dal ruolo di capoazienda.

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Intervento solo attraverso il rappresentante designato

L’intervento dei soci era possibile solo attraverso il rappresentante designato dalla società, Computershare. Leonardo ha detto che «l’assemblea ha registrato una consistente partecipazione degli azionisti istituzionali _ in larga maggioranza esteri _ presenti con il 42,61% del capitale sociale rappresentato in assemblea». In totale era presente il 52,63% del capitale totale, cioè il Mef (30,2% del capitale totale), i fondi (circa 22,43% del capitale totale) e piccoli azionisti con quote infinitesimali. Ma i fondi non hanno partecipato al voto sull’azione di responsabilità, si sono sfilati dal voto, mentre hanno votato sugli altri punti (bilancio, nomina sindaci, remunerazione). Il rappresentante unico _ da quanto trapelato dall’assemblea _ ha specificato che gli investitori istituzionali non hanno dato istruzioni di voto perché non hanno ritenuto la proposta meritevole di attenzione.

Richiesta presentata il 28 aprile

La richiesta della società londinese Bluebell, presentata dal partner e co-fondatore Giuseppe Bivona il 28 aprile con una lettera a Luciano Carta, presidente di Leonardo, mirava a ottenere il risarcimento per il danno alla reputazione di Leonardo che - secondo il socio - sarebbe causato dalla condanna in primo grado di Profumo a sei anni di reclusione più pene accessorie come ex presidente di Banca Mps, per false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato, pronunciata il 15 ottobre 2020.

La condanna su Mps e i derivati

La condanna di Profumo non riguarda la sua attività in Leonardo, ma come ex presidente di Banca Mps, tra l'aprile 2012 e il settembre 2015. È stata pronunciata dal tribunale di Milano per la contabilizzazione nel bilancio della banca di contratti derivati presentandoli non come tali (contratti speculativi), ma come titoli di Stato, cioè sicuri. La condanna non è definitiva e non è esecutiva. Profumo, che ha annunciato ricorso in appello, ha detto di essere innocente e di aver agito in accordo con Banca d'Italia e Consob nel criterio di contabilizzazione dei derivati, stipulati dai predecessori e scoperti da Profumo insieme all'allora a.d., Fabrizio Viola, che ha subìto la stessa condanna. Tra le pene accessorie, anch’esse sospese, c’è l'interdizione «dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese».

I fondi esteri e il commento di Bivona

Bivona ha così commentato il voto dei soci: «L’esito del voto non ci stupisce affatto, posto che la società aveva informato i soci dell’esistenza della mozione soltanto il giorno prima del termine ultimo per inviare le istruzioni di voto con l’assemblea fissata in prima convocazione quando i soci avevano evidentemente già tutti votato e prima di comunicare che l’assemblea si sarebbe svolta in seconda convocazione. Stupisce invece che il ministero dell’Economia abbia contribuito il proprio voto a favore di un amministratore delegato condannato, indagato e rinviato a giudizio in tre diversi procedimenti penali per reati finanziari che vanno dal falso in bilancio, alla manipolazione informativa al concorso in bancarotta».La richiesta di Bluebell è stata pubblicata sul sito di Leonardo nella serata del 4 maggio, secondo Bivona a tempo quasi scaduto, quando molti soci, in particolare i fondi esteri, che sono la larga maggioranza del flottante, come di consueto avevano già dato in largo anticipo indicazioni di voto e non erano al corrente della sua richiesta, quindi non potevano appoggiarla. Leonardo, interpellata dal Sole 24 Ore, ha replicato che aveva tempo fino al 5 maggio per pubblicare la richiesta di Bivona e che i soci possono comunicare l'indicazione di voto fino al giorno precedente l'assemblea, anche in seconda convocazione.

I consigli dei «proxy advisor»

Nei giorni scorsi i «proxy advisor», che danno suggerimenti di voto ai fondi, hanno dovuto aggiornare i rapporti già emessi. Frontis e Glass Lewis hanno consigliato di votare l’azione contro Profumo, mentre Iss ha consigliato di respingere la richiesta di Bluebell. «Si tratta di un aggiornamento più a scopo informativo che con effetti pratici. Gli investitori istituzionali, soprattutto esteri, votano con delle piattaforme che richiedono una tempistica molto anticipata rispetto all'assemblea, almeno 7 giorni, a volte anche 15 giorni prima della prima convocazione. Immagino che i fondi esteri abbiano tutti già votato quando oggi è stata pubblicata la nostra proposta aggiornata», ha osservato Sergio Carbonara, titolare di Frontis.

Le osservazioni di Leonardo

In merito alla proposta di Bluebell Leonardo ha richiamato la posizione già espressa in due comunicati appena c'è stata la condanna. Il 15 ottobre Leonardo ha affermato: «In relazione alla condanna in primo grado di Alessandro Profumo (...) la società precisa che non sussistono cause di decadenza dalla carica di amministratore delegato di Leonardo ed esprime piena fiducia nella sua azione auspicando un percorso di continuità». Il 20 ottobre c'è stato un secondo comunicato: «Si è riunito oggi il consiglio di amministrazione di Leonardo cui è stata fornita una compiuta informazione sugli eventuali effetti conseguenti la sentenza di primo grado nel processo Monte dei Paschi di Siena. Dall'esposizione dell'analisi (...) è emerso un quadro che non comporta specifiche limitazioni dell'operatività aziendale. Al Comitato governance è stato affidato il compito di monitorare e approfondire ogni potenziale evoluzione della vicenda, tenendone informato il consiglio». Della condanna non si dà notizia nella relazione finanziaria annuale 2020 (il bilancio) di Leonardo, né nella «Relazione corporate governance 2021», approvate il 9 marzo scorso dal cda.

Il Mef aveva già votato contro nell’assemblea di Mps

Il ministero-azionista aveva già votato contro l'azione di responsabilità a Profumo presentata da Bluebell all'assemblea di Mps per la sua posizione di ex presidente della banca, l'ultima volta lo scorso 6 aprile, come già aveva fatto negli anni precedenti .

Il bilancio senza dividendo e i compensi ai vertici

L’assemblea dei soci dell’ex Finmeccanica inoltre ha approvato il bilancio 2020, già approvato dal cda. Nell’anno del Covid-19 i ricavi consolidati sono diminuiti del 2,7% a 13,41 miliardi di euro, l’Ebita è diminuito del 25% a 938 milioni, l’utile operativo è diminuito del 55% a 517 milioni. L’utile netto di competenza si è ridotto del 70% a 241 milioni. L’assemblea ha confermato la proposta del cda di non distribuire dividendo, dopo quattro anni in cui ai soci era stata distribuita una cedola di 0,14 euro per azione, pari a un controvalore totale di circa 80 milioni. L’assemblea ha approvato anche il piano di incentivazione a lungo termine per il management del gruppo. La relazione sulla remunerazione è stata approvata con oltre il 97% del capitale presente. Profumo nel 2020 ha ricevuto compensi monetari pari a 1,264 milioni di euro lordi, di cui 264mila euro di bonus, oltre ad azioni gratuite per un controvalore di 75.027 euro, totalizzando così 1,339 milioni lordi. Il presidente Carta, in carica dal 20 maggio 2020, ha percepito 312.000 euro lordi, il predecessore Gianni De Gennaro 202.000 euro. Lucio Valerio Cioffi, direttore generale in carica dal primo settembre ha percepito 197.000 euro, inlcuso il bonus di 42.000 euro, per gli ultimi quattro mesi dell’esercizio. La relazione non indica il compenso di Cioffi negli otto mesi precedenti, in cui era capo della divisione velivoli.

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