TECNOLOGIA

Leonardo punta su radar e sensori

In campo con Divisione Electronics e Space Alliance

di Filomena Greco

In campo con Divisione Electronics e Space Alliance


3' di lettura

I satelliti in prima linea, accanto a droni e sensori nel terreno. Le applicazioni delle tecnologie sviluppate da Leonardo sono ad ampio raggio e guardano anche all’agricoltura di precisione, sebbene in Italia si tratti ancora di una nicchia di mercato. «Testare nello spazio applicazioni e innovazioni tecnologiche significa rispondere ad una gamma ampia di esigenze dei cittadini e delle imprese» chiarisce Luigi Pasquali, coordinatore delle attività spaziali di Leonardo e ad di Telespazio. Qui affonda le radici la space economy intesa nel senso più ampio, intesa come capacità dei sistemi spaziali di funzionare «da abilitatori di sviluppo economico e rispondere a esigenze reali –spiega Pasquali – così da ribaltare un paradigma storico». L’importanza del settore per l’Italia è testimoniata dai risultati dell’ultima conferenza interministeriale ESA a Siviglia: su 14,4 miliardi stanziati, 2,2 fanno capo a Roma. E sempre sul fronte europeo, la programmazione complessiva 2021-2027 prevede 16 miliardi per le attività spaziali.

Dalla rincorsa per portare in orbita tecnologie sempre più sofisticate si è passati quindi ad una situazione nella quale si utilizzano “a terra” tecnologie che rispondono a bisogni reali, dalla mobilità all’osservazione della Terra, fino all’agricoltura di precisione. Per Leonardo, la centralità degli investimenti nelle tecnologie spaziali (la Divisione Electronics, linea di business Optronics & Space) e le alleanze industriali che vedono protagoniste Thales Alenia Space e Telespazio (Space Alliance) rappresentano le chiavi per lo sviluppo di capacità industriali del Gruppo su tutta la filiera. «I sistemi radar, per i quali l’Italia ha una leadership indiscussa – aggiunge Pasquali – sono l’elemento chiave nei servizi di osservazione e monitoraggio della superficie terrestre e dei mari». Non a caso l’Italia vanta un ruolo di primo piano in Copernicus. In questo segmento Leonardo è in campo con due programmi, tutti made in Italy: il sistema di osservazione satellitare COSMO-SkyMed, del ministero della Difesa e dell’Agenzia Spaziale Italiana, e la missione Prisma (Asi), che utilizza il sensore ottico iperspettrale. Due tecnologie in cui l’Italia eccelle e che saranno sempre più integrate. «La tecnologia radar sviluppata da Thales Alenia Space per COSMO-SkyMed rappresenta il fiore all’occhiello a livello mondiale nel settore dell’Osservazione della Terra – sottolinea Massimo Comparini, ad di Thales Alenia Space Italia – ed ancora di più oggi con la nuova generazione abbiamo fornito un miglioramento in termini di tecnologia, qualità e precisione dell’immagine, prestazioni e vita operativa del sistema, fornendo nuove possibilità applicative». Dai laboratori del Gruppo Leonardo sono usciti anche strumenti come l’SLSTR, un radiometro in grado di misurare da 800 km di altezza la temperatura degli oceani e della terra o il trasmettitore laser dello strumento Aladin, per la missione ESA Aeolus, che consentirà previsioni del tempo più precise e affidabili e migliorerà i modelli previsionali per fenomeni come uragani e tornado.

La sfida industriale è tenere il passo con la grande mole di informazioni raccolte, sviluppando software e algoritmi di deep learning e intelligenza artificiale. Non è un caso che implementare la capacità di calcolo sia uno dei driver di Leonardo, sotto la guida di Roberto Cingolani a capo dell’innovazione, con l’investimento nel supercalcolatore. Alla rete dei sistemi satellitari si affianca il lavoro dei droni, nel cui ambito Leonardo è molto attiva, e dei sensori a terra. «In un’ottica di rilevazioni integrata – conclude Pasquali – giocano un ruolo chiave le tecnologie di navigazione satellitare e comunicazione, che permettono alle macchine sul terreno di comunicare in remoto con altri sistemi».

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