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Leonardo in vetta al Ftse Mib, mobilitazione russa fa correre i titoli del settore

Si teme una ulteriore escalation della crisi ucraina. Anche i petroliferi corrono sulla scia della netta risalita dei prezzi del greggio

di Andrea Fontana

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La «mobilitazione» annunciata dal presidente russo Vladimir Putin fa temere una ulteriore escalation della crisi ucraina e fa reagire sul mercato i titoli del settore della difesa e anche i petroliferi sulla scia della netta risalita dei prezzi del greggio. Il sottoindice Stoxx600 che raccoglie 24 big dell'industria europea dell'Aerospazio e Difesa sale del 2%, circa a fronte del +0,2% dello Stoxx 600 generale, e i principali gruppi quotati sono i migliori di giornata sui rispettivi listini nella prospettiva di un ulteriore incremento delle spese per la difesa: a Milano Leonardo - Finmeccanica sale di circa sei punti ed è la migliore del FTSE MIB, e corre anche Avio, a Parigi Thales sale di oltre cinque punti e anche Dassault Aviation si muove allo stesso ritmo, a Francoforte il gruppo degli armamenti Rheinmetall balza di circa otto punti e Hensoldt, attivo nei sensori e nell'elettronica per la difesa dell'11%. Anche a Londra Bae Systems e Babcock International sono tra i protagonisti della seduta.

«Ritengo necessario sostenere la proposta del ministero della Difesa per la mobilitazione parziale dei cittadini in riserva, coloro che hanno gia' prestato servizio e che hanno esperienza rilevante», ha detto Putin in un discorso alla televisione prima di aggiungere che intende usare «tutti i mezzi a disposizione per proteggere la Russia e il nostro popolo». L'intenzione è quella di mobilitare 300.000 riservisti per rafforzare le truppe impegnate in Ucraina e il ministro della Difesa Sergei Shoigu ha sottolineato che questo numero rappresenta solo una piccola parte delle persone che possono essere mobilitate nel Paese.

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Gli annunci di Mosca hanno avuto un immediato impatto sui prezzi del petrolio che sono tornati a salire portando il Brent a 93 dollari al barile e il Wti sopra 86 dollari al barile e favorendo anche gli acquisti sui titoli dell'industria petrolifera: a Milano in evidenza Tenaris e Eni, ma anche nel resto d'Europa Total, Bp, Repsol sono tra i migliori.

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