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Leonardo, via alla Cig per 2.200 addetti negli stabilimenti a Sud

La decisione anche in seguito alla cancellazione degli ordini da parte dei due grandi committenti Boeing e Airbus. Il Dg Cioffi: «Soluzione necessaria anche in vista di un rilancio futuro»

di Domenico Palmiotti

(ANSA)

5' di lettura

«La cassa integrazione è una necessaria soluzione di flessibilità. Serve a coprire le giornate di vuoto lavoro in modo differenziato, a preservare la sostenibilità economica ma tiene anche presente la necessità di rilanciare un business futuro». Così il direttore generale di Leonardo, Lucio Valerio Cioffi, e il direttore delle Risorse umane, Antonio Liotti, spiegano al Sole 24 Ore l’accordo raggiunto nel primo pomeriggio del 18 gennaio a Roma con i sindacati metalmeccanici che fa partire dal 17 gennaio un periodo di cassa integrazione nei quattro stabilimenti che formano la divisione Aerostrutture.

Gli stabilimenti interessati

Stabilimenti tutti nel Sud: due in Campania, Pomigliano D'Arco e Nola, e altrettanti in Puglia, Foggia e Grottaglie (Taranto). Chiesta per un numero massimo di 3.900 addetti, la cig riguarderà in realtà 2.200 persone nel complesso, dettaglia l’azienda. La cassa è la risposta alla crisi che la pandemia ha causato sull’aviazione civile ma è soprattutto lo strumento per gestire la transitorietà in vista di una ripresa che si scorge giá. Si arriva alla cig ordinaria dopo un anno e mezzo (intero 2021 e secondo semestre 2020) in cui la si è del tutto evitata attraverso soluzioni alternative: uso di ferie pregresse e correnti, “smonetizzazione” delle festività infrasettimanali, formazione professionale, messa a disposizione di ore di lavoro da parte dei dipendenti Leonardo e dell’azienda, chiusure collettive fatte coincidere con le ferie e le festività.

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L’accordo

E si arriva all'accordo del 18 gennaio dopo una serie di incontri, gli ultimi dei quali tra lunedi 17 e martedì 18. L’accordo, spiega la Fim Cisl, riduce anche il peso economico della cig sui dipendenti coinvolti. Questi percepiranno l’80 per cento della loro retribuzione perchè saranno assicurati i ratei di ferie, 13esima mensilità, permessi e indennità legate al turno di notte.Il dg Cioffi: congiunturale il vuoto lavoro, priorità rilancio«Quest’accordo ha una caratteristica importante – afferma il dg Cioffi –. È stato siglato in modo unitario con i sindacati, è condiviso con tutte le organizzazioni, ed ha una comune visione: lo stato di vuoto lavoro è un elemento congiunturale legato al protrarsi degli effetti della pandemia e alle ripercussioni sul traffico passeggeri. Viene scontato quest’anno ma ci muoviamo nell’ottica di un piano di rilancio, già definito da Leonardo, per valorizzare le competenze dei siti di Aerostrutture».

I cali di Boeing e Airbus hanno pesato sul business

Si viene da un periodo molto complicato come settore e lo si è ancora. «C’è stata – sostiene il dg Cioffi – la cancellazione di ordini per un 75 per cento. In particolare Boeing e Airbus, i nostri principali clienti, hanno avuto calo significativo. Maggiore per Boeing col 787 che per Airbus. Calo che ha inficiato il nostro business». La risposta di Leonardo, chiarisce Cioffi, è stata quella di focalizzarsi «su tre filoni, innovazione e trasformazione industriale, flessibilità e diversificazione del portafoglio, razionalizzazione dei costi. Questi sono stati toccati e impattati attraverso leve strategiche e industriali. Anzitutto gli investimenti – sostiene Cioffi –. Leonardo investirà più di 300 milioni nei siti del Sud con ripercussioni anche sull'indotto. Gli investimenti sono sulla digitalizzazione delle linee produttive e dei processi aziendali. Obiettivo: garantire la competitività dei programmi attuali e acquisirne di altri con una base competitiva avanzata». Gli investimenti sono già cominciati nel 2019, confermati con la pandemia e si completeranno nel 2025 anche se c'è la previsione di chiuderli nel 2023 proprio per accelerarne gli effetti.

Cosa è previsto nei quattro stabilimenti meridionali

In questo quadro rientrano, prosegue Cioffi, «la linea automatizzata Nemesi per l’ATR a Pomigliano D'Arco, così come l’automazione della linea del velivolo Airbus A220 a Foggia. Si è poi investito sulla sostenibilità attraverso progetti di smart factory per il sito di Nola, ma anche sull’evoluzione dei prodotti prioritari a sostegno del business come l’ATR, fatto a Tolosa insieme ad Airbus. Qui si è investito nella versione cargo e nel decollo ed atterraggio con piste corte. Lo si è fatto per nuovi mercati e nuove rotte». Leonardo, dichiara ancora il dg Cioffi, si è inoltre focalizzata su partnership e clienti, «i nostri clienti strategici e storici e quelli che possono darci opportunità future». Ci sono poi «i prodotti, il nuovo drone europeo e quello ed energia solare» le cui lavorazioni riguarderanno Grottaglie nel Tarantino. «Il sito attualmente piú penalizzato è Grottaglie – rileva Cioffi – perché costruisce solo le sezioni di fusoliera del 787. Ma attenzione: il rilancio di Grottaglie vive anche della solidità del 787 che è un programma competitivo. Abbiamo già costruito e consegnato 1.100 fusoliere e altre 1.600 ne consegneremo negli anni a venire». In sostanza, riassume il dg, «si è individuata una missione distintiva per i quattro siti sulla quale poi poggiare l'opportunità futura».

Formazione del personale e nuove tecnologie

Le ultime due leve azionate da Leonardo riguardano le persone e le tecnologie. Sulle prime, evidenzia Cioffi, «stiamo facendo formazione nell’ottica di garantire un mix generazionale e la transizione tecnologica delle risorse. Vogliamo avere persone pronte per supportare l’evoluzione digitale. Mentre per le nuove tecnologie, a Pomigliano c’é il campus Aerotech, cerniera tra Università e azienda che ha già garantito l’assunzione di una ventina di neolaureati che fanno parte del mix cui dicevo prima, e a Grottaglie un laboratorio di materiali innovativi che ha la finalità di aggiornare gli impianti e trovare nuovi prodotti e competenze».

Dal sindacato valutazioni positive

Positivi i commenti del sindacato all’intesa con Leonardo. «Un punto importante» lo definisce Roberto Benaglia della Fim Cisl. «Non potevamo girare la testa dall’altra parte – rileva Benaglia – e abbiamo incalzato sindacalmente e anche contrattualmente il gruppo Leonardo per riuscire ad ottenere il massimo degli impegni su investimenti e strategie. Non dobbiamo drammatizzare eccessivamente la situazione – prosegue Benaglia –. Dobbiamo ridurre al solo 2022 l’utilizzo gli ammortizzatori e verificare che gli investimenti e l’innalzamento delle competenze siano adeguati». Secondo Francesca Re David e Claudio Gonzato della Fiom Cgil, «il Covid-19 non ferma la contrattazione dentro Leonardo, nonostante il permanere della crisi del comparto del trasporto aereo civile, gettando le basi per agganciare la ripresa quando la stessa si realizzerà, con una divisione che dal punto di vista industriale innova i processi e aumenta le potenzialità per una diversificazione delle attività nel settore. Si è definito un buon accordo – aggiungono – Quattro stabilimenti e 4.500 lavoratori, grazie all’accordo quadro firmato, potranno contare su investimenti di oltre 300 milioni di euro e su un rinnovato slancio commerciale che getterà le basi per il rilancio industriale di tutti i siti, a partire da quello di Grottaglie che finalmente vede assegnarsi una commessa aggiuntiva a quella del Boeing 787», sostiene Bruno Cantonetti della Uilm.

Ma Uilm Taranto si riserva la firma

Ma proprio nella Uilm c’è una riserva per ora della delegazione di Grottaglie-Taranto. Dichiara Davide Sperti: «La Uilm di Taranto, unitamente alla Rsu, ha deciso di sottoscrivere l’accordo solo una volta ricevuti gli approfondimenti – avverranno in questi giorni a livello territoriale – sulla gestione della cassa integrazione con un incontro sindacale di merito per analizzare i numeri e le modalità». Questo «in modo da ricevere anche quelle rassicurazioni necessarie in termini di salvaguardia retributiva richiesti oggi in sede nazionale». Con riferimento al sito di Grottaglie, Sperti osserva che lo stabilimento «sarà impattato da diversi mesi di sospensione totale di attività e necessita quindi di sforzi aggiuntivi da parte aziendale anche sotto il profilo salariale».

Emiliano, accordo che argina ricadute della crisi

«L’intesa individua un pacchetto di misure utili ad arginare le ricadute negative della crisi del trasporto aereo, generata dall'emergenza pandemica, sugli stabilimenti pugliesi di Foggia e Grottaglie». È il commento del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. «Mi aspetto che il piano d’investimenti abbia inizio prima dell’estate. Per questo – sostiene il governatore – il ruolo della Regione Puglia non si esaurisce qui. Vigileremo sull’attuazione degli accordi, proseguiremo le interlocuzioni con Leonardo e la stessa Boeing, ascolteremo i sindacati per rendere il futuro degli stabilimenti di Foggia, Grottaglie, Brindisi e del distretto aerospaziale pugliese sempre più certo. Siamo già pronti, in caso di richiesta aziendale d'accesso, a verificare l'ammissibilità alle misure regionali di sostegno del piano d’investimenti e del conseguente programma di formazione e riqualificazione del personale», conclude Emiliano


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