NEL BICENTENARIO DELL’INFINITO

Leopardi, il poeta è un brand Per la Marche vale 1,4 miliardi

La famiglia del poeta gestisce gli immobili con una società che punta a valorizzare il marchio. Dal 2014 turismo in crescita di oltre il 20% . Impatto per tutte le Marche

di Patrizia Maciocchi


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La biblioteca della casa di Giacomo Leopardi.

4' di lettura

La valorizzazione del patrimonio culturale come risposta a una deindustrializzazione che non risparmia neppure le Marche, tradizionalmente patria di manifatture di eccellenza. Con un brand da 1,4 miliardi. A tanto ammonta – secondo uno studio della Camera di commercio di Monza e della Brianza, che ha analizzato il peso dei grandi della letteratura – il valore aggiunto generato da Giacomo Leopardi, non solo per Recanati ma per tutta la regione. Una stima che fa guadagnare al “Giovane favoloso” il primo posto nella classifica, davanti a Verga e Catullo. Aumentare il valore del “marchio” è un sfida alla quale i discendenti del poeta non si sono sottratti. Per arrivare quest’anno alle celebrazioni per il Bicentenario de “L’Infinito” con nuovi spazi aperti al pubblico e nuovi percorsi espositivi.

Il traino sul turismo
Il traino sul turismoSecondo i dati della Regione Marche la presenza dei turisti nel territorio è cresciuta di oltre il 20% in quattro anni: passando da circa 83 mila presenze del 2014 a più di 100 mila visitatori nel 2018. Se il film di Martone ha fatto da traino “presentando” Leopardi anche a chi lo aveva incontrato distrattamente a scuola, di più hanno inciso le iniziative di Olimpia Leopardi discendente del Poeta che promuove la conoscenza dell’opera del poeta. La famiglia, che risale al XII secolo, da sempre fonda il suo “core business” sull’impresa agricola: circa 300 ettari di terreno, tra Ancona e Recanati. Condizione che consente di reinvestire le risorse che derivano dalla gestione del brand nella valorizzazione del patrimonio Leopardiano.

Casa Leopardi Srl
Proprietaria degli immobili, la famiglia li amministra attraverso una società a responsabilità limitata, nata nel 1995 con il nome “Giacomo Giacomo” e diventata Casa Leopardi Srl nel 1998. Una compagine costituita dai fratelli Vanni, scomparso lunedì scorso, e Giacomo Leopardi, chiamato in casa con il nome meno impegnativo di Mimmo. Ma vera “manager” del marchio è Olimpia: per lei la gestione della Srl è passione e consapevolezza dell’importanza del compito di rendere Giacomo noto ad ogni latitudine: «Mi piacerebbe – dice Olimpia – che in India come in Australia si sapesse chi era». Un obiettivo che va raggiunto facendo i conti con le risorse a disposizione. «Il ricavato dalla vendita dei biglietti normalmente basta per la manutenzione ordinaria del palazzo del XII secolo, di 5 mila metri quadrati, nel quale ha abitato Giacomo, che ha un costo di circa 150 mila euro per l’ordinaria manutenzione. C’è poi l’impegno straordinario che ci ha imposto, anche in funzione preventiva, Il terremoto del 2016».

Sergio Mattarella consulta i manoscritti di Casa Leopardi.

Aumenta l’offerta
Nel tempo, gli sforzi della società si sono concentrati sui percorsi espositivi che oggi si sviluppano su circa 1.500 metri quadrati, a cui vanno aggiunti i luoghi recentemente recuperati dal Mibac e dal Fai: l’Orto dell’ex convento di Santo Stefano, il Centro Nazionale di Studi Leopardiani e il Colle de L’infinito. Tra le iniziative di Casa Leopardi, il restauro, nel 2017, della casa di Teresa Fattorini, la Silvia, resa immortale dai versi di Giacomo, le cui stanze di fronte “al paterno ostello”, richiamano circa 30 mila visitatori l’anno. Restituire alla collettività l’itinerario”Con gli occhi di Silvia” ha comportato una spesa di 500 mila euro, sostenuta dai Leopardi.

L’investimento record del Fai
Nell’ottica della valorizzazione del patrimonio Leopardiano, anche la riapertura dell’Orto sul Colle de L’Infinito, tornato ad essere come ai tempi in cui lo frequentava Giacomo. Un’opera di consolidamento e recupero che ha riguardato il colle e il Centro Studi Leopardiani, presieduto da Fabio Corvatta. Lavori per circa 6 milioni di euro per arginare il dissesto idrogeologico del Colle, stanziati cinque anni fa dall’allora ministro dei Beni culturali Franceschini, oltre ai 2 milioni e mezzo di euro, raccolti dal Fai, dal Comune di Recanati e degli sponsor per il Centro Studi e l’Orto delle suore, inaugurati dal Presidente Mattarella, il mese scorso nell’ambito delle celebrazioni per il Bicentenario de “L'Infinito”. Nelle giornate Fai, l’Orto sul colle è stato visitato da oltre 4 mila persone. «Il Fai ha contribuito con 1,2 milioni di euro – dice il vice presidente esecutivo Marco Magnifico – in assoluto la spesa più impegnativa mai sostenuta dal Fai con risorse proprie».

Mostre e nuovi percorsi
Casa Leopardi Srl da quest’anno ha arricchito gli itinerari con due nuovi percorsi: la mostra multimediale “ Io nel pensier mi fingo”- un viaggio virtuale dentro palazzo Leopardi in cui si incontra “Muccio” bambino – e con il Museo permanente dove sono esposti gli oggetti che raccontano la storia della nobile famiglia: dal rigore del padre Monaldo alla voglia di fuga di Giacomo. All’offerta si aggiungono le oltre 12 mostre temporanee: da “Tolstoj-Leopardi. Il respiro dell’anima” che ha gettato un ponte tra la famiglia Leopardi e quella del grande scrittore russo, fino a “Giacomo dei libri”. Porta la firma di Olimpia Leopardi anche il flashmob che a maggio ha unito idealmente gli oltre 2.800 ragazzi nella Piazzuola del sabato del villaggio con gli studenti di tutta Italia per una recita corale de L’infinito. Con la traduzione in inglese dei Canti e dello Zibaldone, Giacomo Leopardi ha conquistato anche il mondo anglosassone entrando, secondo la classifica annuale del New York Times, tra i 100 libri più importanti pubblicati negli Stati Uniti. E il sogno di Olimpia Leopardi di un Giacomo senza confini non sembra poi così ambizioso.

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