Cassazione

Lesioni colpose per il titolare del campo di calcetto irregolare

Dalle linee perimetrali del terreno di gioco deve essere eliminato qualunque ostacolo, secondo il regolamento dettato per gli impinati in cui si svolgono gare organizzate dalla Figc, divisione di calcio a cinque

di Patrizia Maciocchi

2' di lettura

Rischia una condanna per lesioni colpose il legale rappresentante del gruppo sportivo, concessionario di un impianto di proprietà del Comune, se un giocatore cade sbattendo la testa su un muretto di cemento a causa della discontinuità tra il terreno di gioco e il cosiddetto campo per destinazione. La Cassazione (sentenza 12971) afferma la prescrizione a carico dell’imputato non trovando elementi per assolvere nel merito, riguardo alle gravi lesioni subite da un giocatore nel corso di un torneo dilettantistico. Ad essere violate, secondo i giudici, era stato il regolamento degli impianti e dei campi da gioco nei quali si svolgono gare organizzate dalla Fgci, Lega nazionale dilettanti, Divisione calcio a cinque

Il campo per destinazione

La responsabilità del ricorrente era fondata sulla sua posizione di garanzia, che avrebbe imposto, malgrado il campo fosse omologato e già utilizzato in precedenza in molte occasioni, di adottare tutte le cautele per impedire che fossero superati i normali limiti di rischio legati all’attività sportiva. In particolare nel mirino dei giudici era finito il campo per destinazione. Una fascia di terreno, non delimitata all’esterno da alcuna linea, larga almeno 1 metro, situata intorno al rettangolo di gioco ed al suo stesso livello, che deve essere priva di ostacoli, affossamenti o irregolarità. Caratteristiche che, nel caso esaminato, mancavano, a causa di una discontinuità tra il campo di gioco e quello di destinazione in cemento. Non pesa nel giudizio l’irruenza del calciatore che, secondo la difesa del ricorrente aveva, senza ragione, e con impeto inseguito il pallone fuori dall’area di gioco, cadendo e sbattendo la testa sul cemento. Il ricorrente era stato assolto in sede civile, con una sentenza nella quale la Corte d’Appello aveva evidenziato che il campo era omologato, e i calciatori devono evitare i possibili ostacoli modulando la propria forza. Questo non basta però ai giudici per affermare l’assenza di responsabilità dell’imputato e pronunciare un’assoluzione nel merito.

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