lE NOMINE IN EUROPA

Letta e Tremonti Forum di Business Diplomacy

di Gerardo Pelosi


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(Bloomberg)

2' di lettura

Un Paese che per il suo sistema economico e sociale non può fare a meno dell’Unione europea ma accettando la sfida della globalizzazione e giocando a Bruxelles nel campionato di serie A come quello sulle prossime nomine per i posti chiave delle istituzioni europee. È questa l’Italia che immaginano l’ex premier Enrico Letta, l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, il presidente della Camera di commercio italo-tedesca, Erwin Rauhe e il responsabile degli affari istituzionali internazionali dell’Enel Marco Alberti.

Le nomine in Europa
Occasione il Forum di Business Diplomacy che ieri ha scandagliato la possibilità di mettere a sistema tutta la forza della nostra diplomazia e le capacità del sistema imprenditoriale italiano. «La parola Italia si lega a quella di mondiale» ha osservato Enrico Letta ricordando come il nostro Paese sia molto apprezzato all’estero per le sue capacità ma questo ci carica di grosse responsabilità. «Ad esempio – ha precisato l’ex premier – l’Italia invece di chiedere solo un commissario alla Concorrenza o all’Industria che da solo potrà fare molto poco per il nostro Paese, giochi nel campionato vero di serie A partecipando alla nomina del presidente della Commissione perchè sia garante del progetto di integrazione e un presidente della Bce che dia continuità alla presidenza Draghi». Un’Europa forte, secondo Letta, viene guardata con rispetto anche dal presidente americano che alla fine ha dovuto negoziare con Juncker. Per Tremonti la nuova fase della globalizzazione che sta vivendo la Ue ha rotto i paradigmi del passato tanto che «al posto del classico free trade il G7 di Taormina per la prima volta ha introdotto il principio del fair trade». Ma il rapporto con la Cina non è un fatto solo commerciale, ha ricordato l’ex ministro dell'Economia di Berlusconi ma «una variante della nuova guerra fredda con la Cina che inserisce la nuova Via della Seta in Costituzione a riprova che si tratta di un grande progetto geopolitico».

Camera di Commercio italo-tedesca
Il presidente della Camera di Commercio italo-tedesca Rahue ha messo in evidenza gli obiettivo incompiuti dell'Unione europea a cominciare dalla mancata armonizzazione fiscale ma il rapporto tra Roma e Berlino resta sempre un pilastro della Ue. «Se Italia e Germania fossero un Paese unico – ha detto Rahue – sarebbero una potenza economica più forte della Cina, la Germania esporta in Giappone per 40 miliardi di euro che è la stessa somma dell'interscambio tra la Germania e la Lombardia». Marco Alberti, diplomatico distaccato all’Enel ha spiegato come geopolitica ed energia si muovano sempre più allo stesso passo e come sia fondamentale per la diplomazia conoscere dal di dentro le dinamiche delle aziende per fare sistema. Un legame, quello tra diplomazia e business, che Enrico Letta sta favorendo con un master che vedrà collegate in un network le Università di Parigi, Seul, Montreal e San Diego con esperienze in comune fatte dagli studenti da remoto.

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