Sviluppo.

Letta: «I grandi eventi per ripensare Roma»

Per il presidente del gruppo tecnico Turismo e Cultura di Unindustria Ryder Cup, Giubileo e Expo 2030 sono occasioni di rilancio da non perdere

di Andrea Biondi

Giampaolo Letta. Guida il gruppo tecnico Turismo, Cultura e grandi eventi di Unindustria. È anche ad di Medusa Film

4' di lettura

Alle spalle c’è un G20 a Roma che «ha rappresentato un’occasione fondamentale di rilancio. L’effetto immediato è stato ad esempio un aumento del 20% delle prenotazioni per le settimane successive». Davanti ci sono altre grandi opportunità: un audiovisivo «in cui Roma e il Lazio giocano un ruolo di primaria importanza a livello nazionale» che è in crescita, spinto anche dalle sempre maggiori richieste delle piattaforme di video on demand; una Cinecittà al centro di un progetto di sviluppo «e che è un’eccellenza nazionale e internazionale»; grandi eventi che possono far fare al territorio un salto di qualità, non foss’altro per «la legacy che lasciano: dalle infrastrutture agli sforzi per manutenzione e pulizia». E fra questi c’è anche l’Expo 2030, con Roma che in questi giorni sta lanciando la rincorsa verso la propria candidatura.

Giampaolo Letta, presidente del Gruppo tecnico Turismo, Cultura e Grandi Eventi di Unindustria non ha dubbi: «Questo è l’ultimo treno per Roma, un’occasione irripetibile per accompagnare questa città e questo territorio nel futuro».

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I presupposti ci sono tutti. Conditio sine qua non , dice l’ad di Medusa Film lanciando la palla nel campo delle istituzioni, è non commettere gli errori del passato fra cui, soprattutto, «provare a fare senza ascoltare. E nella prima fase della precedente consiliatura di Roma Capitale non si è ascoltato, salvo poi ricredersi». Questo, sottolinea Letta, «è un errore di base. È legittimo che chi ha responsabilità prenda le decisioni in autonomia, ma va fatto ascoltando chi vive la vita di tutti i giorni: i lavoratori, le imprese, i negozi, gli alberghi».

L’indicazione va dritta verso la Giunta dell’ex sindaca Raggi. «Se parliamo di Regione – puntualizza Letta – c’è sempre stato ascolto e collaborazione su tantissime idee e progetti. Parlando di Roma Capitale credo che ci siano ora le migliori premesse non solo sull’ascolto, ma per un lavoro da fare insieme». Di certo «in una situazione come questa, difficile, ma anche con tante opportunità, è indispensabile che le istituzioni del territorio si parlino. Non averlo fatto negli ultimi anni è un errore enorme».

Di base c’è un tema: a Roma c’è una miniera di opportunità da cogliere. E davanti ci sono anni decisivi. Turismo, cultura, grandi eventi possono essere le chiavi di volta per il futuro di Roma e del Lazio. Il gruppo tecnico in seno a Unindustria è sceso quindi in partita con un progetto che poggia su quattro pilastri: turismo; economia della bellezza; audiovisivo; grandi eventi. «Il nostro settore - dice Letta – rappresenta il secondo per Pil nel Lazio».

Lo slogan del progetto è “Coltiviamo la bellezza”. Che, a Roma soprattutto, si presenta in abbondanza richiamando milioni di turisti da tutto il mondo, da sempre. Dopo l’annus horribilis della pandemia, è comunque chiaro che dare una sferzata ai flussi turistici diventa un imperativo. «Il nostro progetto – spiega Letta – punta innanzitutto alla promozione del turismo di alta gamma senza trascurare e, anzi, valorizzando i piccoli borghi spesso inesplorati e sconosciuti, ma che sono degli autentici gioielli». Sul primo versante il progetto “atelier Roma” ha previsto l’avvio di una specifica campagna «anche con l’ausilio di influencer, per promuovere questa parte di turismo che ha le sue punte d’eccellenza nelle cinque strutture a cinque stelle della città». Parallelamente l’obiettivo di Unindustria è anche quello di «rilanciare il turismo congressuale. Roma era al settimo o ottavo posto 20 anni fa. Ora siamo scesi alla ventesima posizione. E questo non perché la gente non voglia venire a Roma, anzi. Ma c’è bisogno di strutture, infrastrutture». E anche di coordinamento viene da dire. Tant’è che per iniziativa di Unindustria, insieme a Confesercenti, Confcommercio, Federcongressi e Federalberghi è nato «il “Convention Bureau”, anello di congiunzione fondamentale fra domanda e offerta».

Il secondo pilastro del piano va sotto il titolo di “Economia della bellezza”. «Si tratta di un progetto di marketing culturale e di collaborazione pubblico-privato che, grazie a un protocollo d’intesa fra Unindustria e Roma Capitale, punta alla riqualificazione dei beni artistici. Siamo partiti da Villa Borghese. Ma può essere una tendenza - chiarisce Letta – che non si ferma a questo».

Terzo pilastro è l’audiovisivo. Qui si ha a che fare con un settore che, secondo gli ultimi report di Apa (associazione dei produttori audiovisivi) e Anica, vale oltre 1,2 miliardi a livello nazionale. «Il giro d’affari è destinato a salire a doppia cifra. E, in questo quadro, Roma e il Lazio hanno una grande importanza con il 30% delle aziende, 4.500 in tutto e più di 11mila lavoratori impegnati: il 40% del dato nazionale». Dati, questi, che aiutano a contestualizzare le attese riposte anche sul piano che riguarda Cinecittà, con il suo sostanziale raddoppio grazie all’accordo sui terreni limitrofi con Cdp. «Dal progetto, che ha preso forma nel Pnrr, emerge quanto il Governo consideri centrale l’audiovisivo nello sviluppo del Paese. Non a caso a Cinecittà si è tenuto il summit fra la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen e il premier Mario Draghi».

Parallelamente Unindustria sta lavorando per valorizzare sempre di più il rapporto fra cinema e mondo produttivo. «Uno dei progetti sui quali stiamo lavorando è un Premio per il cinema industriale. Pensiamo alla prima edizione per la primavera del 2022». Un modo, questo, per portare alla luce quanto «tantissime aziende, al di là della comunicazione commerciale, stanno facendo: richieste di prodotti audiovisivi per comunicare la propria storia, la propria vision». Far emergere questa tendenza, e magari spingerla, può voler dire ulteriore domanda produttiva per le imprese e sul territorio di Roma e del Lazio.

In ultimo i grandi eventi. Qui l’elenco snocciolato da Letta è di tutto rispetto: «C’è la Ryder Cup di golf del 2023; stiamo parlando di uno dei principali eventi sportivi nel mondo. Il 2025 sarà poi l’anno del Giubileo. E, guardando più avanti, nel 2033 correrà il bimillenario della crocifissione di Cristo. Tutti appuntamenti per i quali occorrerà farsi trovare pronti». Roma saprà esserlo? «Sì. La città - replica Letta – ha bisogno di essere responsabilizzata in uno sforzo comune e coordinata. Ma poi, come accaduto con il G20 o con la reazione all’emergenza Covid che ha visto il Lazio primeggiare, le cose quando si vuole si fanno».

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