L’assemblea nazionale

Letta nuovo segretario del Pd: «Serve nuovo partito, non nuovo segretario. Si vince in coalizione, rilanciare lo ius soli»

L’ex presidente del Consiglio è tornato al Nazareno a sette anni dalla sua uscita di scena per una assemblea nazionale, che lo ha incoronato ottavo segretario del Partito democratico con un’ampia maggioranza (i voti favorevoli sono stati 860, 2 contrari e 4 gli astenuti). No di Salvini allo ius soli: il tema divide la maggioranza Draghi

di Andrea Carli

Chi è Enrico Letta, al timone del Pd dopo 7 anni di esilio parigino

6' di lettura

La sua missione è rimettere insieme i cocci di un Partito democratico, dilaniato dalla lotta tra correnti e imploso dopo l’abbraccio con i Cinque Stelle, l’arrivo di Mario Draghi e il passo indietro di Nicola Zingaretti. Enrico Letta è tornato al Nazareno a sette anni dalla sua uscita di scena per una assemblea nazionale, che lo ha incoronato ottavo segretario del Partito democratico con una maggioranza molto ampia (il 99,3% dei voti). I sì sono stati 860, 2 contrari e 4 gli astenuti.

L’ex presidente del Consiglio era l’unico candidato alla segreteria: sono pervenute trecentoquattordici sottoscrizioni con firme autografe di membri dell'assemblea, più 97 mail di sottoscrizione e altri 302 nominativi: in tutto 713 sottoscrizioni. Letta si è presentato da segretario vero, per imprimere una svolta.

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Letta è intervenuto in tarda mattinata. Ha rilanciato sullo ius soli e il voto ai 16enni. ha indicato in donne e giovani due priorità. Il primo test, ha sottolineato, saranno le elezioni amministrative, ma l’obiettivo sono le politiche 2023 con la sfida alle destre. «Vorrei che il nostro partito elaborasse idee nuove in economia - ha chiarito -. Dobbiamo ripensare una nuova modalità in cui far condividere al lavoratore, al manager e all'azionista il destino dell'impresa, far sì che i proventi arrivano anche al lavoratore. Il dialogo sociale è venuto meno, sono per rilanciarlo. Riaprirò un colloquio fortissimo con i sindacati, delle imprese, delle piccole e medie imprese e dei corpi intermedi».

Il nuovo segretario ha “messo il cappello” sul governo Draghi, mettendo in evidenza che «è il nostro governo, è la Lega a dover spiegare perché l’appoggia». E, per quanto riguarda il partito, ha lanciato un messaggio: «Dobbiamo costruire un nuovo centrosinistra su iniziativa e leadership del Pd». Un nuovo Ulivo?

Al termine del discorso programmatico, il voto da remoto e in forma telematica.

Letta: se diventiamo partito del potere moriamo

«Credo - ha messo in evidenza Letta - che noi parliamo il linguaggio della verità. Non sono qui per falsi unanimismi o accordi segreti. Arrivo da persona libera, lascio tutti gli incarichi retribuiti. Il mio programma è questo. Non è un concorso di bellezza anche perché avrei poche chances». «Mi candido a nuovo segretario - ha continuato - ma so che non vi serve un nuovo segretario: vi serve un nuovo Pd. Apriamo le porte: se diventiamo partito del potere moriamo - ha aggiunto -. Il territorio sarà il nostro campo da gioco, siamo diventati partito della Ztl. Occorre sfidare la Lega sul territorio». E ancora: «Il governo Draghi è il nostro governo».

La formula che l’ex presidente del Consiglio ha utilizzato per esprimere la linea che intende dare al partito è: «Progressisti nei valori, riformisti nel metodo e radicalità nei comportamenti tra di noi». E parlando dell'uscita dalla pandemia: «Noi come il Pd abbiamo il dovere di esserci, non con lo sguardo al nostro ombelico ma nella società. Dobbiamo fare un partito che abbia le porte aperte».

«Si vince in coalizione. Parlerò con M5s di Conte».

«Dobbiamo pensare che abbiamo vinto e governato quando abbiamo fatto coalizione - ha ricordato Letta -. Quando siamo andati per conto nostro abbiamo perso. 1996 e 2006, eravamo guidati da Prodi. La coalizione è fondamentale: io ci credo. Ad aprirsi ci si guadagna sempre. Dobbiamo costruire un nuovo centrosinistra, su iniziativa e leadership del Pd. Parlerò nelle prossime settimane parlerò con tutti. L'incontro col Cinque stelle guidato da Conte lo dobbiamo fare, sapendo che non sappiamo ancora come sarà quel M5s. Arriveremo con rispetto e ambizione».

Vademecum di idee poi assemblea per sintesi

Il Pd targato Letta sarà aperto al confronto tra le diverse posizioni. «Vi presenterò delle idee, che saranno contenute in un breve vademecum da consegnare domani (lunedì 15 marzo, ndr) al dibattito dei circoli per due settimane - ha continuato Letta -. Vorrei che oggi la discussione non si chiudesse ma iniziasse. Ne discutiamo insieme e poi facciamo sintesi in una nuova assemblea». Il nuovo segretario ha poi espresso «sintonia e amicizia con Zingaretti, faremo tante cose insieme».

Partito di giovani o avrò perso sfida. Voglio università dem

La linea che sarà espressa dal Pd a guida Letta punterà in primo luogo a recuperare il sostegno dei giovani. «Serve un patto generazionale, forte tra giovani e anziani. Vogliamo essere il partito dei giovani. Solo se li coinvolgeremo potremo dire di aver vinto. Se non ce la farò avrò perso la mia sfida qui. Per questo voglio mettere insieme un'università democratica», ha sottolineato. «Voglio fare una battaglia sul voto ai 16enni, anche se so una battaglia divisiva, complicata, ma dobbiamo allargare il peso dei giovani nella società».

Porrò tema donne al centro, abbiamo problema

«Sulla rappresentanza delle donne - ha ammesso - abbiamo un problema. Lo stesso fatto che sia qui io e non una segretaria donna dimostra che esiste un problema. Sarà al centro della mia azione». «La parola chiave è partecipazione - ha detto -, se mi eleggerete sulla partecipazione lavorerò come segretario. E poi l'idea di mettere insieme l'anima e il cacciavite. La nostra politica deve essere questo. Metterle insieme e non staccarle mai».

Durante governo Draghi rilanciare ius soli

Nel suo intervento il nuovo segretario ha affrontato anche temi politicamente divisivi. «Voglio rilanciare lo ius soli», ha annunciato, è una «norma di civiltà. Io sarei molto felice se il governo di Mario Draghi, di tutti insieme, senza polemiche, fosse quello in cui dar vita alla normativa dello ius soli», la legge sulla cittadinanza.

Recovery sia strutturale e patto stabilità sostenibile

Un passaggio del discorso di Letta si è concentrato sulle risorse che l’Ue ha messo sul tavolo per sostenere le economie travolte dall’emergenza sanitaria coronavirus, il Next generatio Eu. «La prima sfida è se Next generation Eu sarà strutturale o congiunturale - ha spiegato -. Il nostro impegno è per un'Europa solidale e sostenibile sempre. Se vinciamo e usiamo bene i fondi, nessun olandese potrà dirci “non ve li diamo più”». «Dobbiamo fare una battaglia perché il patto di stabilità europeo può essere basato su criteri solo finanziari o basato sui criteri della sostenibilità, verde e sociale», ha continuato Letta. «Il terzo grande impegno è quello dell'Europa sociale. Non dobbiamo lasciare nessuno da solo, il mondo degli esclusi è quello su cui dobbiamo lavorare di più. L'Europa dei diritti è il nostro orizzonte e il nostro tratto distintivo. L'Italia è al centro del mondo perché guida il G20. La salute è al centro, deve diventare bene comune globale. Il G20 lanci coordinamento e cooperazione, che sono fondamentali per non perdere vite umane e sprecare risorse. Si lanci un indice del costo del non coordinamento a livello internazionale».

Le reazioni dentro e fuori

A stretto giro dall’elezione alla segreteria del partito sono arrivate le prime reazioni. «La passione per la politica nel bel discorso di Enrico Letta. Buon lavoro anche da Bruxelles al nuovo segretario e al Pd. Teniamocelo stretto», ha scritto su twitter il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni. «Giovani, diritti, cultura e crescita. Le idee del Pd e per il Pd indicate da Enrico Letta sono la strada giusta per le grandi sfide che abbiamo oggi davanti a noi. Auguri di buon lavoro al segretario», è la posizione del ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che guida Base riformista . «Da Enrico Letta una relazione alta, bella, condivisibile, che consente di rialzare la testa, di guardare avanti, di affrontare una fase tutt'altro che semplice per il Paese - ha messo in evidenza il ministro del Lavoro, Andrea Orlando -. Ora tutti quanti dovremo dare il nostro contributo a far sì che la riflessione fatta oggi si possa sviluppare e possa determinare un'iniziativa politica conseguente. In questo senso, mi sembra molto giusta l'indicazione di tornare a una discussione all'interno dei circoli, di coinvolgere i nostri militanti ed elettori».

E, al di fuori del partito, l’ex premier Giuseppe Conte ha fatto gli «auguri di buon lavoro al nuovo segretario del Partito Democratico Enrico Letta. Nel suo intervento - ha aggiunto - ha indicato tanti obiettivi sui quali è assolutamente necessario il confronto e il comune impegno per il bene del Paese». Il capo politico M5s Vito Crimi ha ricordato che «il M5s ha dimostrato di essere una forza leale e aperta alla collaborazione, e continuerà ad esserlo in questa difficile fase per il Paese». «Superiamo questa fase così dura e guardiamo avanti, al 2050, puntando sulla Transizione Ecologica del Paese - ha scritto il ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio su twitter - . Insieme possiamo raggiungere obiettivi importanti per l'Italia».

L’attacco di Salvini sullo ius soli

Critico nei confronti della posizione espressa dal neo segretario sul tema dello ius soli il leader della Lega Matteo Salvini. Il tema divide la maggioranza Draghi: «Letta e il PD vogliono rilanciare lo Ius Soli, la cittadinanza facile per gli immigrati? Se il nuovo segretario torna da Parigi e parte così, parte male. Risolviamo i mille problemi che hanno gli italiani e gli stranieri regolari in questo momento, non perdiamo tempo in cavolate».

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