Partito democratico

Letta lancia centrosinistra largo, da Renzi a M5s. E su Roma annuncia: «Penso che faremo le primarie»

Il leader Pd ha ribadito l’obiettivo di vincere le prossime elezioni costruendo un'alleanza larga di centrosinistra con i 5 Stelle. In mattinata l’incontro con il movimento delle Sardine

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«Oggi sono più determinato: ho imparato tante cose. Se sono tornato non è per vivacchiare, non voglio guidare la coalizione verso la sconfitta. Devo cercare di vincere le prossime elezioni». Così il segretario del Pd Enrico Letta ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7 . Per raggiungere l’obiettivo Letta punta a una coalizione larga. «Se andiamo soli, regaliamo l'Italia a Salvini e Meloni. Per questo dobbiamo fare una coalizione con chi ci è più vicino - ha spiegato Letta, - Dobbiamo fare un'alleanza tra partiti che si rispettano, ma con l'ambizione di essere la leadership di questa alleanza. Poi individueremo la modalità per decidere il candidato premier, e dipende anche dalla legge elettorale».

Letta: vedrò Renzi, parleremo del futuro della sinistra

Il segretario dem ha annunciato che incontrerà Renzi. «Parleremo - ha spiegato - di che tipo di futuro costruire per la sinistra. Non è l'ultimo, devo fare ancora diversi incontri. Noi vogliamo costruire un'alleanza di centrosinistra con i 5 Stelle».

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«A Roma penso faremo primarie, Gualtieri tra candidati»

Ribadita l'alleanza con i 5S, resta comunque il nodo da sciogliere nella Capitale. «Penso che faremo le primarie - è l’annuncio a sorpresa -. Ci sono diversi candidati, tra cui Gualtieri del Pd. Ma è vero che su Roma il nostro giudizio sul sindaco uscente non è lo stesso di quello dei 5 Stelle, e rischia di essere una pietra di inciampo. So di giocarmi l'osso del collo su questa partita, ma ce ne sono anche altre importanti».

«Con Sardine ottime prospettive»

Letta ha dedicato in giornata due ore di tempo ad un faccia a faccia con il movimento delle Sardine. Un faccia a faccia che su Twitter ha definito «utile e costruttivo. Abbiamo scambiato riflessioni e messo sul tavolo idee. Ottime prospettive. Avanti». A Letta le due ore sono servite per chiarire ai primi interlocutori civici la sua idea delle Agorà democratiche, da svolgere nella seconda metà dell'anno e pensate non solo per mobilitare i militanti ma per aprire “porte e finestre” del Pd alle esperienze civiche che si sentono parte del campo progressista.

Lo scontro per la nuova capogruppo alla Camera

Il segretario dem deve comunque gestire anche ciò che avviene nel Palazzo. Martedì il gruppo Pd della Camera eleggerà la nuova capogruppo, in sostituzione di Graziano Delrio, ruolo a cui sono candidate Debora Serracchiani e Marianna Madia. Letta giovedì ha invitato i deputati a non aver paura di votare tra candidatura contrapposte, concetto ribadito: «c'è una sana competizione tra Madia e Serracchiani ed è un bene che nei prossimi giorni si parlerà di queste due donne del Pd». Tuttavia si sta delineando dietro ad esse una faglia sulla base delle correnti, con Serracchiani appoggiata da Fianco a Fianco, Base Riformista e AreaDem, e Madia sostenuta maggiormente dai Giovani Turchi e dall'area Orlando. E un problema di rapporti di forza tra correnti si sta riproponendo sui nomi che dovranno sostituire Simona Malpezzi, come sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, ed eventualmente Serracchiani come Presidente della Commissione Lavoro. Una dinamica che Letta vuole superare aprendo il partito con le sue Agorà Democratiche.

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