ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùVerso le elezioni

Letta prepara l’alleanza a quattro punte per sfidare le destre sovraniste

Il segretario dem frena la disputa sulla premiership: non è in agenda. Nella proposta programmatica del Pd lavoro e welfare, sostenibilità sociale e ambientale, diritti della persona

di Emilia Patta

(ANSA)

2' di lettura

Tre gli assi della proposta programmatica che il Pd si accinge a proporre agli italiani: lavoro e welfare, sostenibilità sociale e ambientale, diritti della persona. Naturalmente nel solco dell’Agenda Draghi.

Per il resto il segretario dem Enrico Letta è concentrato nello sforzo si sopire i dissidi e di unire il più possibile il fronte dei Democratici e progressisti: sarà questo il nome della lista dem, che “ospiterà” gli ex scissionisti di Articolo Uno Roberto Speranza, Federico Fornaro e Cecilia Guerra oltre a Demos e ai socialisti di Enzo Maraio.

Loading...

Arginare le destre sovraniste

L’obiettivo primario resta la sconfitta, o la non vittoria, delle destre sovraniste. Per questo a Carlo Calenda, che già indica Mario Draghi come futuro premier in caso di vittoria, il Nazareno fa sapere che «noi non siamo come la destra che litiga su Palazzo Chigi e sugli incarichi prima ancora di fare le liste: noi siamo impegnati e testa bassa a parlare agli italiani».

Quanto a Draghi, «nessuno certo può avere dubbi su ciò che pensano Letta e il Pd sul suo profilo e la sua caratura. Ma non è un tema in agenda ora». In agenda c’è invece il tema dell’alleanza, da decidere in fretta dopo la rottura - ormai irreversibile - con il M5s.

Attesa per la direzione

Il perimetro sarà illustrato da Letta martedì 26 luglio in direzione, che dovrà approvare anche il regolamento per le candidature: saranno incandidabili gli eurodeputati, e anche i consiglieri regionali salvo pochissime deroghe, e saranno esclusi gli uscenti non in regola con il pagamento delle quote e quelli che hanno superato i tre mandati consecutivi, come da statuto, salvo la deroga tradizionale per gli ex segretari del partito (leggasi Dario Franceschini) e pochissime altre.

Il capitolo alleanze

Quanto all’alleanza, è aperta a tutti quelli che hanno sostenuto Draghi fino all’ultimo: Letta oggi non porrà veti nei confronti di nessuno, neanche nei confronti di Matteo Renzi. Ma un suo ritorno nel Pd sarebbe indigeribile per la sinistra interna, che ha già dovuto mandare giù la rottura con il M5s, e dal Nazareno si lavora per un assorbimento dei renziani in una delle due liste centriste (ossia quella del Patto repubblicano di Calenda e Radicali e quella che l’ex 5 Stelle Luigi Di Maio sta costruendo con l’aiuto di Bruno Tabacci e del sindaco di Milano Beppe Sala).

Resta da coprire il fianco sinistro, anche per non lasciare acqua al M5s: il progetto di Letta è l’unione di Sinistra italiana di Nicola Fratoianni con i Verdi di Angelo Bonelli. Quattro punte. Per ora.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti