ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCentrosinistra

Letta rompe con il M5s: addio al campo largo. Conte prende tempo

Il segretario dem guarda per le alleanze ai partiti “fedeli” alla linea Draghi

Dimissioni Draghi, Letta: "Loro non sanno quello che hanno fatto"

2' di lettura

All’indomani della mancata fiducia del M5s al governo Draghi, Il Pd rompe con il M5s e dà il via alla campagna elettorale cambiando schema in corsa: «Lanceremo una proposta al Paese per essere vincenti alle elezioni - dice il segretario dem Enrico Letta - Attorno a questo vedremo chi ci starà. Sarà il perimetro delle forze segnato dal voto di fiducia: non è gradito chi ha fatto cadere il governo.

Lo strappo con il M5s

Quindi è strappo col M5s: il rapporto «difficilmente sarà ricomposto - spiega Letta - perché il gesto di ieri è sostanza, non è un fatto semplice di forma». La rottura è «ineluttabile», rafforzano poi dal Nazareno. Sul campo ci sono Matteo Renzi, Carlo Calenda e Luigi Di Maio, che si riconoscono nell’agenda Draghi. La convergenza, però, non si traduce automaticamente in avvicinamento. Fra i pretendenti c’è un clima di sospetto reciproco. Per esempio, i renziani e Azione hanno piani diversi. E dubitano che l’addio del Nazareno al Movimento sia definitivo. «Se è vero - è la condizione di Iv e Azione - lo dimostrino annullando le primarie in Sicilia di sabato».

Loading...

Campagna elettorale nel nome dell’agenda Draghi

Del resto i tempi per stabilire alleanze e schemi di gioco sono stretti: con il voto alle porte c’è bisogno di cominciare a ragionare su liste e collegi. Per Letta mollare Draghi è stata una follia. Poi aggiunge: «Discuteremo e decideremo i compagni di strada. E’ evidente che il voto di ieri impatta molto fortemente, c’è stato un cambio totale di paradigma». Adesso, «pensiamo a noi, non fermiamoci a pensare cosa faranno gli altri». Nel frattempo lancia già la campagna elettorale nel nome dell'agenda Draghi. «Spero ci siano le elezioni il prima possibile - incalza -, spero che vinceremo e continueremo con il programma di Draghi»

Conte: noi progressisti, ci siamo ancora

Ma Conte prende tempo: «Il campo largo c’è ancora? Noi siamo una forza progressista, ma non per autodefinizione: siamo oggettivamente progressisti. Poi spetterà al Pd fare le sue scelte». I dubbi dei centristi sull’addio del Pd ai 5 stelle si basano però sui numeri. E infatti, anche nel partito di Letta c’è chi invoca la «massima cautela», facendo notare le difficoltà, senza il Movimento, di essere competitivi in gran parte dei collegi uninominali al sud.


Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti